Il 2022 sarà ancora negativo: lo riferisce Acea

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L’Acea aveva preventivato una leggera crescita per il mondo dell’auto nel 2022. Oggi le previsioni sono invece in ribasso.

Il 2022 sarà ancora in ribasso per l’automotive?

L’Acea ha quindi rivisto le sue previsioni per il 2022. In Unione Europea il mercato dovrebbe contrarsi dell’1%, con 9,6 milioni di unità: 1 milione in meno rispetto alle stime precedenti di febbraio. In quel momento sarebbero invece dovute essere ben più ottimiste, un incremento del 7,9%. Una crisi della domanda che porterebbe il mercato a perdere più di un quarto dei volumi rispetto al 2019.


Mercato auto agosto 2022 immatricolazioni a 34%


Un futuro incerto

Occorre premettere che già nei primi otto mesi dell’anno era stato rilevato un calo del 12% delle immatricolazioni. “Finora il mercato è stato limitato solo dal lato offerta, perché la continua carenza di componenti ha penalizzato le attività produttive” ha precisato Acea. “Tuttavia, la domanda potrebbe risentire nei prossimi mesi anche dei tassi di inflazione e dei timori di recessione”. Naturalmente, il mercato dell’automotive è influenzato da fattori esterni che già conosciamo, come le conseguenze della guerra in Ucraina: ma secondo Acea persiste anche un clima di incertezza per il futuro stesso del settore, transizione elettrica compresa.

Politiche per la ripresa

“Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da eventi importanti come la Brexit, la pandemia, i colli di bottiglia nella fornitura di semiconduttori e la guerra in Ucraina, con il suo impatto sui prezzi e sulla disponibilità di energia. Tutte queste cose sottolineano quanto velocemente, profondamente e imprevedibilmente stia cambiando il nostro mondo. Ciò vale, non da ultimo, per il contesto geopolitico, che genera conseguenze dirette per un’industria come la nostra, interconnessa a livello globale e con catene del valore inseparabili” ha spiegato Oliver Zipse, presidente di Acea. Che si rivolge anche alla politica europea, che pensi ad iniziative che consentano al mercato di riprendersi e al settore di passare alla mobilità elettrica.

Nuove normative

“Per garantire un ritorno alla crescita, con una quota crescente di vendite di elettriche per poter raggiungere gli obiettivi climatici, abbiamo urgente bisogno che siano messe in atto le adeguate condizioni quadro” ha proseguito Zipse. “Ad esempio, una maggiore resilienza delle catene di approvvigionamento, una normativa che garantisca un accesso strategico alle materie prime necessarie per la produzione delle elettriche e un’accelerazione nella realizzazione delle infrastrutture di ricarica”.