La depressione in età senile. Una visione d’insieme

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La depressione in età senile è spiegata dal fatto che la senilità è un periodo di cambiamenti. Questi influenzano la mente umana: invecchiamento fisico, senso di solitudine, perdita di alcune capacità e diminuzione del livello di memoria e dell’attività motoria. Qui, l’obiettivo è organizzare una visione d’insieme della depressione in età senile, tra definizioni, sintomatologia e riflessioni.

La depressione in età senile. Definizioni e caratteristiche

Qui, l’obiettivo è organizzare una visione d’insieme della depressione in età senile, tra definizioni, sintomatologia e riflessioni. Il punto di partenza è la connessione tra la depressione e il suo presentarsi in età avanzata. Ciò è spiegato dal fatto che la senilità è un periodo di cambiamenti. Questi influenzano la mente umana. Si verificano invecchiamento fisico, senso di solitudine, perdita di alcune capacità. Come pure, diminuzione del livello di memoria e dell’attività motoria.

Gabriella Pastorino, scrittrice ed editrice, afferma: “Nessuno mi scambierebbe per una ragazza. Ma nel mondo del lavoro i ‘sintomi’ della vecchiaia spariscono o comunque perdono valore. Siamo quello che facciamo. Siamo quello che mostriamo di valere”.

La depressione è definita un disturbo affettivo dell’umore. Infatti, si presenta con sentimenti di inadeguatezza, tendenza all’autocritica. E ancora, preoccupazione e limitazione delle attività. Come pure, è definita da mancanza di piacere, spossatezza, pessimismo. Sono presenti tristezza, pianto, melanconia. Ed anche angoscia e infelicità dell’individuo.

E’ distinta in: depressione maggiore e minore. La prima è caratterizzata da un senso di impotenza, inerzia e tristezza. La depressione minore si presenta con tristezza e voglia di non far nulla. Segue a un evento scatenante come una perdita.

Può essere caratterizzata da lievi disturbi, In questo caso, la persona mantiene relazioni adeguate con il mondo circostante. Si può arrivare all’incapacità di entrare in contatto con la realtà.

La depressione varia di intensità e durata nel tempo.

Una persona può sentirsi depressa a causa di un lutto, per un insuccesso lavorativo, per un divorzio. Gli eventi che portano al malessere vengono percepiti come frustranti. L’individuo avverte un senso di disperazione. Successivamente, si originano stati depressivi.

Sintomi, sostegno e cura

Altre sintomatologie possono riguardare: fattori ereditari, gravidanza e nascita di un figlio, l’evento della pensione. Quest’ultima avviene, per lo più, in età senile, cioè in vecchiaia, anzianità. Questa è l’ultima parte del ciclo di vita dell’uomo.

I sintomi della depressione in età senile sono riconducibili a situazioni sociali ed economiche disagiate. Inoltre, dipendono da fattori di rischio di varia natura. Essi possono essere: il cambiamento del funzionamento del metabolismo, la perdita del proprio status sociale, per cui si passa da impiegato a pensionato. E ancora, il verificarsi di demenze e tumori, avvenimenti tragici.

Ciò che maggiormente distingue la depressione in età senile da quella giovanile, è che gli anziani non ammettono con facilità il peggioramento dell’umore. Ansia e panico prendono il sopravvento. Gli anziani depressi possono non riconoscere i sintomi come malattia. Lamentano un senso di debolezza ai minimi sforzi, mal di testa, palpitazioni, vertigini. Li giustificano come caratteristiche dell’invecchiamento.

La depressione nell’età anziana è, dunque, una patologia complessa di difficoltosa diagnosi. In seguito a questa, può iniziare un trattamento farmacologico. La terapia farmacologica inizia solo dopo attenta analisi dell’ambiente in cui la persona vive.

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E’ importante il ruolo dello specialista, psicologo o psicoterapeuta Deve fornire sostegno al paziente. In tal modo è aiutato a modificare gli eventi che vede negativi. All’anziano va fatto capire e percepire che la sua età è preziosa. Infatti, porta un bagaglio ricchissimo di esperienze da condividere con gli altri. Questo vale soprattutto con i più giovani. Questi ultimi sono inesperti. Si affacciano alla vita. Hanno tanto bisogno dei consigli e di norme. Solo una persona più grande d’età e più matura può fornire.

Riflessioni sulla depressione senile

Nel contesto sociale odierno, spesso la famiglia appare priva di valori etici, “smarrita” e svuotata nei suoi compiti educativi. Appaiono come figure rilevanti gli anziani, nonni e non, che hanno esperienza e saggezza. Essi devono avere la loro vita e propri interessi, senza trascurare gli amici.

La Pastorino, ancora, riflette: “La depressione, animale crudele che, nascosto eppur vicinissimo, ci spia. Tutto, pur di non cadere nelle grinfie della maledetta. Ci isolerebbe in un’angusta buia stanzuccia di angoscia. E’ un male bruttissimo. E’ una bestia che ci ruba i colori. Fa grigi i fiori, grigio il cielo, grigio il mare, tutto. Togliete i colori ai quadri di Hopper. Ne resteranno intatti il senso e l’anima. Ma togliete il colore alle nostre ore ai nostri giorni al cielo alle case ai visi…”.

A livello preventivo, è necessario evitare o risolvere i fattori di rischio depressivi. Questi riguardano gli aspetti sociali, ambientali, psicologici ed affettivi. Ciò avviene anche attraverso il benessere individuale. I cambiamenti legati alla senilità sono da accettare. Il rischio è arrivare a un’instabilità mentale e a possibili stati depressivi.

Un monito a tutti noi è che la terza età, per la sua peculiarità, esige affetto e considerazione.