Emancipazione femminile: la donna che ha fondato l’università più antica del mondo

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“Educa un bambino e creerai un uomo, educa una bambina e creerai un popolo”, così citava un antichissimo detto cinese. E’ un detto che al suo interno racchiude il grande valore che ha la figura femminile. Da sempre la donna è stata considerata come una figura secondaria, come un soggetto debole da governare e tutelare, un individuo con meno diritti rispetto ad un uomo e a cui solo nell’ultimo secolo è stata ritoconsegnata la dignità.

Sebbene la condizione del genere femminile sia radicalmente cambiata nel corso degli ultimi 100 anni, ancora oggi uno dei problemi che ci si pone è la condizione della donna non solo nei paesi del terzo mondo ma anche in quelli occidentali e più industrializzati.

Le donne hanno tutte lottato per secoli per ottenere diritti pari a quelli degli uomini, milioni di loro hanno perso la vita per conquistare quei diritti che permettono oggi alle donne di vivere una realtà diversa da quella che hanno vissuto loro nei secoli passati.

Oggi le donne sono parte fondamentale della nostra società, svolgono lavori che un tempo erano solo destinati agli uomini, sono istruite anche più degli uomini, pilotano aerei, vanno nello spazio, concorrono alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti come Hillary Clinton.

Purtroppo, però, nel mondo non tutte le donne hanno raggiunto una tale indipendenza e soprattutto nei paesi  del terzo mondo e  in quelli islamici, la donna è considerate come un oggetto.

Nonostante ciò, da secoli le donne  hanno dato dimostrazione di emancipazione, da Anna Bolena  a Emmeline Pankhurst ad Amelia Earhart  a Rosa Parks, da Jacqueline Kennedy a lady Diana, da Patti Smith  a Coco Chanel, da Anna Frank a Rita Levi Montalcini, da Margherita Hack a Marie Curie.

Certamente, tra le donne che hanno lasciato il segno nella storia, emerge una figura che oltre 1200 anni fa si è contraddistinta, Fatima Al-Fihriya, soprannominata la madre di tutti  i figli,  una donna musulmana considerata la fondatrice della più antica istituzione educativa esistente al mondo.

Discendente di un generale arabo che guidò l’esercito nella conquista e nel islamizzazione del Nordafrica, figlia di un ricco commerciante alla sua morte ereditò un ingente patrimonio che, grazie alla sua saggezza, alla sua sapienza e alla sua fede, fu interamente investito per la fondazione di una moschea per la sua comunità.

Al Qarawiyyin, la moschea, aprì le porte nell’anno 867 e da quel momento in poi divenne non solo un importantissimo centro di culto, ma anche un luogo di formazione e discussione, fu sede  di istruzione accademica ed intellettuale per moltissimi studenti musulmani e non.

Le scienze insegnate in questo antichissimo centro di formazione accademica spaziavano dalla grammatica alla giurisprudenza, dalla storia alla astronomia, dalle scienze coraniche al diritto islamica.

L’esempio portato avanti da Fatima ci permette di far  luce sul vero ruolo e sul contributo che hanno avuto le donne musulmane nelle società, un ruolo in antitesi con la figura di donna musulmana che ci viene presentata al giorno d’oggi.

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