martedì, Giugno 18, 2024

Imane Laloua: il commovente appello della madre

Il 27 giugno di 18 anni fa la giovane Imane Laloua spariva nel nulla. Nel 2006, a Barbarino del Mugello, in un bosco adiacente l’autostrada del Sole, un camionista rinvenne due sacchi contenenti resti umani. Nonostante i primi esami avessero rivelato che le ossa appartenevano a una giovane donna di origine maghrebina, la comparazione con il dna di Imane venne eseguita solo nel 2018, confermando definitivamente la morte della giovane donna.

Zoubida Chakir, madre della giovane, ci ha rilasciato un’intervista nella quale ci racconta quanto avvenuto a partire dal giugno 2003.

Chi era sua figlia Imane? ci parli di lei…

Imane era come tutti i ragazzi della sua età, aveva molti sogni. Aveva frequentato il liceo artistico a Firenze, le piaceva molto l’arte. Appena siamo arrivati in Italia dal Marocco abbiamo vissuto a Firenze. Poi ci siamo trasferiti a Montecatini Terme. Imane aveva pochi amici ma era una persona molto disponibile con gli altri, a volte un po’ troppo ingenua.

Quando è scomparsa? Ci racconti di quel giorno…

Mia figlia è scomparsa il 27 giugno 2003, quando non aveva ancora compiuto 22 anni. Suo marito (anch’egli marocchino) era in carcere da un paio di mesi. Si erano conosciuti nel 1999 e si erano sposati nel 2002, andando a vivere a Prato. Io non ero contenta che Imane frequentasse quell’uomo, in quanto era un poco di buono. A causa di vari reati veniva spesso arrestato e condannato a mesi di carcere. Durante questi periodi Imane era costretta a lasciare il lavoro per occuparsi delle pratiche legali del marito. Si trascurava, la relazione con quell’uomo era stressante, ma lei non voleva lasciarlo.

“Voglio lanciare un appello: E’ necessario continuare ad indagare per trovare il colpevole, mia figlia non merita di essere considerata una vittima di serie B”

Dopo la denuncia di scomparsa che direzione hanno preso le indagini?

All’inizio non ci furono indagini ufficiali in quanto le autorità ritennero la sparizione di Imane un allontanamento volontario. Mi recavo in questura almeno tre volte alla settimana, ma gli inquirenti mi dicevano che non c’erano novità di rilievo. Potei presentare ufficiale denuncia di scomparsa solo a settembre. Nei due mesi precedenti andai molte volte a cercarla a Prato, ma nessuno mi diede informazioni in merito al destino di Imane. Già nel 2004, all’interno della comunità maghrebina di Prato, girava voce che Imane fosse morta, ma le autorità non poterono mai confermare tale ipotesi in quanto non era stato trovato alcun cadavere. Il marito di mia figlia, fin dall’inizio della vicenda, si rifiutò di darmi informazioni e non mi aiutò a cercarla.

Quando vennero ritrovati i resti di Imane?

Nel 2006 un camionista trovò, in un boschetto adiacente a una piazzola di sosta nei pressi di Barberino del Mugello, 2 sacchi contenenti resti umani. In questi sacchi (uno blu e uno nero) erano contenuti alcuni pezzi di un cadavere femminile di origine maghrebina. Mancavano la testa, le mani e i piedi. Quelle ossa furono portate all’obitorio senza mai essere analizzate fino al 2018.

Cosa accadde nel 2018?

Il 16 luglio 2018 ricevetti una telefonata. Gli inquirenti mi dissero di presentarmi in questura a Firenze in quanto c’erano novità sul caso di mia figlia. Io ormai da due anni avevo lasciato l’Italia per andare a vivere in Francia da alcuni parenti. Mi presentai alla questura di Firenze e successivamente mi portarono presso la Procura della Repubblica del capoluogo. Il Sostituto Procuratore mi disse che in seguito agli approfondimenti scientifici, gli inquirenti avevano scoperto che le ossa ritrovate nel 2006 a Barberino appartenevano a mia figlia Imane. Per 12 anni i resti di Imane erano rimasti in obitorio senza essere analizzati. E’ una cosa inaccettabile. Perché le autorità non hanno mai convocato il marito di Imane? Purtroppo quell’uomo da molti anni si trova a Madrid ed è diventato introvabile.

Zoubida Chakir ha deciso di avviare una raccolta firme per chiedere indagini approfondite sulla morte di Imane. La petizione è raggiungibile a questo link:

Giustizia e verità per Imane Laloua

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