Elezioni Polonia 2019: l’ultra destra stravince

Elezioni Polonia 2019: una grandissima vittoria per PiS, ma la sinistra si difende bene nella sua moltitudine. Batosta incredibile per la destra moderata...

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Se altrove la svolta a destra avuta su scala globale nell’ultima tornata di elezioni comincia a dare segni di cedimento, in Polonia il 2019 rappresenta ancora il clou di questo fenomeno – che molti hanno ribattezzato, ironicamente, “sovranismo globalista”.

Le elezioni Polonia 2019 hanno infatti visto il principale partito nazionalista polacco, PiS, ottenere il 43,8% delle preferenze: per capire l’importanza del dato basta confrontarlo col risultato del principale partito d’opposizione, KO (Coalizione Civica) ha raggiunto il 27,2% delle preferenze. Questi dati fanno riferimento al 95,5% dello scrutinio, dunque possono essere considerati quasi definitivi.

Per quanto riguarda gli altri risultati in tavola, la coalizione più puramente di sinistra, ha ottenuto il 12,5% delle preferenze; segue la coalizione fra PSL, partito “agrario”, e Kuzik, partito che si definisce “anti-sistema” raggiunge l’8,6% mentre la coalizione di centro destra ottiene il 6,8%.

Elezioni Polonia 2019: una rapida analisi

Da un lato, abbiamo un risultato estremamente alto dell’ultra-destra, della parte più a destra della destra stessa, che con una fetta immensa di voti mette definitivamente al potere chi persegue gli obiettivi più nazionalisti possibili e vede nelle diversità (ed in particolar modo negli omosessuali) una grandissima minaccia per la nazione. Dall’altro abbiamo la destra moderata che ottiene un risultato infimo, il più basso in assoluto fra i partiti che riescono a sedere in parlamento. Il messaggio è chiaro: la Polonia attualmente non solo è di destra, ma quanto più a destra possibile, al punto da non fidarsi minimamente della destra moderata.

I risultati che sono stati spartiti fra partiti di centro e di sinistra sono invece meno estremi: KO e la sinistra classica uniti avrebbero ottenuto una percentuale relativamente vicina a quella di PiS, ed unendo tutti i partiti d’opposizione tranne il centro destra in una mega coalizione si sarebbe raggiunta tranquillamente la vittoria. Ma se per sconfiggere una becera unione fra nazionalismo folle ed omofobia bisogna unire mille partiti, beh… la situazione è ardua. Oltretutto, in Polonia non esistono coalizioni vere e proprie: per sconfiggere il sommo nemico, la sinistra spezzettata avrebbe dovuto unirsi in un unico partito; come spesso avviene, tali partiti sono in accordo su alcuni punti ed in disaccordo su altri, per cui una grossa unione sarebbe stata difficile da realizzare.

Vedremo cosa accadrà adesso in questi anni di governo. Sicuramente il fatto per la maggior parte della popolazione abbia comunque votato a sinistra dà a PiS meno potere di quanto si ci poteva aspettare, ma con la legge elettorale polacca e la sua assenza di coalizioni non cambia poi così tanto in termini pratici. Per i polacchi non sovranisti le “elezioni Polonia 2019” sono un vero disastro.

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