Elezioni Iraq: i giovani credono nel cambiamento

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Moqtada al-Sadr vince le elezioni in Iraq

Il prossimo 10 ottobre si svolgeranno le elezioni in Iraq. Il Paese è dilaniato dalla corruzione e da una situazione politica sempre più instabile. Tuttavia, nonostante questo, i giovani credono che queste elezioni siano importanti per poter attuare un reale cambiamento.  

Elezioni Iraq: perché i giovani vogliono votare?

Si avvicinano le elezioni in Iraq. Il prossimo 10 ottobre gli iracheni sono chiamati ad esprimere il proprio voto tra circa 3.300 candidati per 328 seggi parlamentari. Il Paese vive sempre di più nell’incertezza politica. Molti candidati hanno cercato di boicottare le elezioni e alcuni partiti dietro le quinte hanno tentato di rinviare la consultazione ad aprile del 2022. Nonostante tutto ciò, i giovani iracheni sono ancora speranzosi di un possibile cambiamento.  In Iraq ci sono circa 24 milioni di elettori registrati idonei. Di questi, 2,6 milioni sono giovani elettori tra i 18 e i 20 anni, secondo l’Indipendent High Electoral Commission Iraq (IHEC), l’organismo ufficiale che sovrintende ai sondaggi.

Le elezioni sono l’ultima possibilità per salvare il Paese

Molti giovani elettori credono che queste elezioni siano l’ultima possibilità per salvare il Paese. Molti giovani hanno utilizzato Instagram per motivare gli amici ad andare a votare. I giovani affermano che le proteste anti-governative da loro organizzate, iniziate alla fine del 2019, hanno aperto gli occhi sulla politica del Paese. I giovani sperano di riuscire a portare una maggiore affluenza alle urne, che secondo loro è l’unico modo per creare dei cambiamenti solidi. Molti studenti universitari incoraggiano i loro coetanei a votare perché credono che boicottare il voto non creerà alcun cambiamento radicale.


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