I dossier della discordia: si paventa la crisi di governo

Omofobia, droga, blocco degli sfratti, sono i temi che stanno mettendo a dura prova la stabilità del governo.

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I dossier della discordia

Il tema delle riaperture è uno dei principali oggetti di discussione del dibattito politico di questi giorni. Discussione che sta agitando il governo nazionale e generando tensioni nella maggioranza. Ma le distanze si manifestano anche su altri “dossier della discordia”. Che stanno mettendo a dura prova la stabilità del governo. Tra questi: delega sul tema droga, contrasto all’omofobia e proroga del blocco degli sfratti.

I dossier della discordia stanno mettendo in crisi il governo?

Dunque un muro contro muro tra le forze politiche del governo di larghe intese sui dossier della discordia. Posizioni ancora molto distanti su alcuni temi. Tra cui la decisione di assegnare alla ministra per le politiche giovanili Fabiana Dadone del M5s, la delega delle politiche contro le tossicodipendenze. La quale ha annunciato che presto presenterà una proposta di legge per legalizzare la coltivazione della cannabis per uso personale. Un principio stabilito con sentenza dalla Corte di Cassazione, il 19 dicembre scorso. Nonchè l’uso a scopo terapeutico. La scelta della Dadone per un tema così delicato, ha indotto Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia alle barricate. Tanto da ventilare addirittura l’ipotesi di una crisi. Gasparri dichiara: ” “Draghi se lo metta bene in testa. Sono pronto a qualsiasi iniziativa contro il governo se ci fossero cedimenti su questa materia. Chi scherza su questi temi vuol mandare il governo a casa”.


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Disegno di legge contro omofobia

Altro tema spinoso che mette a dura prova la tenuta della coalizione, riguarda il disegno di legge Zan contro l’omofobia. Che vede il braccio di ferro con la Lega di Matteo Salvini contraria alla calendarizzazione. Il leader del carroccio sostiene che: “Non serve una nuova legge, soprattutto in un momento in cui ci dovremmo occupare dell’epidemia e della ripartenza“. Mentre è ampiamente sostenuto dal Pd, M5s, LeU e Iv. Il segretario Letta a tal proposito dice: ” Il ddl Zan rischia di spaccare l’alleanza? Non abbiamo intenzione di ammainare le nostre bandiere. Quando parlo della legge Zan parlo di cose che porterebbero il nostro Paese nel futuro, ci toglierebbero dal Medioevo“.

Tra i dossier della discordia lo sblocco degli sfratti

Ultimo, ma non ultimo nodo da sciogliere riguarda la questione del blocco degli sfratti. Previsto fino al 30 giugno. Una norma che divide e crea inevitabili polemiche. E che dovrebbe confluire in tutta una serie di misure per lo scostamento di bilancio tra gli emendamenti al Decreto Sostegno. Previsto venerdì 9 Aprile. Il quale dovrebbe contenere altri ristori per gli italiani. Ma la coperta è troppo corta, per finanziare tutte le misure. Infatti sono previsti 550 milioni per le modifiche ed è scontro sulle priorità.