Lockdown, zoo tedeschi in crisi: rischio fallimento e abbattimento animali

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Zoo tedeschi in crisi economica per gli effetti del lockdown.

La Germania, come tutti gli altri Paesi del mondo colpiti dal coronavirus, è in lockdown per arginare i rischi legati al contagio. Questa situazione sta causando le prime difficoltà finanziarie per le attività costrette a restare chiuse, con gli zoo tedeschi che di recente hanno lanciato un vero e proprio allarme, chiedendo fondi al governo per evitare di chiudere per sempre. Addirittura, il direttore di un giardino zoologico della parte settentrionale del Paese teutonico, ha drammaticamente rivelato alla BBC che, se dovesse perdurare la scarsità di cibo, potrebbe vedersi costretto a sfamare alcuni esemplari con le carcasse di altre specie presenti nella struttura.

Zoo tedeschi: abbattere animali per sfamarne altri.

Verena Kaspari, responsabile dello zoo di Neumunster, alla testata Die Welt non ha nascosto che è già stato stilato un elenco degli animali che potrebbero essere abbattuti per primi se continuasse a mancare il cibo. Da Berlino, invece, è stato lanciato un appello di tenore diverso. Siccome nel parco zoologico ci sono due cuccioli di panda, il portavoce Philine Hachmeister ha detto all’agenzia stampa DPA che auspica un’apertura in tempi brevi, per far sì che i visitatori non vedano i due orsi quando ormai saranno diventati adulti.

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Tornando invece alla Kaspari, direttrice di Neumunster, ha confermato che il suo è uno degli zoo tedeschi in maggiore difficoltà a causa della crisi dettata dall’emergenza coronavirus. Infatti non ha escluso che si possa ricorrere all’uccisione di alcuni animali per sfamarne altri, ma anche in questo caso non si riuscirebbero ad arginare i problemi economici. Ha sottolineato, ad esempio, che foche e pinguini necessitano di grandi quantità di pesce che ad oggi scarseggiano. Dunque, per evitare che i vari esemplari possano morire di fame, preferirebbe a quel punto ricorrere all’eutanasia.

Gli zoo tedeschi chiedono fondi al governo per evitare la chiusura

Il problema della maggior parte degli zoo tedeschi risiede nel fatto che non possono attingere al fondo di emergenza statale varato dal governo perché non rientrano nel novero delle piccole imprese menzionate dal testo. Dunque, proseguendo di questo passo, una realtà come quella di Neumunster potrebbe essere costretta a fare i conti con perdite di circa 175mila euro solo per la stagione primaverile. L’agenzia di stampa DPA ha sottolineato che le strutture dislocate nelle varie città della Germania chiedono per evitare il fallimento non solo delle donazioni pubbliche, ma anche un sussidio statale di almeno 100 milioni di euro.

L’associazione zootecnica nazionale tedesca (VDZ) si è schierata con i vari zoo, ricordando che nel loro caso si tratta di attività che non possono prevedere una chiusura stagionale per abbassare i costi, poiché gli animali vanno nutriti tutti i giorni e alcuni settori devono essere sempre in manutenzione, e ciò comporta delle spese costanti. Ad esempio, un recinto tropicale deve essere sempre mantenuto ad una temperatura di almeno 20°C. Jorg Junhold, dirigente di VDZ, ha dichiarato che il lockdown può comportare la perdita di circa 500mila euro settimanali.

Germania: ingenti perdite economiche per gli zoo.

Inoltre, gli esperti dei vari giardini zoologici stanno mettendo in guardia dagli effetti che la mancanza di visitatori comincia ad avere sugli animali. Questi ultimi, infatti, starebbero già accusando delle difficoltà emotive perché abituati ad essere ammirati e a stare a contatto con le persone. La signora Hachmeister dello zoo di Berlino ha detto che per adesso soprattutto le scimmie stanno pagando l’assenza del pubblico, aggiungendo però che anche pappagalli e foche, che di solito apprezzano la presenza di persone, stanno cominciando a cambiare i propri comportamenti.