mercoledì, Giugno 19, 2024

Alzheimer nelle donne: come prevenirlo

Molti studi hanno dimostrato che l’Alzheimer nelle donne è molto più diffuso che negli uomini. Questo dato può essere giustificato dal fatto che le donne vivono più a lungo che gli uomini, ma non è l’unico fattore. Infatti, recentemente è stata dimostrata una correlazione tra la malattia e la menopausa.

Tuttavia, questi studi non avevano mai fornito un modo per prevenire l’Alzheimer, ma la medicina sembra aver fatto un passo avanti.

L’Alzheimer nelle donne può essere prevenuto

Un recente studio condotto sugli animali, ha scoperto che la sostituzione degli estrogeni può prevenire lo sviluppo e la progressione dell’Alzheimer nelle donne. Questa ricerca si è fondata principalmente sul suggerimento di sostituire l’ormone per la gestione della malattia nel sesso femminile, ma questi non sono stati gli unici risultati.

Gli esperti hanno infatti riconosciuto altri fattori di rischio correlati all’Alzheimer. Questi fattori includono l’età, lo stadio riproduttivo, i livelli ormonali e l’interazione con altri fattori di rischio. Queste scoperte sono perfettamente in linea con gli studi precedenti.

La ricercatrice Elena Tamagno del Dipartimento di Neuroscienze e Istituto di Neuroscienze della Fondazione Cavalieri Ottolenghi (NICO) dell’Università di Torino, ha dichiarato: “recenti studi epidemiologici hanno dimostrato che due terzi dei pazienti con AD sono donne. Questo fatto non può essere attribuito solo alla loro maggiore aspettativa di vita. La perdita di estradiolo potrebbe essere uno dei fattori che portano al declino della funzione cognitiva nelle donne.”

Il ruolo degli estrogeni nella prevenzione dell’Alzheimer

Durante la sperimentazione sugli animali, i ricercatori hanno capito che sostituendo degli estrogeni è possibile invertire la patologizzazione della tau, attraverso un’attività antiossidante. La tau citata si riferisce alle cellule nervose colpite dell’AD.

Da questa analisi, come sottolinea Massimo Tabaton dell’Unità di Medicina Geriatrica dell’Università di Genova: ” i risultati suggeriscono che una sostituzione precoce degli estrogeni in postmenopausa può essere protettiva contro l’AD”.

 Inoltre, si è capito che collegando la carenza di estrogeni ai cambiamenti tau dell’Alzheimer, è possibile comprendere la correlazione tra le donne e il maggior rischio di incorrere nella malattia. Per questo motivo queste scoperte suggeriscono in modo significativo le vie terapeutiche per ridurre la malattia.

La prevenzione dell’Alzheimer nelle donne non è ancora sicura

Dobbiamo ricordarci che lo studio citato è stato condotto sugli animali. Per questo motivo i ricercatori non sanno ancora che effetto avrà sugli uomini. Se si avranno dei risultati positivi, questa ricerca costituisce un enorme passo avanti nella lotta contro l’Alzheimer.

Ancora oggi, i trattamenti clinici per la malattia e per la demenza, rimangono molto limitiati. Tuttavia, vi sono delle linee preventive approvate dagli esperti che tutti possiamo intraprendere.

In primo luogo, i medici suggeriscono di fare una dieta mediterranea, bere un po’ di caffè senza esagerare e infine, fare un po’ di movimento regolare. In questo modo sarà possibile mantenere una salute celebrale ottima.

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