Il governo del Myanmar rilascerà 5.636 prigionieri

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Myanmar: cosa si nasconde dietro il colpo di stato?

La giunta militare che ha in mano il Myanmar dallo scorso 1° febbraio ha deciso di concedere l’amnistia a migliaia di prigionieri. Nello specifico e da come si può intuire dalle fonti vicine al paese, sarebbero circa 5600 le persone che dovrebbero essere liberate nelle prossime ore.

L’annuncio è arrivato direttamente dal leader della giunta Min Aung Hlaing ed è collegato al recente provvedimento preso dall’Asean, Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico, relativo all’esclusione di alcuni politici birmani dalle riunioni.

Secondo alcune stime, sarebbero circa 1.178 le persone uccise dai militari da inizio febbraio mentre sono 7.335 gli arresti effettuati.

Myanmar: perchè saranno rilasciati i prigionieri?

La decisione, presa da Min Aung Hlaing, è legata ai motivi umanitari che tanti esponenti dell’Asean hanno rimproverato. Tuttavia proprio l’Asean in seguito al rilascio dei primi 1316 prigionieri avrebbe chiesto al governo del Myanmar di ricevere un loro esponente a patto che non sia il generale Hlaing.

In televisione il leader militare ha sollecitato i cittadini che il suo governo è votato all’impegno di mantere la pace piuttosto che a fomentare la guerra. Ha anche ribadito che le principali problematiche di carattere sociale sono dovute alla presenza del cosiddetto governo ombra. Quest’ultimo, noto come NUG (National Unity Government), vede all’interno politici ed intellettuali ritenuti ostili al regime.

Hlaing ha specificato che i primi prigionieri sarebbero stati rilasciati a ridosso della nota esta buddista di Thadingyut, noto anche come Festival dell’illuminazione del Myanmar.


L’ASEAN esclude il leader della giunta del Myanmar dal vertice