Green pass obbligatorio is the new vaccino obbligatorio

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Il decreto che rende il green pass obbligatorio per lavorare entra in vigore il 15 ottobre e non risparmia quasi nessuno. Lavoratori pubblici e privati dovranno presentare la certificazione prima di ogni turno altrimenti pena la sospensione e, nei casi peggiori, la sanzione pecuniaria.

Perché il governo ha reso il green pass obbligatorio per i lavoratori?

Il Governo Draghi alla fine ha scelto la via che esclude l’obbligo vaccinale ma nel contempo lo rende obbligatorio per la maggior parte delle persone. Il certificato che fino ad ora ci permetteva mangiare all’interno di un ristorante ora serve anche per poter portare da mangiare a casa. Infatti il green pass obbligatorio per i lavoratori non lascia più molta scelta. Uscire al bar si poteva evitare ma non lavorare è inimmaginabile per la maggior parte della popolazione. Infatti con questo decreto rimangono esonerati i pensionati, le casalinghe e i disoccupati purché non intendano avere svaghi che implicano il pass. Il Governo ha scelto di obbligare i lavoratori per arrivare a convincere la maggior parte degli indecisi, per rendere la campagna vaccinale più efficace prima dell’arrivo della stagione invernale. Secondo le statistiche, alla fine, la fascia d’età dei pensionati è stata quella dove ha riscontrato più successo. Invece gli indecisi sono mediamente tra i 30 e i 50 anni. Riuscirà il Governo a raggiungere la tanto agognata immunità di gregge entro fine ottobre?

Il decreto in vigore dal 15 ottobre

Molti erano i dubbi prima dell’approvazione del disegno. Ma ora che il decreto è pubblico rimangono ancora alcuni dubbi! Ma partiamo prima dalle cose certe sicuri che nei prossimi giorni non tarderanno ad arrivare le precisazioni. La cosa più certa è che per accedere al proprio posto di lavoro serve un green pass valido pena la sospensione. Nelle aziende con meno di 15 dipendenti la sospensione scatterà dopo 5 giorni mentre nelle aziende più grandi sarà immediato. L’unico modo per revocare la sospensione è presentarsi al lavoro con il green pass. Ricordiamo che il green pass è valido per un anno per chi ha ricevuto entrambe le dosi di vaccino e per chi è guarito dal covid. Mentre è valido 48h per chi esegue un tampone. Ancora in discussione l’estensione a 72h per i tamponi molecolari. Saranno i datori di lavoro a dover controllare i propri dipendenti ogni giorno. Potranno farlo persona per persona o a campione. Chi verrà sorpreso senza certificazione rischia una multa tra i 600 e i 1500 euro. Il datore di lavoro rischia invece tra 400 e 1000 euro in caso un dipendente non sia in regola. Per i possessori di certificati falsi invece il reato diventa penale rischiando tra i 6 mesi e i 3 anni di reclusione.

Per chi è obbligatorio?

Il green pass è obbligatorio per praticamente tutti i lavoratori. Lo è per i dipendenti sia pubblici e privati come lo è per i titolari. Per le partite iva la storia non cambia, è obbligatorio anche per loro. È obbligatorio per le Autorità amministrative indipendenti, per gli enti pubblici economici e per gli organi di rilievo costituzionale. La storia non cambia per i titolari di cariche elettive e cariche istituzionali di vertice. Anche chi esegue attività di volontariato e formazione è obbligato a possedere la certificazione. L’obbligo scatta anche per gli uffici giudiziari e sarà necessario anche per chi deve accedervi. Sarà necessario avere un green pass anche per accedere al pronto soccorso, salvo l’elevato grado di urgenza che sarà valutato dai medici. Per quanto riguarda Quirinale, Camera, Senato e Corte costituzionale, ad ora, si è applicato solo un invito ad adeguarsi alle nuove disposizioni. Anche se siamo sicuri che i nostri rappresentanti ci daranno tutti il buon esempio…

Chi è esonerato?

Per quanto riguarda il lavoro rimane escluso dall’obbligo chi ha un idonea certificazione di esonero dal green pass. Quindi le persone che per comprovate motivazioni non possono ricevere un vaccino. Rimangono esonerati inoltre tutti i minori di 12 anni. Infatti, come già noto, quest’ultimi non necessitano del green pass per accedere a piscine, palestre, musei, ristoranti ecc..

Si può rischiare il licenziamento?

No, non si rischia il licenziamento. Si rischia solo la sospensione dal posto di lavoro fino alla messa in regola del lavoratore. Ovviamente durante il periodo di sospensione il lavoratore non sarà retribuito. Nelle aziende private con meno di 15 dipendenti il datore di lavoro può assumere un sostituto in caso si trovi con un dipendente sospeso. In questo caso il periodo di sospensione può coincidere con il periodo di assunzione del sostituto ma comunque non potrà superare i 10 giorni o il termine del 31 dicembre. Si rischia inoltre, come detto prima, la sanzione pecuniaria in caso ci si trovi al lavoro senza certificazione. Non è chiaro, per chi sceglierà la via del tampone ogni 48h, se la validità del green pass sia sufficiente all’inizio del turno o se le 48h debbano coprire tutta la prestazione lavorativa.

Validità dei tamponi e del vaccino

Un tampone rapido negativo dà diritto a un green pass valido per 48h. Il governo è favorevole all’estensione della validità del solo tampone molecolare a 72h. Inoltre con la conversione in legge del primo decreto green pass rendono valido anche il tampone salivare per 48h. Per quanto riguarda il vaccino le regole rimangono invariate. Da diritto al green pass dopo 15 giorni dalla prima dose e fino alla seconda dose. Dalla seconda dose il green pass è valido per un anno. Tempistiche uguali per chi è guarito dal nuovo coronavirus: un anno di green pass dal primo tampone negativo dopo almeno un tampone positivo.

Cosa otterrà il Governo?

L’obiettivo è semplice, incentivare a vaccinarsi il maggior numero di persone. I sindacati chiedono che i tamponi siano gratuiti per i lavoratori ma questa è un’arma che il governo probabilmente non è disposto a cedere. La stessa misura è stata adottata anche dalla Germania, addirittura valutò se aumentarne il prezzo anche se ad oggi, in vista delle elezioni, non sta adottando delle misure eccessivamente drastiche. Intanto però si continua a parlare di obbligo vaccinale da novembre, ma per ora si cerca con ogni mezzo di raggirarlo. Anche se le misure Il Governo italiano punta quindi agli indecisi. Dopo aver convinto chi voleva godersi l’estate tra aperitivi e ristoranti ora punta sugli stipendi. Se non ti vaccini non lavori. E se non lavori niente pane. Misura drastica? Davanti a una pandemia globale i punti di vista possono essere differenti, anche contrastanti. Ha ragione chi si affida alla scienza o chi si pone dubbi? Ognuno porta avanti le sue convinzioni ma chissà quando potremo dire chi davvero ha ragione.


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