Allunaggio posticipato al 2025: lo afferma la NASA

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Sembrava tutto deciso: il nuovo allunaggio sarebbe dovuto accadere nel 2024, come annunciato (tra gli altri) dall’amministrazione Trump. Pare però che le cose non andranno così.

Quando ci sarà, infine, l’allunaggio?

La NASA, insieme all’amministrazione Trump, aveva previsto il nuovo allunaggio nel 2024, dopo più di mezzo secolo dal primo sbarco sulla Luna. I motivi che hanno invece portato a rimandare l’operazione sono più di uno: il primo è finanziario, il secondo legale.


Blue Origin Jeff Bezos pronto a trattare con la NASA


Mancanza di fondi

L’annuncio è stato dato lo scorso martedì dall’amministratore della NASA, Bill Nelson. Il Congresso, ha affermato, non ha fornito i fondi necessari per lo sviluppo di un sistema di atterraggio per il suo programma lunare Artemis, ma anche per la capsula Orion. Oltre a questo, sarebbe in corso una disfida legale contro Blue Origin, la compagnia missilistica di Jeff Bezos. Questa avrebbe bloccato i lavori per mesi sul sistema di atterraggio lunare Starship, di Elon Musk.

Migliorare le tecnologie

Oltre a questo, la NASA ha ammesso che anche la tecnologia per le nuove tute spaziali dovrà essere migliorata prima che gli astronauti possano tornare sulla Luna. Ciò non toglie che il prossimo febbraio sia comunque in previsione il primo volo di prova del suo razzo lunare, lo Space Launch System, con una capsula Orion: naturalmente senza astronauti a bordo. Questi compiranno il viaggio nel secondo volo, oltre la Luna ma senza atterrare, nel 2024. L’allunaggio dovrebbe compiersi nel 2025.

Pronti a partire

Ai giornalisti Bill Nelson ha rilasciato una dichiarazione in merito. “Il sistema di atterraggio umano è una parte cruciale del nostro lavoro per portare la prima donna e la prima persona di colore sulla superficie lunare, e ci stiamo preparando per partire. La NASA è impegnata a contribuire a ripristinare la posizione dell’America nel mondo” ha affermato. Ha fatto cenno inoltre di conoscere l’esistenza di un programma spaziale cinese, ed ha ammesso che la Cina potrebbe superare gli Stati Uniti nell’esplorazione lunare.

Con ogni mezzo necessario

Già nel 2019 l’ex vicepresidente Mike Pence, durante una riunione del National Space Council, aveva chiesto un nuovo allunaggio entro cinque anni “con ogni mezzo necessario”. Il termine ultimo era stato allora fissato dalla NASA al 2028. Ma, ripete Nelson oggi, il Congresso dovrà aumentare i finanziamenti a partire dal budget del 2023 in modo da poter avere società private in competizione e permettere il proseguire delle missioni.

Costi ingenti

La richiesta di budget coprirebbe anche altre necessità. Ad esempio le capsule Orion, che necessitano dai 6,7 ai 9,3 miliardi di dollari: la causa sarebbero i ritardi durante la pandemia, ma anche i danni provocati dalle tempeste al Michoud Assembly Facility della NASA a New Orleans. Qui, infatti, si trova il principale sito di produzione di Orion. Infine, i costi di sviluppo per il razzo di febbraio si attestano intorno agli 11 miliardi di dollari. Bill Nelson ha dichiarato di aver informato di tutto la vicepresidente Kamala Harris nel corso della sua ultima visita al Goddard Space Flight Center del Maryland. La Harris convocherà la sua prima riunione del National Space Council il prossimo 1° dicembre.