Golfo di Oman: crescono le tensioni con Teheran

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Golfo di Oman

Dopo pochi giorni dall’attacco contro la petroliera Mercer Street, crescono le tensioni nel golfo dell’Oman. Il 29 luglio la petroliera israeliana è stata attaccata mentre si trovava al largo della costa dell’Oman. Mentre all’inizio Londra aveva parlato di un “presunto attacco di pirateria”, Israele ha invece successivamente affermato di avere prove che dimostrano il coinvolgimento dell’Iran. Dopo Israele anche Washington e Londra hanno accusato Teheran. Ora l’agenzia marittima britannica ha segnalato il dirottamento di una nave accusando l’Iran.

Golfo di Oman: cos’è successo?

Crescono le tensioni nel golfo dell’Oman. Dopo il caso della petroliera Mercer Street, un’agenzia di sicurezza marittima britannica ha segnalato che la sera del 3 agosto è stata dirottata una nave situata al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti, nel golfo dell’Oman. Anche questa volta è stato accusato l’Iran. Il Ministero degli Esteri britannico, oltre a condannare l’accaduto, ha fatto sapere che ha avviato un’indagine sull’incidente. Anche gli USA hanno riferito che stanno monitorando la situazione. Inoltre Washington ha affermato di essere in stretto contratto con Londra e altri alleati.

La risposta di Teheran

Teheran, da parte sua, ha respinto le accuse del coinvolgimento. Il Ministero degli Esteri iraniano ha affermato che l’Occidente sta creando una “falsa atmosfera” per preciso scopo politico contro Teheran. Il portavoce del Ministero, Saeed Khatibzadeh, ha riferito che l’Iran è pronto a prestare assistenza nella regione. Inoltre ha ammonito ogni tentativo di creare situazioni simili. Anche il Corpo della Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha negato il coinvolgimento delle proprie forze. Ha quindi definito l’accaduto un “atto ostile” contro Teheran.


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