La società del “controllo”: il culto del denaro

La vecchia società disciplinare, sostituita da quella del controllo, dove tutte le azioni sono sorvegliate elettronicamente. Una rete di flussi di dati, di merci e di denaro che possono essere liberamente scartati se non rispettano i parametri di 'performance'.

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La società del controllo

La nostra è una civiltà fondata sul libero arbitrio, la libertà di espressione e movimento, oppure viviamo in una società del ‘controllo’?

Considerando l’attuale crisi economica del debito in cui versa l’Italia e quasi l’intera Europa, ci poniamo degli interrogativi sulla provenienza e legittimità dell’attuale sistema economico e del debito. Il debito è attualmente una forma di “controllo” politico e sociale oltre che economico?

La società del “controllo”

Il potere nell’ultimo mezzo secolo è cambiato. Siamo passati da una società ‘disciplinare’, a un mondo nel quale si è allargata l’idea e la pratica del ‘controllo’. Lo comprese per primo Michel Foucault agli albori del fenomeno, negli anni ‘70 del Novecento. Egli aprì la strada alla rappresentazione del potere postmoderno. Successivamente tentata da Gilles Deleuze e Félix Guattari con la teoria dei “mille piani”.

“Non esiste una sola cultura al mondo in cui sia permesso di fare tutto.” (Michel Foucault)

Secondo Gilles Deleuze, la vittoria della società del ‘controllo’, del dominio neocapitalista, spiega il declino della società civile. Caratterizzata da strutture forti, armatura e spina dorsale della realtà, portatrici di istituzioni e identità solide, tutte sono entrate in crisi. Dalla famiglia, allo Stato e finanche la Chiesa.

Dopo il Sessantotto, il potere si trasforma. Prima in biopotere. Modella corpi, desideri, modalità fondamentali della vita per appropriarsene. A partire dagli anni ’80 invece, subisce un processo di finanziarizzazione. Diviene potere finanziario. Oggi motore del capitalismo moderno.

Libertà o il-libertà

Sotto l’ombrello onnicomprensivo della democrazia e del liberalismo abbiamo conferito la sovranità sulle nostre vite al potere finanziario. Nonchè a quello politico e tecnologico, a sedicenti élites di esperti.

Tutto questo è reso possibile anche in parte dal fatto che la maggioranza delle persone non si rende conto del vero funzionamento del sistema economico attuale. Anche perché non conosce il funzionamento reale e i principi sul quale si basa questo tipo di ‘schiavitù’ mascherata da democrazia.

Si va avanti, giorno dopo giorno, per creare la futura, il-libertà. Una nuova umanità mascherata da emancipazione e liberazione. Nessun ambito della vita personale, comunitaria e di relazione è risparmiato per creare, “l’Eden” in cui la ‘schiavitù’ cambia definitivamente nome e si proclama libertà. Un modello di crescita, quindi, basato sulla creazione del debito.

La libertà, come concetto guida della società. Si contrappone progressivamente alla legge e alla disciplina come strumento di governo. Fin dai tempi dei fisiocratici, Quesnay, Turgot, non si trattava di prevenire le carestie o di regolamentare la produzione. Piuttosto lasciare che avvenissero per poi governarle e assicurarne gli esiti. È lo stesso principio del potere finanziario, che produce crisi periodiche per liberarsi delle scorie e prendere il controllo di nuovi pezzi di economia.

Libertà va cercando, ch’è sì cara/ come sa chi per lei vita rifiuta”.

(Purgatorio, Canto I vv. 71-72)

Un’economia finanziarizzata

E’ essenziale comprendere: perché siamo a questo punto? Chi o che cosa ci ha portato in questa misera condizione? E se è possibile, uscirne.

Molto probabilmente la risposta è nelle domande. Sappiamo che la felicità ha uno stretto rapporto con la ricchezza e il possesso di beni materiali. Divenuti gli unici soggetti legittimi, l’umanità e l’individuo ormai rifiutano ogni ostacolo. Adottano senza batter ciglio la norma contrattuale del mercato. Ovvero dello scambio, come misura di tutte le cose. “Liquida”, la società segue l’incessante fluttuazione dei desideri, determinata dall’unico autentico obiettivo liberale: il mondo-mercato.

In questo processo le nuove tecnologie e le nuove forme di comunicazione hanno svolto un ruolo molto rilevante. Accade spesso che aziende, industrie e corporazioni guadagnino maggiormente dalle attività speculative in borsa, di quanto non facciano nella produzione e vendita dei loro prodotti.

In questo modo si fa circolare denaro sui mercati finanziari internazionali. Lo scopo è di produrre immediatamente una somma maggiore di denaro rispetto a quella iniziale. Senza però produrre nulla di materiale.

Un dato è molto indicativo. Già nel 2007 gli attivi finanziari superavano il PIL mondiale di ben 4 volte. Inoltre, di tutte le ricchezze monetarie mondiali, quelle in forma liquida o concreta rappresentano il 2/3% mentre la restante parte rappresenta il denaro virtuale, bitcoin, che circola nei mercati borsistici di tutto il mondo.

La società del controllo attraverso la macchina finanziaria

Durante la seconda metà del 1900 si è verificato un processo di deregolazione di molte attività speculative e finanziare. Si parla addirittura di finanza ombra, che ha reso difficile il controllo giuridico e legale da parte degli Stati, su banche, società e aziende di investimento. Nonché ha impossibilitato una limitazione all’ingigantimento dei loro guadagni.


Crypto Engine, Bitcoins e altre diavolerie del primo 2000!


L’uso di calcolatori informatici, e nuove formule ha permesso poi, la creazione e la repentina crescita e diffusione di prodotti finanziari. Quali, derivati strutturati, obbligazioni, certificati di protezione, in cui si declinano credito e debito. Questi ultimi così complessi ormai che è difficile stabilire il reale rischio. O la sicurezza di solvibilità.

Traders e broker possono infatti muovere alla velocità di un click, ingenti quantità di denaro. Anche superiori a quelli di un intera nazione. Con effetti spesso disastrosi per quest’ultime.

Tutto ciò ha comportato una certa fragilità dei mercati, come testimoniano le recenti e molteplici crisi. I governi in questo scenario, hanno dovuto di volta in volta far fronte a cercare di arginarne gli effetti. La grande dipendenza dal settore finanziario, avrebbe compromesso l’intera società.

La legge fattasi disciplina si limita a governare il disordine. E per garantire ‘sicurezza’, ovvero il caos organizzato e per niente calmo in cui il sistema prospera, la ‘vittima’ solidarizza e bacia la mano del carnefice.

È in atto una potente campagna di spossessamento della vita. Nascosta da formule consolatorie, luoghi comuni. Allettanti ma palesemente infondati. Un mondo in cui sembra che non si possa vivere senza seguire i consigli di un esperto ed attenersi a manuali di istruzioni.

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