Gli animali del Bioparco soffrono la solitudine

Senza visitatori gli animali del Bioparco di Roma si sentono soli. "Sono sbigottiti, perché hanno visto il parco svuotarsi", spiega il presidente Petretti

0
1585

Il lockdown pesa anche agli ospiti del Bioparco di Roma, il giardino zoologico più grande ed antico d’Italia.

Nessun visitatore ad allietare le giornate delle diverse specie di animali presenti nel parco.

Gli animali sono fortemente abitudinari, a volte in certi comportamenti somigliano ai bambini piccoli, hanno bisogno di orari di riferimento e routine consolidate. Per loro il pubblico dei visitatori fa parte di questo schema“, racconta all’Agi il biologo Francesco Petretti, presidente della Fondazione Bioparco.

Attivo dal 1911 all’interno di Villa Borghese, il Bioparco, ospita circa 200 specie fra mammiferi, uccelli, rettili ed anfibi.

Villa Borghese: il 12 luglio 1903 apre al pubblico lo storico parco di Roma

Fiamma, la zebra reale di 5 mesi con la volpe appena nata sono gli ospiti più giovani, Sofia l’elefantessa è tra i più anziani.

Obiettivo del giardino zoologico è salvaguardare la biodiversità, soprattutto delle specie a rischio estinzione.

 Adesso gli animali soffrono per il fatto che il parco sia deserto. Il pubblico ha da sempre fatto parte del loro ambiente. Questo silenzio influisce sul loro comportamento.

Gli animali sanno che ci saranno colori e persone a riempire la loro giornata – spiega Petretticerto ci sono specie come lemuri e scimmie che vivono in gruppo ed hanno già una loro socialità, ma pensiamo a giraffe, rinoceronti ed orsi. Per loro vedere scomparire gli uomini significa trovarsi smarriti“.

Ed è proprio per far pesare meno la solitudine agli animali smarriti che tutto il personale dello zoo si impegna ogni giorno a trascorrere del tempo con loro.

Cercando di rendere le loro giornate più divertenti. Improvvisando, ad esempio, una caccia al cibo.

Per la giraffa si posiziona un cesto appeso ad un albero. Per l’elefante si mettono le noccioline in una palla con i fori da cui scendono se viene mossa. Tutti strumenti già usati normalmente, ma che ora sono stati fortemente incrementati“, racconta il biologo.

Come stanno reagendo alla solitudine?

Gli animali in questi giorni si sentono smarriti. A spiazzarli è l’improvviso silenzio e vuoto intorno a loro.

Specialmente scimmie e scimpanzè, ma anche i due leoni marini che di solito si avvicinano al bordo vasca dove passano i visitatori perché per loro il contatto con il pubblico è uno stimolo al gioco e al movimento fisico“, racconta Petretti al Corriere.

A stupire di più sono gli animali selvatici e apparentemente più forti, almeno nel fisico.

Bruno, l’orso di 4 anni che vive in un’area ampia con altre 3 esemplari – continua Petrettiquando due giorni fa mi ha visto arrivare si è avvicinato alla barriera che lo separa dal pubblico e ha messo la zampa sul vetro, sembrava un saluto

Le tigri, solite a dormire durante il giorno, adesso preferiscono starsene al sole.

A soffrire di più pare siano i due oranghi femmine che a 30 anni sono ormai anziani. Sono animali che hanno bisogno di interagire guardando negli occhi e seguendo i passi degli uomini.

Quali sono le condizioni di salute degli animali del Bioparco?

La notizia della tigre positiva allo zoo nel Bronx, è arrivata anche tra chi vigila gli animali del Bioparco.

Senza portare alcun allarme. Perchè, come spiega Petretti, “da noi, i grandi felini, le tigri, i leoni, i leopardi e le linci sono da sempre schermati con delle vetrate. Questo significa che non c’è mai alcun tipo di contatto con il pubblico“.

Inoltre, tutti gli operatori devono usare guanti e mascherine. “E prima di entrare e dopo essere usciti da un’area un cui si trovano gli animali, le loro calzature vengono sottoposte a sanificazione“, sottolinea il presidente del Bioparco.

New York: sta male tigre dello zoo nel Bronx

Gli animali al momento stanno bene, ricevono tutte le cure e le attenzioni necessarie. A rendere più grigie le loro giornate l’assenza del pubblico.

Soprattutto l’assenza dei bambini. Questo è il periodo delle gite scolastiche. Il parco si sarebbe riempito grazie alle varie scolaresche. Una folla di bimbi pronti a divertire e divertirsi in compagnia degli animali.

I visitatori del Bioparco arrivano a 6 mila al giorno nei mesi di marzo, aprile e maggio, prediletti per il clima gradevole e le giornate che si allungano.

Gli animali “orfani” di bambini si potranno adottare sul web

Il giardino zoologico all’interno di Villa Borghese anche se chiuso al pubblico continua a lavorare.

Dal nostro sito – spiega il presidente Petretti – si potranno seguire le storie degli animali presi in adozione: ad esempio adesso è il momento dei nidi dei fenicotteri e stiamo allestendo l’area che ospiterà i piccoli che nasceranno“.

I primi passi del fenicottero nato al Bioparco

Intanto la vita al parco continua. Due giorni fa, il fenicottero appena nato, ha mosso i suoi primi passi.

Il piccolo, che pesa circa 100 grammi, fa amicizia e viene nutrito da mamma e papà con una sostanza prodotta dal loro stesso tratto digestivo. “Lui è il primo nato, ma ne aspettiamo ancora“, dicono dal Bioparco.

Un momento di gioia per tutto il personale in momento così drammatico.

Momento critico anche per il bilancio economico del giardino zoologico. La previsione sui visitatori per il 2020 è drastica, solitamente se ne contano circa 400mila l’anno.

Il lockdown sta mettendo in crisi il Bioparco di Roma, come altri zoo d’Europa.

Lockdown, zoo tedeschi in crisi: rischio fallimento e abbattimento animali

Il direttore valuta che “almeno la metà è andata persa, eravamo partiti bene a gennaio e febbraio. Abbiamo bisogno dell’assistenza del Campidoglio, che ci supporta con un terzo del fabbisogno di bilancio l’anno, ma ora servirà qualcosa di più per mantenerci in vita“.