lunedì, Aprile 22, 2024

Concilio di Nicea – 325: l’incontro ecumenico della Chiesa

Durante la carica pontificia di Papa Silvestro I, il Concilio di Nicea nel 325. In Asia Minore, la convocazione dell’incontro di oltre 300 vescovi, per ordine dell’imperatore romano Costantino. Come obiettivo del presidio universale, il riequilibrio della Chiesa e dell’Impero di Roma, dopo l’Arianesimo.

Concilio di Nicea: cosa succede nel 325?

Tra maggio e giugno del 325, l’imperatore Costantino I di Roma convoca il Concilio di Nicea, in accordo col pontefice Silvestro I. Di fatto, si tratta della prima riunione ecumenica, nella storia della Chiesa. Inoltre, tale decisione emerge dall’esigenza di una nuova stabilità nella Chiesa e nel territorio imperiale, a causa dei disordini conseguenti alle eresie di Ario.

A fronte di ciò, il monaco eresiarca libanese, nel ruolo di sacerdote esercita il dissenso all’ortodossia cristiana, da qui la dottrina dell’Arianesimo. Nella concezione di Ario, solo il riconoscimento al Padre del vero Dio, poiché eterno e senza mutamenti e nessuna creazione.

Invece, il figlio Gesù non possiede la medesima natura divina, in quanto la propria esistenza inizia per volontà del Padre. A ragion per cui, l’intenzione del progetto ecumenico in Asia Minore, con un riassetto di pace, dalla dottrina del predicatore eresiarca. A Nicea, la partecipazione di quasi trecento vescovi, appartenenti ad ogni provincia dell’Impero.

Durante l’incontro universale della Chiesa, conseguono le rispettive decisioni: la condanna dell’Arianesimo, il mantenimento del dogma trinitario, il termine dello scisma di Melezio, la celebrazione della Pasqua la prima domenica dopo l’equinozio di primavera. Altre regole ecumeniche sono: la decisione delle sedi episcopali principali di Roma, Alessandria ed Antiochia, le norme sulla condotta dei chierici e sul celibato ecclesiastico.

Chi è Ario?

Ario è un teologo berbero che nasce in Libia nel 256 e decede a Costantinopoli nel 336. Dopo gli studi religiosi nella scuola di Antiochia, Ario raggiunge l’Egitto, dove diviene presbitero a Baucalis. In seguito, la predicazione delle ideologie sulla natura divina, con cui Ario insegna e diffonde il proprio pensiero sull’unicità ed eternità del Padre, unico Dio.

Mentre, nella dottrina di Ario (Arianesimo), la generazione del figlio non include un significato di ugual misura nel generato, per l’unicità della natura divina, essa indivisibile. Di fatto, per il pensiero del monaco libanese, il figlio è in subordinazione del Padre, ovvero del solo Dio.

Dal 300, la conseguenza di scomunica per ordine di Pietro I di Alessandria, del predicatore eretico, che discosta dalla Chiesa cristiana, sul principio e dogma di trinità. Con il vescovo egiziano Achilla di Alessandria, il monaco eretico riacquisisce la riabilitazione religiosa. Nel 318, il nuovo pontefice e Patriarca d’Egitto Alessandro convoca un Sinodo, con la dichiarazione di eresia dell’Arianesimo. A fronte di ciò, il sacerdote libanese abbandona l’Egitto e fugge in Palestina.

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