Garante per la privacy: dubbi sull’informativa di Whatsapp

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Garante per la privacy

Il Garante per la protezione dei dati personali ha portato la questione degli aggiornamenti di Whatsapp all’attenzione dell’Edpb, il board che riunisce le Autorità privacy europee. L’app di proprietà di Mark Zuckerberg, che conta due miliardi di utenti al mondo, aveva annunciato nei giorni scorsi una modifica ai termini di servizio sulla privacy.

Cosa ha detto il Garante per la privacy?

Il Garante per la privacy si è espresso sul messaggio di Whatsapp. “L’informativa sul trattamento che verrà dei dati personali, sono poco chiari e intelligibili”, ha detto il Garante, “e devono essere valutati attentamente alla luce della disciplina in materia di privacy”. Con queste parole il Garante ha portato la questione all’attenzione dell’Edpb, che riunisce le Autorità privacy europee. Il Garante ritiene che dai termini di servizio e dalla nuova informativa non sia possibile, per gli utenti, evincere quali siano le modifiche introdotte.

Informativa poco chiara

Non è semplice comprendere quali trattamenti di dati saranno effettuati dal servizio di messaggistica dopo l’8 febbraio. Secondo il Garante, l’informativa non appare idonea e non consente agli utenti di Whatsapp la manifestazione di una volontà libera e consapevole. Il Garante si riserva inoltre di intervenire, in via d’urgenza, per tutelare gli utenti italiani e far rispettare la disciplina in materia di protezione dei dati personali.

Il dibattito sulla questione

Il dibattito su Whatsapp ha fatto impennare la popolarità di app alternative. Telegram, ad esempio, nelle ultime 72 ore ha registrato 25 milioni di nuovi utenti. Un’altra app che ha registrato un’impennata di download dopo le critiche a Whatsapp è Signal. L’app è stata scaricata 8,8 milioni di volte dopo che Whatsapp ha annunciato le modifiche. Signal ha anche ricevuto l’endorsement di Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo, patron di Tesla e Space X.

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