Luigi Di Maio spiazza il PD sulla legge elettorale e prepara il nuovo M5S

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Le dichiarazioni di Di Maio sulla legge elettorale.

Un colpo al cerchio e uno alla botte. Sembra essere questa la strategia di Luigi Di Maio nei rapporti con i nuovi alleati di governo del Partito Democratico. Durante il suo intervento a Italia 5 Stelle, il ministro degli Affari Esteri, se da un lato ha parzialmente confermato l’apertura del Movimento 5 Stelle alla proposta di Nicola Zingaretti di arrivare ad un’alleanza più duratura a partire dalle prossime elezioni regionali; dall’altro ha praticamente spiazzato i dem nel momento in cui ha affermato che non è necessario avere a tutti i costi una nuova legge elettorale per andare alle urne. E sotto quest’aspetto le sue affermazioni sono sembrate più vicine all’ex alleato Matteo Salvini.

E così, se Beppe Grillo si mostra decisamente favorevole ad una lunga intesa con il PD, Luigi Di Maio chiarisce che non ci potranno essere delle vere e proprie alleanze su base regionale, bensì dei «patti civici». Ma il punto che al momento vede l’ex vicepremier del governo giallo-verde distante dal Partito Democratico è quello che riguarda proprio la nuova legge elettorale. Dal palco di Italia 5 Stelle, infatti, l’esponente politico campano ha gelato l’attuale esecutivo, dicendo che non bisogna arrivare a tutti i costi ad una modifica perché in questo momento una normativa c’è ed è operativa. E poi ha aggiunto che finché verrà portato avanti un piano concreto di interventi e di riforme, i pentastellati continueranno ad essere al governo.

Luigi Di Maio sorprende il PD sulla legge elettorale.

Si tratta di un chiarimento importante, giunto proprio in un periodo in cui il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sta lavorando alla proposta di una legge elettorale alternativa, sostenuto in questo obiettivo proprio dal Partito Democratico di Nicola Zingaretti. La maggioranza, infatti, vorrebbe cambiare il testo di legge per bloccare di fatto il referendum avanzato dalla Lega per giugno. Ma la frenata di Di Maio potrebbe cambiare ulteriormente le carte in tavola, fornendo indirettamente un importante assist al Carroccio di Matteo Salvini.

Non solo la legge elettorale: Luigi Di Maio ammette il rinnovamento del M5S

Il discorso tenuto da Luigi Di Maio a Italia 5 Stelle non si è soffermato ovviamente soltanto sulla legge elettorale. I maggiori esponenti dei pentastellati, infatti, hanno riconosciuto che presto arriveranno importanti novità legate ad un profondo rinnovamento del partito. Su tutti, l’obiettivo principale del titolare della Farnesina è quello di essere affiancato da un nuovo gruppo dirigente formato da circa 80 persone tra coordinatori e responsabili di settore, che possa coadiuvarlo nell’intera gestione della leadership.

Movimento Cinque Stelle: soffiano venti di scissione

Il termine ultimo per la presentazione delle candidature per far parte del nuovo organigramma è stato fissato al 12 novembre. Si dovranno scegliere 6 componenti di un comitato che si occuperà principalmente di comunicazione, organizzazione e coordinamento e, siccome sarà un organismo chiamato a svolgere dei compiti importanti, spetterà proprio a Di Maio l’ultima parola sui nomi da selezionare. Inoltre verranno prescelti 12 facilitatori (in particolar modo tra i parlamentari) e anche in questo caso una prima scrematura verrà effettuata dal ministro degli Affari Esteri prima delle presentazione della lista sul web. Infine ci saranno i referenti regionali che verranno scelti tra coloro che avranno ottenuto il numero più alto di preferenze su Rousseau.

A proposito della piattaforma, anche quest’ultima andrà incontro ad un profondo restyling. Il progetto lanciato da Davide Casaleggio, infatti, ha un po’ deluso le attese, e di conseguenza entro dicembre dovrebbe essere riproposto in una versione del tutto inedita. Verrà rimodellato in una sorta di social network pentastellato che darà l’opportunità a tutti gli iscritti di avere un proprio profilo e una bacheca come avviene su Facebook, tramite la quale poter interagire con gli altri utenti ed esprimere opinioni o presentare proposte.

Davide Casaleggio, ideatore della piattaforma Rousseau.

Dunque il cambiamento del Movimento 5 Stelle ormai è cosa certa, come sottolineato da Di Maio dinanzi all’elettorato. Nel frattempo ci sarà da ragionare ancora a lungo sulle regionali e soprattutto sulla possibilità di confermare o meno il connubio politico con il Partito Democratico. Fra i temi più caldi da affrontare ci sarà quello dell’eventuale candidatura di Stefano Bonaccini, presidente uscente in quota PD dell’Emilia Romagna che non piace affatto ad un’ampia fetta dei grillini. Così come bisognerà portare avanti una serie di confronti sulla Campania, giacché in tal caso tutto il M5S è risoluto nel ribadire la sua opposizione ad una ripresentazione dell’attuale governatore Vincenzo De Luca.

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