Giorgetti spinge per Calenda e silura Michetti: la Lega si spacca?

La Lega è alla resa dei conti?

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Giorgetti spinge per Calenda

Manca poco, ormai, alle elezioni amministrative, per il rinnovo dei consigli comunali in programma per il prossimo 3 e 4 ottobre. Dove si vota in sei importantissimi capoluoghi regionali. Come Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna e Trieste. Intanto si è scoperto che nel mondo sovranista ognuno fa la sua gara. Infischiandosene altamente degli altri. Difatti da molte parti si sente rilanciare la vulgata che Giorgetti, a Roma spinge più per Carlo Calenda che per Enrico Michetti. Il candidato a sindaco scelto dal centrodestra. Difatti, per il ministro leghista del Mise, la persona giusta per il Campidoglio sarebbe stata Guido Bertolaso. E afferma che “Carlo Calenda ha le caratteristiche giuste per amministrare una città complessa come la Capitale.” Parole, dunque, che sono arrivate come un fulmine a ciel sereno nella coalizione di centrodestra.

Giorgetti spinge per Calenda: la Lega si spacca?

Si sa, le coppie spesso litigano, anche quelle legate dal vincolo del matrimonio o dalla militanza di partito. Però non è chiaro, se sia scoppiata o meno una crisi all’interno della Lega. Salvini, finora, smentisce. Intanto tra gli addetti ai lavori, si vocifera che, tra le fila del Carroccio e FI, tanti dirigenti e militanti sono pronti a un possibile voto disgiunto. Calenda sindaco, e i propri uomini per le liste. Francamente non riesco più a comprendere bene ciò di cui si stia ragionando. Perché è evidente che oramai le categorie novecentesche della politica sono andate definitivamente in pensione. E di nuove non se ne vedono. Se non nel raffazzonato ma vincente dialogo dei partiti populisti con un elettorato trasversale. Basato sulla promessa indiscriminata di tutto a tutti. Infiorettata da alcune comparsate sui temi della sicurezza e dell’immigrazione. Le quali non hanno alcun effetto pratico. Se non quello plateale di far credere che tutto cambierà.

Verso la resa dei conti?

In questo apparente marasma, è chiaro che stiamo assistendo ai soliti tatticismi politici. Pertanto mentre stiamo qui a chiederci come mai le cose non vadano come logica vorrebbe, si assiste a qualche crepa nella compagine della Lega. Tra i problemi del Carroccio non solo la vicenda dell’uomo chiave della comunicazione di Salvini, indagato per droga, ma è da qualche settimana che il partito ormai parla a due voci. Quella del capitano e l’altra del ministro Giorgetti. I due sempre più distanti per un certo tipo di visione. Su Draghi, sul futuro dell’esecutivo e sul Quirinale. Fatto sta che Salvini appare essere sempre più solo nel partito. Che il vento stia cambiando? Riuscirà Salvini a uscire indenne all’indomani del voto delle amministrative? Vedremo. Per il momento non gli resta altro che affidarsi al cuore immacolato di Maria.