New media: dall’analogico al digitale

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I media, realtà complessa, non sono un’identità a cui è possibile attribuire una definizione in maniera semplicistica .

Fino a qualche tempo fa, si era soliti definire i media in modo sostanzialista, ossia in modo da considerarli come identità autonome e indipendenti dal resto delle dimensioni che ruotano attorno ad una società. Li si pensava, quindi, come agenzia di socializzazione o come semplice strumento di comunicazione.

Se vogliamo, però, trovare un modo adeguato per esprimere la complessità che ruota attorno a tali soggetti, dobbiamo incominciare ad utilizzare delle definizioni di tipo non sostanzialista, ossia delle definizioni che considerano i media come soggetti all’interno di una pluralità di dimensioni che vanno da quella istituzionale, a quella culturale, da quella economica a quella tecnologica.

I mezzi di comunicazione, soprattutto nell’ultimo secolo, hanno subito un’evoluzione costante e continua.

Il cinema, la televisione, la radio, la carta stampata sembrano ormai scalzati da una nuova realtà comunicativa che prende il nome di new media o digital media.

I new media o digital media o più comunemente i nuovi mezzi di comunicazione si sono sviluppati a seguito della nascita dell’informatica ed in correlazione ad essa, sono canali comunicativi sviluppati ed utilizzati mano mano che il processo tecnologico avanza.

Questi nuovi mezzi di comunicazione sono caratterizzati da multimedialità, interattività ed ipertestualità poiché sono mezzi di comunicazione che, oltre a consentire un’esplorazione di contenuti in maniera non lineare, consentono all’utente di influenzare contenuti e forme comunicative. Consentono, poi, al tempo stesso, di veicolare testo, immagini, suoni, video attraverso l’impiego di un unico strumento fisico.

Questa forma di convergenza dei contenuti in un unico strumento fisico è un processo reso possibile dalla rivoluzione digitale che ha consentito di trasformare tutti i contenuti in analogico in contenuti digitali. Se oggi, quindi, vogliamo leggere un libro o guardare un film, non necessariamente dobbiamo entrare in un cinema o una libreria perché ci basterà, semplicemente, accendere uno dei tanti device a cui abbiamo accesso come smartphone, tablet, personal computer per poter godere  di una moltitudine di esperienze mediali.

La rivoluzione digitale dunque ha trasformato l’universo mediale attuale poiché ci ha dato la possibilità di entrare a contatto con un mondo di contenuti molto variegato, fatto di crossmedialità e transmedialità ossia di nuove narrazioni che sono fruibili su più piattaforme e che, al tempo stesso, danno all’utente l’opportunità di inserire una partecipazione nell’infosfera.

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