Blue Origin: Jeff Bezos pronto a trattare con la NASA

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Se la NASA aggiungerà il lander di Blue Origin a una fase chiave del programma Human Landing System, Jeff Bezos rinuncerà a 2 miliardi per i primi due anni.

Blue Origin: cos’è?

Blue Origin è una società privata creata da Jeff Bezos, fondatore di Amazon.com. Nel 2009 la NASA premia la società con 3,7 milioni di dollari e un accordo per il programma commerciale (CCDev), utile allo sviluppo di concept e tecnologie per le future operazioni di volo spaziale. La società lavori dunque sui voli spaziali sub-orbitali, costruisce e sperimenta il New Shepard, costruisce razzi vettori riutilizzabili e capsule abitabili ad atterraggio frenato. Nel maggio 2020 la NASA la sceglie, assieme a SpaceX e Dynetics, per progettare un Lander lunare necessario al programma Artemis. Ora Bezos è pronto a superare la concorrenza con un’offerta sbalorditiva.

Blue Origin: l’offerta di Jeff Bezos

Jeff Bezos vuole aggiudicarsi il contratto con la NASA. In una lettera all’amministratore della NASA Bill Nelson, Bezos scrive che rinuncerebbe a 2 miliardi di pagamenti contrattuali per i primi due anni. Il fondatore di Amazon.com vuole mandare il proprio lander sulla Luna. “Tutto quello che la NASA deve fare è approfittare di questa offerta e modificare il contratto”, dice Bezos. Un portavoce della NASA afferma che l’agenzia fosse a conoscenza della lettera di Bezos, ma che abbia rifiutato di commentare “al fine di mantenere l’integrità del processo di appalto in corso e l’aggiudicazione della questione da parte del GAO”.

La lettera

Nella sua lettera, Bezos dice che l’offerta da 2 miliardi di dollari “colmerebbe il deficit di finanziamento di bilancio di HLS” e “rimetterebbe il programma in carreggiata”. L’imprenditore fa appello alla rapida scadenza del Moonshot della NASA e alla necessità sempre presente dell’agenzia di ulteriori finanziamenti per Artemis. La protesta di Blue Origin contro la decisione della NASA interrompe il contratto da 3 miliardi di dollari con SpaceX, mentre il GAO si pronuncia sul caso. La sentenza potrebbe raccomandare alla NASA di riavviare il programma di aggiudicazione, e rivedere quindi la decisione, o respingere la protesta di Blue Origin e riprendere l’attuale programma. L’esito è incerto, ma Bezos cala comunque il suo asso nella manica: un’offerta che somiglia all’ultimo e disperato appiglio di un uomo che vuole entrare nella storia della corsa allo spazio.