Fertilizzanti alternativi: in Niger testata l’urina umana

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In questo momento l’agricoltura sta vivendo una grave carenza di fertilizzanti. Uno studio effettuato in Niger ha trovato una soluzione.

Quali fertilizzanti utilizzare?

Sappiamo che i fertilizzanti sono indispensabili per l’agricoltura, in quanto forniscono i nutrienti necessari alla crescita del raccolto. I Paesi dell’Est sono tra i maggiori esportatori, in particolar modo verso i Paesi africani: la crisi ucraina sta però pesantemente impattando anche su questo. Per questo motivo si cercano soluzioni alternative.


Zimbabwe le donne coltivatrici di tabacco


Una situazione precaria

Il Niger è uno dei Paesi che più risente delle conseguenze del conflitto, anche perché senza sbocco sul mare. A fare la loro parte sono anche gli eventi meteorologici estremi, naturalmente causati dal cambiamento climatico. Per questo il suolo si sta gradualmente deteriorando, rendendo difficile la coltivazione e sempre più precaria la situazione umanitaria.

Fertilizzanti su larga scala

Per tutte queste ragioni gli scienziati, un team del National Agricultural Research Institute, hanno tentato lo studio sull’utilizzo dell’urina umana come fertilizzante su larga scala. L’autore dello studio, il professor Hannatou Moussa, ha dichiarato di essersi ispirato alle usanze degli agricoltori asiatici, per i quali è una prassi comune. Ad aderire al progetto sono state molte donne, che nell’Africa subsahariana hanno un ruolo molto importante nell’agricoltura quanto in molti altri aspetti della vita: ciò non toglie, però, che siano ugualmente sottovalutate e sminuite.

L’esperimento

Il nome del nuovo fertilizzante è Oga, che in lingua Igbo significa “capo”. I partecipanti allo studio sono stati divisi in due gruppi: uno ha fertilizzato il campo con un fertilizzante tradizionale, mentre l’altro ha utilizzato Oga. Lo studio è durato tre anni, dal 2014 al 2016, e i risultati sono stati incoraggianti: le colture di miglio perlaceo trattate con Oga erano maggiori del 30% rispetto alle altre. Inoltre, nei due anni successivi più di 1000 donne hanno iniziato ad utilizzarlo. “Oga è un’alternativa completamente organica” hanno spiegato gli scienziati. “Costa relativamente poco produrla, e siamo pronti a diffondere questo fertilizzante in Africa”.

Non solo in Africa

Il team pensa che l’utilizzo di Oga potrebbe essere utile anche nei Paesi sviluppati, negli Stati Uniti e in Europa, poiché questo ridurrebbe il consumo di combustibili fossili utilizzati per produrre i fertilizzanti artificiali. Conseguentemente, questo aiuterebbe anche a ridurre le emissioni di gas serra.