Alta Corte indiana vieta la terapia di conversione gay

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Il giudice dell’Alta Corte indiana ha ordinato di intraprendere azioni rigorose contro gli operatori sanitari che tentano di “curare o cambiare” gli orientamenti sessuali dei membri della comunità LGBTQ+.

Per arrivare al verdetto il giudice si è consultato con uno specialista

Prima di pronunciarsi, il giudice Anand Ventakesh ha consultato uno psicologo per comprendere meglio le relazioni tra persone dello stesso sesso e le questioni queer in generale. Si è descritto come non “del tutto sveglio” per apprezzare la profondità della supplica portata davanti a lui. “Onestamente sento che una sessione del genere con un professionista mi aiuterà a capire meglio le relazioni omosessuali e aprirà la strada alla mia evoluzione”.

Alta Corte indiana: la sentenza

Nella sentenza, il giudice Ventakesh ha proposto diverse misure per sensibilizzare le istituzioni educative sulle questioni LGBTQ+, una su tutte:

  • La disponibilità di servizi igienici neutrali per gli studenti con identità non binaria
  • Utilizzare gli incontri “genitori insegnanti” per aumentare la consapevolezza delle questioni LGBTQ+.

Ma non è tutto: programmi di sensibilizzazione per la magistratura

Il giudice dell’Alta Corte ha raccomandato che vengano organizzati regolari programmi di sensibilizzazione per il personale dei servizi giudiziari, la polizia e i funzionari governativi, affinché aumenti la loro comprensione delle questioni relative alla comunità queer. Il sesso gay è stato legalizzato nel 2018 da una sentenza unanime della Corte Suprema, ma gli atteggiamenti nei confronti dei membri della comunità LGBTQ+ rimangono fortemente conservatori in tutta l’India.


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