Giornate FAI: la storia delle saline Conti Vecchi

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SALINE CONTI VECCHI

Un’immensa area naturalistica e un sito di archeologia industriale all’interno di un impianto tuttora produttivo raccontano l’impresa del sale con allestimenti d’epoca, proiezioni immersive e un percorso tra vasche naturali, montagne di sale e fauna selvatica. Scopriamo qualcosa in più su questo bene affidato in concessione alla Ing. Luigi Conti Vecchi (Eni, Eni Rewind) valorizzato dal FAI.

Saline Conti Vecchi: la storia

Nell’anno 1929 si costituisce la “Società Anonima Luigi Conti Vecchi” per la bonifica e la utilizzazione industriale dello stagno di Santa Gilla. Questa data segna formalmente l’inizio di un’impresa industriale pensata 10 anni prima e che si dimostra ancora oggi valida e attuale. La storia di questa società è la storia di un’idea caparbiamente sostenuta e voluta dal suo sostenitore. Un’idea particolarmente originale in tempi in cui le zone paludose si bonificavano ai fini agricoli, per strappare terre da coltivare. Al riguardo l’Ing. Luigi Conti Vecchi è di diverso avviso: “prosciugare lo stagno per ricavare solamente dei terreni equivarrebbe a risanarlo male e a fare cattiva agricoltura. In Sardegna troppi terreni aspettano capitali che diano impulso alla cattura intensiva; ma l’esperienza ci insegna che esso non viene dalla ricchezza accumulata nelle industrie e nei commerci”.

Il progetto

Un progetto come quello ideato da Luigi Conti Vecchi non si inventa dall’oggi al domani. Sono gli anni successivi alla 1° guerra mondiale e il progetto è quasi definito, e il generale illustra la sua idea in tre scritti:

  1. La proposta di un riassetto idrico e globale della laguna che le amministrazioni pubbliche di allora non erano in grado di realizzare
  2. La bonifica igienica che promette di debellare la malaria, vera piega per gli abitanti di quelle zone
  3. L’impianto di un industria moderna, che, oltre a dare una risposta concreta sul piano dell’occupazione, può fare da catalizzatore per lo sviluppo di altre attività industriali o commerciali legate alla salina.

La comunità del sale

Le vicende industriali della Conti-Vecchi si incontrano e si intrecciano con le storie di vita degli uomini che vi lavorano. Le saline Conti Vecchi nasce come un’azienda tipicamente familiare. Proprietari, dirigenti e parte delle maestranze abitano nel villaggio, frazione del comune di Assemini, denominato Macchiareddu, costruito all’interno della salina. Il villaggio viene ultimano nei primi anni ’30 ed è composto da una villa padronale, abitata da Guido Conti Vecchi, e da altre quattro palazzine. La seconda è abitata da Vittorio Minio Paluello, genero di Guido per aver sposato sua figlia Teresa. L’Ing. Paluello ricopre la carica di direttore della salina fin dall’inizio. Viene edificato poco più avanti il “villaggio operai” composto da cinque edifici: abitazioni dotate di orticello, asilo e scuola primaria. Il villaggio operai viene ultimato a fine 1931.

“Sono nata nella seconda palazzina. Mio padre era il direttore Paluello. Ho un ricordo di una comunità unita, e in qualche modo felice”. Chicca Granata

La salina oggi

La salina non ha subito grandi cambiamenti rispetto alla sua fondazione. Ha mantenuto il fascino di un luogo senza tempo dove, sole, vento e acqua si incontrano in un’entità industriale e paesaggistica unica. Il ciclo di produzione del sale è lo stesso da secoli, la natura che detta i suoi ritmi e, non a caso, una delle virtù che ha sempre contraddistinto i salinieri è la pazienza.

Non solo sale

Dopo aver raccontato la salina e il suo importante patrimonio storico e culturale è doveroso accennare allo straordinario patrimonio naturalistico. Una ricchezza che la Ing. Luigi Conti-Vecchi S.p.A custodisce con orgoglio. I bacini salati, costantemente ossigenati dalla lenta circolazione delle acque, sono habitat ideale per numerosissime specie di uccelli. La presenza di zone con salinità variabile favorisce la biodiversità delle specie che trovano rifugio e condizioni ideali per nidificare. Il fenicottero è senza dubbio la specie più numerosa e appariscente. Ma anche aironi, casarca, pavoncelle, spatole, gabbiani e tuffetti. Ogni anno si contano 12 mila visite di 41 specie differenti.

La partnership con il Fondo Ambiente Italiano

Nel 2015 la società ambientale di Eni ha siglato un accordo con il Fondo Ambiente Italiano (Fai) per la valorizzazione storico, culturale e ambientale delle saline Conti Vecchi che ha permesso, dopo un importante intervento di recupero, l’apertura al pubblico nel 2017. Un’esperienza unica di promozione culturale che coniuga l’attività industriale con la valenza storica e naturalistica di un sito operativo e una best practice che potrà essere divulgata in contesti nazionali e internazionali.

Come prenotare la visita alle saline

Le saline Conti Vecchi sono visitabili ogni settimana, dal martedì alla domenica, per dieci mesi l’anno. Il percorso prevede un tour attraverso l’area naturalistica con un convoglio turistico. Nel sito del Fondo Ambiente Italiano sono disponibili le informazioni per prenotare una visita. N.B. Al momento il centro non è visitabile a causa dell’attuale zona di rischio in cui versa l’Isola. Per questo motivo le aperture sono rimandate in data da destinarsi.


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