App Immuni: Asl obbligate a scaricarla e il Governo non esclude l’estensione ai cittadini

App Immuni: le criticità ad oggi

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App Immuni: Asl obbligate a scaricarla e il Governo non esclude l'estensione ai cittadini

Asl obbligate a scaricare l’App Immuni per inserire i codici relativi al sistema di tracciamento dei contatti in caso di positività. E’ quanto prevede la nuova disposizione, introdotta dall’undicesimo dpcm con le norme anti contagio. In vigore proprio da ieri, “Al fine di rendere più efficace il contac tracing attraverso l’utilizzo dell’App Immuni”, si legge nel testo, si rende obbligatoria l’app Immuni per le Asl. “E’ fatto obbligo all’operatore sanitario dell’azienda sanitaria locale, accedendo all’App Immuni, di caricare il codice chiave in presenza di un caso di positività”.

App Immuni: le criticità ad oggi

L’inserimento dei codici non era ancora operativo nella regione già dallo scorso 13 ottobre. Utenti della Liguria, Lombardia e altre regioni avevano lamentato a più riprese di non aver trovato interlocutori in grado di caricare il codice. Codice che solo le aziende sanitarie possono fornire. Questo avveniva nonostante i tentavi fatti con il medico di base, le Asl e i relativi call center Immuni. Così facendo l’App Immuni non veniva poi utilizzata per mancanza di interlocutori. Personale preparato e disponibile del comparto sanità ad attivare il relativo codice in caso di positività.

L’App Immuni non serve se non ce l’hanno tutti“, aveva ricordato, le scorse settimane, il neo presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli. “Questo strumento avrebbe la sua efficacia solo se ogni cittadino avesse uno smartphone. Ma siccome sappiamo che così non è, non credo che l’App Immuni possa essere uno strumento di prevenzione”. Resta poi sempre aperto l’interrogativo relativo alla sicurezza dei dati. Che dire della tutela della Privacy, giusto il “tempo prima” di essere distrutti. Nonostante il Garante ha dato il via libera, molti sono quelli che continuano a diffidare.

L’applicativo potrà essere obbligatorio per i cittadini?

Intanto il Governo Conte sta pensando di rendere obbligatoria l’applicazione a tutti i cittadini. L’idea è targata M5stelle con a capo Vito Crimi. Questo andrebbe a minare uno dei punti cardine: la volontarietà richiesta dalla Commissione Europea. Se davvero questa cosa andasse in porto, il Governo si dovrebbe far carico di tutta quella fetta di popolazione ultraottantenne che non ha cellulare. E di tutti quelli che non hanno dispositivi compatibili con l’applicativo.

Ad oggi, secondo i dati del ministero, 9 milioni di persone hanno scaricato l’App Immuni, a fronte di una popolazione di oltre 60milioni di abitanti. Un numero importante ma non sufficiente a garantire un buon tracciamento dei contagi. Lo strumento di prevenzione resta valido solo se scaricato dal 60% della popolazione. La diffidenza degli italiani verso questo applicativo è stata rafforzata anche dall’inadeguatezza delle stesse Asl di segnalare i casi positivi. “Immuni, un fallimento annunciato”, chiosa il leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. “Poco trasparente come il governo Conte”, aggiunge.

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