Kanō Hōgai e lo stile artistico nipponico Nihonga

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Kanō Hōgai
Un ritratto dell'artista giapponese


Artista che ha riverdito le tecniche raffigurative tradizionali giapponesi, Kanō Hōgai, è l’autore di due “Draghi tra le nuvole”. Ha realizzato anche i dipinti sul soffitto del castello di Edo.


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Perché approfondire la conoscenza di Kanō Hōgai?

In un periodo di cambiamenti sociali e culturale, è tra i fautori dello stile artistico Nohonga. Si è formato nell’era Meiji (1868-1912) che in Giappone rappresenta il passaggio dal feudalesimo allo Stato nazionale. I costumi occidentali si diffondono nel paese del Sol levante, ma trovano una certa resistenza. In ambito creativo si diffonde l’uso di riprendere la millenaria tradizione locale, sia nella raffigurazione che nell’impiego dei materiali. Un modo per valorizzare la bellezza e l’espressività nipponici.

Nohonga

La ripresa delle tradizioni non è sterile copia di quanto il passato ha tramandato, ma rielaborazione di concetti. Gli artisti che aderiscono all’indirizzo infatti, introducono degli elementi diversi, soprattutto le ombreggiature e la profondità di campo. Promuovono il cambiamento alcuni critici, Okakura Tenshin ed Ernest Francisco Fenollosa, e pittori come Tomioka Tessai. Le raffigurazioni di uccelli, piante e animali sono a china o con pigmenti naturali, realizzate su carta giapponese e seta.

Breve biografia di Kanō Hōgai

Nasce nel 1828 a Yamaguchi da un pittore al servizio del clan Chofu. A Edo frequenta la Scuola Kano insieme a Hashimoto Gaho. La sua ricerca artistica si concentra sull’innovazione dell’arte giapponese, cercando di dare maggiore enfasi allo spazio. Nel 1884 è nominato ufficiale del Ministero della pubblica istruzione e riceve l’incarico di insegnante alla Tokyo school of fine arts. Tuttavia muore nel 1888 prima dell’apertura della scuola.

I due draghi tra le nuvole

I suoi soggetti preferiti sono animali e divinità buddhiste, come la dea Senshu Kannon. Nel 1885 realizza “I due draghi tra le nuvole” che rappresenta un combattimento tra le creature, simbolo dell’Occidente e dell’Orientale. Nel disegno a china utilizza la prospettiva europea che dà tridimensionalità all’opera. Hōgai ha donato il suo lavoro a Ernest Fenollosa che l’ha conservato nella sua abitazione a Tokyo. Il figlio del critico d’arte ha poi consegnato l’opera al Philadelphia museum of Art nel 1940.