Édouard Manet: il pittore dello scalpore

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Édouard Manet, il pittore dello scalpore, moriva 137 anni fa

Impressionista francese dalle pennellate coraggiose, Édouard Manet moriva 137 anni fa, la sua arte risulta ancora essere intramontabile. Il pittore dello scalpore nacque a Parigi il 23 gennaio 1832 dal giudice August Manet. Come tutte le storie dei grandi artisti, mentre essi nutrono la passione per l’arte, i genitori gli impartiscono un altra strada, difatti Manet venne iscritto al Collège Saint Rolin nel 1839. Tuttavia i risultati scolastici scadenti di Manet, conducono il padre ad inculcargli la carriera nella Marina Militare. Una prova che Manet non supera. Egli tenta di convincere il padre a perseguire il suo sogno artistico, August Manet si convince e lo sprona a iscriversi all‘École des Beaux-Arts, ma il giovane artista si rifiuta.

Dal 1850 comincia il suo studio con Thomas Countre. Negli stessi anni Manet apre uno studio d’arte con Albert de Balleroy. Studia pianoforte e intrattiene una relazione amorosa con la sua insegnante Suzanne Leenhoff. Dopo 6 anni presso Countre, decide di scegliere una vita da viaggiatore: visita l‘Olanda, l’Italia, l’Austria, la Germania. Tramite la pittrice francese Berthe Morisot stringe amicizia con Degas, Pissarro, Monet, Sisley, Renoir e Cezanne. Nel 1858 conosce il poeta Charles Baudelaire e tra loro si instaura una complicata amicizia. Alla morte del padre, nel 1862, una generosa eredità gli permette di dedicare tutta la sua vita all’arte. Un anno dopo sposa la sua compagna Suzanne Leenhoff.

Le opere del Salon des refusés: scandali dell’arte

L’impressionismo è un movimento artistico legato ad opere iconiche, prima fra tutte Le déjeuner sur l’herbe (Colazione sull’erba, 1863, Parigi). L’opera, oggi esposta al Musée d’Orsay, fece il suo debutto presso il Salone dei Rifiutati: una donna nuda, circondata da due uomini vestiti con gli abiti dell’epoca era scandalosa a tutti gli effetti. Lo sguardo insolente della donna consapevole di essere guardata è un chiaro tratto anti-conformista di Manet.

Manet suscitò scalpore con una seconda opera, ovvero Olympia, dipinta nel 1865 e anch’essa esposta oggi al Muséé d’Orsay. Ancora una volta, la protagonista del quadro è una giovane cortigiana nuda sdraiata su un letto. Ispirandosi alla Venere di Urbino di Tiziano, Manet trasforma la celestiale creatura in una prostituta.

L’anno successivo dipinse il Pifferaio che fu respinta dal Salon e anche dall’Esposizione Universale. Manet per polemica decise di esporre 55 opere in un baraccone accanto all’esposizione.

La donna che posa nelle due opere è Victorine Meurent, musa e amante sfuggente, fu per Manet un amore clandestino, che incontrò presso lo studio del suo primo maestro, Thomas Countre. Pelle bianca e capelli rossi, labbra sottili e sguardo attento, perfetta fusione tra arte e amore che colpì Manet fino alla sua morte; quest’ultima avvenne il 30 aprile 1883, all’età di 51 anni, quando l’atassia locomotoria, di cui soffriva dal 1879, non gli lasciò scampo.

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