All’Ambrosiana i manoscritti arabi in formato elettronico

Un progetto con Sharjah book authority è finalizzato alla digitalizzazione di 2.500 volumi rari

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Fanno parte della collezione della Biblioteca ambrosiana i manoscritti arabi che saranno digitalizzati e messi a disposizione degli studiosi. Sharjah book authority e l’Istituzione milanese hanno avviato una collaborazione che si concretizza con la firma del Memorandum of understanding.


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Con l’accordo tra l’Ente culturale degli Emirati arabi e l’Ambrosiana i manoscritti arabi saranno valorizzati?

Il progetto a cui hanno aderito le due realtà culturali interessa 2.500 volumi rari anche di 450 anni fa. La Biblioteca ambrosiana riunisce la raccolta di libri arabi più importante d’Italia con trattati di storia, medicina, astronomia. Inoltre, ci sono alcuni manoscritti che contengono i detti (hadith) del profeta Maometto e anche mappe geografiche. Al termine del lavoro di resa in formato digitale, le opere saranno fruibili da tutti gli studiosi sul repository di Sharjah public library.

La firma dell’accordo alla Rosa hall

I rappresentanti delle Istituzioni si sono incontrati a La Rosa hall di Sharjah, un luogo simbolo della cultura araba. Infatti è una delle sale culturali più rinomate in cui pensatori, scrittori e artisti si sono incontrati e hanno dialogato. Hanno firmato l’accordo di collaborazione Ahmed Bin Rakkad Al Ameri, Presidente di Sharjah book authority, e Lorenzo Ornaghi della Congregazione dei conservatori VBA. Il Memorandum è l’avvio di una programmazione sinergica tra realtà culturali, interessate ad avvicinare il patrimonio al pubblico. Durante il momento ufficiale infatti le autorità intervenute hanno parlato di un’iniziativa che getta un ponte tra i paesi e le genti coinvolti.

La collezione dei manoscritti arabi della Biblioteca Ambrosiana

La raccolta comprende tre fondi che personalità illustri hanno contribuito a costituire dalla fine del Cinquecento. Il Cardinal Federico Borromeo, Arcivescovo di Milano ha collezionato 224 manoscritti arabi e cristiani antichi. Nel 20° secolo si sono aggiunti 134 volumi e poi Giuseppe Caprotti ha messo insieme 1600 codici Yemeniti. Una parte della collezione, 486 libri, sono rari e di pregio.