Ancora due bombe a San Severo contro attività commerciali

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Ancora due bombe

San Severo, ancora due bombe contro attività commerciali. Il sindaco: «Lamorgese venga qui al più presto» Sale a otto il numero degli attentati dinamitardi compiuti nel Foggiano nel 2022, non si esclude unica pista.

Il primo cittadino Miglio: Ancora due bombe a San Severo contro attività commerciali «Piano delle associazioni mafiose per tenere sotto scacco la popolazione». Un commerciante: «Danni per 80mila euro» Torna in azione il racket delle estorsioni in provincia di Foggia e, in particolare, a San Severo dove ieri notte ci sono stati altri due attentati dinamitardi. Il primo alle 3:30 ad un salone di parrucchiere “Li Quadri” in via Checchia Rispoli. Poco dopo un altro ordigno è stato fatto esplodere davanti alla saracinesca dell’attività commerciale “Pirolandia” in corso Leone Mucci.

Ingenti i danni provocati alle due attività. Foggia, otto bombe dall’inizio dell’anno Le esplosioni sono state avvertite anche in altre zone della città. Con quelli di ieri notte salgono ad otto gli attentati messi a segno dall’inizio dell’anno in provincia di Foggia. Sempre a San Severo, nella notte tra il 3 e il 4 gennaio, due bombe – poca distanza l’una dall’altra – sono state fatte esplodere davanti ad una nota rivendita di automobili e ad una profumeria.

Foggia il 5 gennaio un ordigno è scoppiato davanti alla saracinesca di un fioraio in via Guido Dorso, nei pressi dello stadio comunale. Nella notte tra il 6 e il 7 gennaio, una bomba artigianale è esplosa a Vieste davanti all’abitazione di un parente di un presunto esponente della criminalità del centro garganico. Venerdì scorso a Foggia l’incendio del mezzo della ditta di distribuzione di caffè e, infine, nella notte tra sabato e domenica un ordigno è stato fatto esplodere davanti al ristorante –friggitoria Poseidon che si trova nel centro storico del capoluogo dauno.

Bombe a San Severo, probabile unica matrice Potrebbe esserci un’unica matrice criminale nei quattro attentati dinamitardi compiuti dall’inizio dell’anno a San Severo. È una delle ipotesi investigative che seguono polizia e carabinieri coordinati dai pm della Dda di Bari. Intanto, si è saputo che le due bombe che la notte scorsa hanno devastato due negozi di San Severo sono state piazzate e fatte esplodere quasi simultaneamente, a pochi minuti l’una dall’altra.

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Per l’attentato al parrucchiere “Li Quadri” le indagini sono affidate agli agenti della squadra mobile che nelle ultime ore stanno passando al setaccio i filmati delle telecamere di sicurezza del locale. A quanto si apprende, il titolare avrebbe detto agli inquirenti di non aver mai ricevuto alcuna minaccia. Mentre nel caso del negozio di giochi pirici “Pirolandia” le indagini sono condotte dai carabinieri. Sembrerebbe che le telecamere di quest’ultima attività commerciale siano rimaste danneggiate nell’esplosione. I militari stanno cercando i filmati degli impianti di sicurezza nelle zone vicine.

Il sindaco di San Severo: «Lamorgese venga qui al più presto». «Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese deve venire in qui in Capitanata al più presto». È l’appello lanciato da Francesco Miglio, il sindaco di San Severo, dopo gli ultimi due attentati contro attività commerciali. «Chiedo – ha detto il primo cittadino – al ministro Lamorgese di essere qui in Capitanata nei prossimi giorni.

Non solo per annunciare vicinanza e solidarietà alla nostra popolazione che, in questo momento, si sente lasciata sola ma anche per annunciare delle misure concrete da attuare nelle prossime settimane per sventare quello che è un vero e proprio piano, una vera e propria strategia messa in atto dall’associazione mafiosa per tenere sotto scacco questa popolazione e questo territorio. Io mi aspetto che ci sia questa venuta del ministro Lamorgese nei prossimi giorni. Diversamente saremo noi ad andare a Roma con la popolazione a rivendicare un’attenzione che in questo momento crediamo di meritare».

Il titolare di un negozio: «Danni per 80mila euro» «Il giorno 5 novembre mi hanno lasciato una lettera sotto la saracinesca del negozio. Non posso dire il contenuto.» Lo ha detto all’ANSA Massimo Ricciardi, il titolare di “Pirolandia”, una delle attività commerciali colpite insieme al parrucchiere “Li Quadri”. «C’era scritta una poesia», ironizza Riccardi sul contenuto della missiva ricevuta, ma poi dichiara pure di «non aver mai ricevuto minacce». «Non ho paura – dice -. Dobbiamo essere più tutelati dalle forze dell’ordine. Noi commercianti se non badiamo noi stessi alla nostra attività questi domani diventano i padroni». Secondo lo stesso i danni alla sua attività commerciale ammontano a circa 70-80mila euro. «Devo fare il negozio nuovo, ma mi rifarò in una settimana», conclude.