Amministrative: il tonfo della Lega fa tremare Salvini

Il partito dell'astensionismo vince in queste elezioni amministrative. Il Movimento 5 stelle si polverizza, la sinistra stravince, e il centrodestra è in affanno.

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In queste elezioni amministrative è decisamente l’astensionismo ad aver vinto. La democrazia dunque, ha mostrato la corda. Producendo quindi il suo esatto contrario. Cioè il partito del non voto. Con effetti chiaramente visibili sulle forze politiche. Torniamo però al popolo sovrano, che si è espresso. In questa tornata elettorale, nell’arena politica, è interessante annotare il tonfo del centrodestra. E in particolar modo della Lega. Con FdI che recupera terreno sul Carroccio.

Amministrative: la Lega è down?

I risultati di queste comunali non permettono molte letture: stravince la sinistra. Mentre il centrodestra ne esce con le ossa rotte. Un dato più significativo e inedito riguarda il balzo in avanti di Fratelli d’Italia. Che mette il partito di Matteo Salvini, in chiara difficoltà. Perchè pare aggirarsi lo spettro della lotta per la leadership tra le fila della Lega. “Nelle grandi città abbiamo perso sonoramente: abbiamo il dovere di scegliere prima“, commenta il leader del Carrocio. Ma veniamo all’analisi dei partiti. In quanto, i veri sconfitti da ambo i lati, sono i populisti di Lega e Movimento Cinque Stelle. Quest’ultimo ridotto all’irrilevanza come mai nella sua storia.

La vittoria della sinistra e la disfatta dei populisti

Il fallimento dei 5 Stelle è una bancarotta politica. Una batosta di dimensione epocale. Forse perchè, la politica populista funziona nei periodi di prosperità. Quando il benessere marginalizza le polarizzazioni. Ma quando povertà, disoccupazione e insicurezza destabilizzano la società, le idee e le identità ridiventano degli strumenti potenti e decisivi per costruire il consenso. Quanto, e più degli uomini che le raccontano. Al M5S, toccati i massimi, si prefigura la più rovinosa delle parabole discendenti. Fatale conclusione di un’attività focalizzata a delegittimare le istituzioni per poi accorgersi di stare con la bottiglia dello spumante a brindare seduti sul ramo che stavano tagliando. Dall’altra parte il PD festeggia un’insperata tenuta, complice un astensionismo elevato. Ma veramente c’è da festeggiare? Io credo di no. Perchè il maggior partito della sinistra non brilla come un tempo. Capire, però, come si svilupperà il nuovo quadro politico alla luce del voto comunale credo sia la cosa che più può interessare.