New York: sta male tigre dello zoo nel Bronx

Anche le tigri si ammalano. Positiva al coronavirus una tigre dello zoo nel Bronx, a New York. Sotto osservazione altre 3 tigri e 3 leoni con stessi sintomi. Possibile contagio da membro dello staff.

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Il suo nome è Nadia, ha 4 anni ed è una tigre malese.. La prima tigre risultata positiva al test per il coronavirus. Si trova nello zoo del Bronx, a New York. Città epicentro dell’epidemia in America.

A darne notizia, confermata poi anche dallo stesso zoo su Instagram, la fondazione Wildlife Conservation Society. Il test COVID-19 positivo per la tigre è stato confermato dal National Veterinary Services Laboratory dell’USDA, con sede ad Ames, Iowa.

Nadia ha iniziato a mostrare i primi sintomi della malattia il 27 marzo.

Sotto osservazione anche altre tre tigri, la sorella Azul e due esemplari di tigre siberiana e tre leoni africani ospitati nella stessa struttura. Tutti hanno mostrato sintomi simili a quelli di Nadia, tosse secca e inappetenza, spiegano gli esperti.

Campioni di Nadia e degli altri animali positivi al test, sono stati prelevati dopo che hanno mostrato sintomi di malattie respiratorie, chiarisce il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA). Non si tratta dello stesso test covid effettuato sugli uomini, ha chiarito il Dr. Paul Calle, capo veterinario dello zoo, tramite Facebook.

Al momento nessun altro animale risulta contagiato o mostra sintomi.

Nessun test è stato effettuato sugli altri animali sotto osservazione perché nei felini è necessario ricorrere all’anestesia generale che comporta molti rischi per la loro vita.

Sebbene abbiano sperimentato una diminuzione dell’appetito, i gatti dello zoo del Bronx stanno andando bene, sono sotto cure veterinarie e sono brillanti, vigili e interattivi con i loro custodi“, ha detto lo zoo.

“Non è noto – continua lo zoo – “come questa malattia si svilupperà nei grandi gatti poiché diverse specie possono reagire in modo diverso alle nuove infezioni, ma continueremo a monitorarle attentamente e ad anticipare i recuperi completi“.

Possibile contagio da membro dello staff

I sospetti su chi abbia potuto trasmettere il virus al felino ricadono su un membro dello staff dello zoo addetto alla cura dei grandi animali. L’uomo, inizialmente asintomatico, di recente ha mostrato alcune difficoltà respiratorie legate al Covid-19.

Il Dipartimento dell’agricoltura americano ha rassicurato che non ci sono rischi per nessuno

Adeguate misure preventive” sono state adottate per tutto lo staff che si occupa degli animali ospitati nella struttura. Una struttura di 107 ettari e realizzata nel 1899. Misure volte anche a proteggere gli altri animali presenti.

Nessun pericolo invece per il pubblico, visto che lo zoo, come gli altri giardini zoologici di New York è chiuso dal 16 marzo a causa della pandemia.

Oms: non ci sono prove che cani o gatti possano trasmettere il virus all’uomo

Come riporta la Bbc, quello di Nadia è un caso insolito. Fino a questo momento sono state molto rare le trasmissioni del virus dall’uomo agli animali. In precedenza, alcuni casi erano emersi a Hong Kong. Tra cui quello di un cane risultato positivo, ma con sintomi molto lievi.

Diversi esperti hanno invece avvertito che potrebbe rappresentare una minaccia per alcuni animali selvatici come i grandi primati. Sottolineando che sono necessarie misure per ridurre il rischio per gorilla, scimpanzé e oranghi.

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