mercoledì, Febbraio 28, 2024

Andrea Polichetti per il decennale di Terra di Monteverro

Arte e vino continuano a coltivare la loro liaison, fatta di citazioni e punti di contatto semantici, di condivisione di un lessico con un duplice livello di lettura. Sono due mondi che puntano all’eccellenza espressiva e che dialogano con il pubblico per raccontare “cosa sta dietro”, a un vino appunto o un’ispirazione artistica. Monteverro è una cantina gioiello sulla costa d’Argento, da sempre aperta alle contaminazioni tra ambiti, una predisposizione frutto anche dell’influenza della vicina Capalbio. Quest’anno partecipa alla kermesse che vede le realtà enoiche capalbiesi ospitare al proprio interno l’opera di un artista, creando un percorso eno-artistico per promuovere il territorio. Partecipa anche Andrea Polichetti.


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Cosa ha realizzato Andrea Polichetti per il decennale di Terra di Monteverro?

Un’opera di Andrea renderà omaggio anche ai 10 anni del Terra di Monteverro. Il gruppo della cantina locale commenta l’iniziativa. “Ci sono legami, storie ed emozioni che per essere raccontati hanno bisogno di più delle semplici parole”. Nella richiesta di un linguaggio immediato, entra in gioco Polichetti. “Gli abbiamo chiesto di narrare, attraverso la sua arte, l’evoluzione decennale del nostro Terra di Monteverro, e anche la nostra”. Nasce così un dittico realizzato con la cianotipia, tecnica di stampa a contatto, mediante raggi UV, che richiede un negativo della stessa dimensione dell’immagine finale. “Polichetti ha utilizzato per realizzarla solo reagenti naturali, in linea con la nostra filosofia super sostenibile. Ha usato la terra e altri elementi organici di origine vegetale prelevati direttamente nei nostri vigneti, ottenendo un’opera d’arte unica: Infatti, è costruita con la materia dei nostri luoghi”.

L’opera di Andrea Polichetti per l’anniversario

L’immagine è creata tramite l’impressione di due ceppi di vite, le loro radici e terra su due tavole di legno con l’aggiunta di sali di ferro che reagiscono ai raggi solari. I proprietari della tenuta sono soddisfatti dell’opera. “Fondamentale per la resa espressiva dell’opera anche la scelta cromatica. La colorazione gioca con le tonalità degli azzurri e dei verdi, colori che citano inequivocabilmente il mare e la macchia mediterranea, elementi che fanno da contorno alla tenuta”. L’utilizzo di una tecnica e di materiali che mirano a esaltare il dialogo tra natura e uomo; quindi luce, radici e terra. “È un contatto simbiotico non solo mentale, ma anche fisico. Il dittico sarà stampato, in edizione limitata, “creando un fil rouge”, tra noi ed i nostri amici e sostenitori per celebrare questi dieci anni di strada percorsa insieme”.  

L’installazione per l’evento di Capalbio

L’artista romano, classe 1989 ha scelto un’installazione in ferro battuto verniciato a fuoco, Senza Titolo anno 2021. Un’opera inedita, mai utilizzata in altre manifestazioni che si staglierà tra le vigne di Cabernet Sauvignon, le più antiche della Tenuta. Polichetti parla il lavoro. “Si tratta di una figura antropomorfa realizzata con tondini. L’idea è di lasciare intravedere lo spazio dietro, quindi la figura si staglia nel contesto naturale integrandosi tra vigna e cielo. Mette in relazione lo spazio e il disegno nella sua forma scultorea”. Quindi, il progetto è di una creazione che si armonizza col territorio che la ospita, esaltandone le caratteristiche che si possono scorgere tra la trama del metallo.

Un’opera che fa parte di una serie

La scultura fa parte di una più vasta serie in ferro battuto. L’artista commenta l’idea del suo progetto. “Questi lavori affondano le radici in disegni realizzati nel 2018 attraverso l’uso del disegno automatico. Ho elaborato un alfabeto segnico attraverso il quale ho composto delle figure antropomorfe ed architettoniche”. QuindiL’uso del ferro battuto è interpretato come estensione scultorea dello schizzo, “in cui tridimensionalità e bidimensionalità coesistono all’interno dello spazio”.

Andrea Polichetti a Arte&vino

Il 16 Luglio alle 17.30 alla tenuta l’opera verrà svelata, alla presenza di Davide Sarchioni, curatore di Arte&vino. L’evento è un progetto ideato da Maria Concetta Monaci e realizzato dall’Associazione culturale Il Frantoio in collaborazione con Capalbioèvino nel 2014. L’organizzatore racconterà l’opera e l’artista agli ospiti in anteprima assoluta. Seguirà poi una breve visita in cantina e un rinfresco per inaugurare l’iniziativa.

Alcuni cenni su Monteverro

Nasce agli inizi del 2000 da un’idea visionaria del proprietario Georg Weber, alla ricerca del luogo ideale per il suo progetto di produrre vini di eccellenza. La scelta è pressoché già scritta: un amore incondizionato lega Georg alla Toscana, ma la vera intuizione è aver eletto a sua nuova dimora un territorio un po’ al di fuori dei circuiti vinicoli tradizionali. Una terra autentica e naturale, ricca di tradizioni e genuinità. Un grande lavoro in vigna e scelte attente in cantina si ripetono da 13 vendemmie per dare vita alle 6 eccellenze di Monteverro. Il capofila taglio bordolese Monteverro, il fratello minore Terra di Monteverro, uno Chardonnay in purezza e un intrigante Syrah Grenache chiamato Tinata e due vini di base, Vermentino e Verruzzo.

Immagine da cartella stampa.

Odette Tapella
Odette Tapella
Vivo in piccolo paese di provincia. Mi piace leggere, fare giardinaggio, stare a contatto con la natura. Coltivo l'interesse per l'arte, la cultura e le tradizioni.

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