Albania: un paese che deve resettarsi per rinascere

L'ex Premier albanese, Sali Berisha, ha condotto un assalto violento contro la sede del proprio ex partito accusandolo di essere alla mercé del partito socialista al governo

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Ad un anno dall’assalto a Capitol Hill, un’altra istituzione democratica è stata violata. Questa volta in Europa. Questa volta in Albania. Gli assalitori guidati da Sali Berisha hanno colpito con spranghe e pietre il quartier generale del più grande partito d’opposizione del paese con l’intento di “conquistarlo” e riprendersi il potere.

Come è avvenuto l’attacco al partito democratico?

L’attacco, a differenza di quello a Capitol Hill, non è stata una missione di un partito contro l’altro per impedire la legittimazione del neo-eletto Presidente. Bensì, una vera e propria questione di potere interna al Partito Democratico albanese. Infatti, a guidare la “presa del palazzo”, sede del PD, è stato l’ex leader del partito ed ex primo ministro: Sali Berisha. Questi, l’8 gennaio, ha guidato centinaia di manifestanti per vendicarsi della propria espulsione dal partito stesso, avvenuta a settembre 2021. L’azione violenta dei manifestanti è iniziata con lo sfondamento, con spranghe e martelli, delle porte dell’edificio governativo. Di contralto, le guardie di sicurezza hanno subito cercato di impedirne l’accesso utilizzando gas lacrimogeni e mettendo al sicuro le persone all’interno. Dopo l’arrivo della polizia e i conseguenti scontri i manifestanti si sono poco a poco dispersi. E la manifestazione violenta si è conclusa 3 ore dopo il suo avvio.

Bilancio di un semi golpe fallito

Secondo la polizia albanese solamente un civile e un agente sono stati “leggermente feriti”. Di tutt’altro avviso è l’agenzia Associated Press, secondo cui sarebbero decine le persone stordite dai gas lacrimogeni e dai getti d’acqua della polizia. Inoltre, le autorità hanno reso noto che, durante gli scontri, sono stati arrestati 25 dei manifestanti che avevano tentato di assediare la struttura governativa, nonché otto membri dello staff del quartier generale del Partito Democratico. A seguito di tali sviluppi, i Pubblici Ministeri hanno aperto un’indagine sulle violenze registrate durante le rivolte. L’ambasciatore USA in Albania, Yuri Kim, ha espresso preoccupazione per le “crescenti tensioni” nell’edificio dei Democratici. Anche, Basha ha condannato quella che ha definito “l’organizzazione criminale di Sali Berisha che, con strumenti terroristici, ha cercato di usurpare violentemente il quartier generale dei Democratici”.


Assalto a Capitol Hill: un anno dopo


Quali sono le motivazioni dell’attacco secondo Berisha?

Il gruppo guidato da Berisha afferma che l’attuale leader del partito democratico albanese, Lulzim Basha, è ostaggio del primo ministro Edi Rama. Il gesto di Berisha è, secondo lui, giustificato dall’incapacità politica del proprio ex partito nell’affrontare i problemi del Paese. Berisha, il giorno dell’assalto, ha affermato che: “Oggi i democratici e i democratici albanesi trasformeranno il bunker dell’ostaggio Basha nella loro casa della libertà”. L’ex premier aveva già provato a destituire l’attuale leader tramite un referendum ma senza successo. Infatti, il resto del partito non ha appoggiato l’istanza così Berisha ha dovuto passare alle “maniere forti”. L’altra fondamentale ragione che ha scatenato la grande protesta è stata la decisione presa a settembre da Basha. Ossia l’espulsione dell’ex premier dal partito. La decisione, coadiuvata dall’appoggio esterno degli Usa, i quali lo avevano dichiarato come persona “non grata” in quanto accusato di essere coinvolto in fatti di corruzione.

Chi è Sali Berisha?

Il rivoluzionario Berisha, di anni 77, ha ricoperto la carica di premier dal 2005 al 2013, e quella presidente dal 1992 al 1997. Nelle ultime elezioni parlamentari, 2021, era stato rieletto come deputato del Partito Democratico. A livello internazionale Berisha non gode di buona fama. Anzi, lo scorso anno, gli Usa hanno imposto sanzioni contro il funzionario albanese per corruzione. Inoltre, a maggio 2021, il segretario di Stato americano, Blinken, ha affermato che durante il suo ultimo mandato Berisha era stato coinvolto in atti di corruzione e aveva usato “il potere a proprio vantaggio e per arricchire i suoi alleati politici e i suoi familiari”. Secondo il segretario di Stato, “gli atti corrotti di Berisha hanno minato la democrazia in Albania”. Di conseguenza, tali dichiarazioni hanno portato il leader di partito, Basha, a rimuoverlo dal gruppo parlamentare democratico.


Elezioni in Albania 2021


Situazione politica in Albania

Attualmente l’Albania è governata dal 2013 dal partito socialista di Edi Rama che da allora è il primo ministro. L’economia albanese è in lenta ma graduale crescita e l’ingresso nell’Unione Europea potrebbe facilitarne lo sviluppo. Ma, per far ciò il Paese ha bisogno di enormi e moderne riforme strutturali, in particolare riguardanti il settore agricolo ed energetico. Inoltre, per entrare a pieno titolo nelle grazie di Bruxelles l’Albania deve combattere la sua piaga più grande: la corruzione endemica. L’apparato politico albanese non ha infatti ancora compiuto quei passi necessari per eliminare del tutto il sistema clientelare radicato nel Paese sin dal 1995. Nonostante ciò, Rama ha approvato, nel luglio 2016, alcuni emendamenti costituzionali che riformano il sistema giudiziario al fine di rafforzare lo stato di diritto e ridurre la corruzione.

Piccoli passi frammentati e controcorrenti

Un rapporto congiunto della Commissione di Venezia e dell’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) ha rilevato che gli emendamenti e le riforme elettorali sono stati adottati frettolosamente del Partito Socialista e che: “gli emendamenti costituzionali sono contro le regole più elementari del processo legislativo democratico”. Inoltre, il governo ha approfittato della pandemia per sopprimere le azioni della società civile, limitare le libertà civili e perseguire discutibili iniziative legali che hanno colpito le organizzazioni non governative (Ong).

La corruzione è ancora presente

Le preoccupazioni sulla responsabilità, la trasparenza e la capacità degli organi di governo locali di fornire servizi di qualità sono rimaste questioni pressanti nel 2021. Mentre, la pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto negativo sui bilanci dei comuni, le loro procedure di spesa e di appalto hanno sollevato preoccupazioni ancora più gravi di abuso e clientelismo. Freedom House riporta tendenze preoccupanti in relazione alla corruzione. Le prove fornite dai reporter indipendenti suggeriscono che i legislatori hanno adattato la legislazione per servire gli interessi privati di individui potenti, e che le leggi sono attuate in modo parziale. Queste sfide richiedono profondi cambiamenti strutturali e un reset delle strategie anti-corruzione e di costruzione dell’integrità in Albania.


Indice di corruzione 2020


La rivoluzione inarrestabile di Berisha

Secondo Berisha le azioni avvenute, l’8 gennaio, fanno parte di un piano più ampio che coinvolge l’intera e risentita popolazione albanese. Ovvero quello di una “rivoluzione inarrestabile”. Nello specifico, l’ex leader del partito ha affermato che, insieme ai suoi sostenitori, avrebbe intrapreso una campagna nazionale “per smantellare il narco-governo”. Anche se proprio lui è stato uno dei fondatori dell’attuale stato di degrado degli apparati del paese. Il cammino dell’Albania verso l’Europa è ancora lungo e servirebbe sì una “rivoluzione inarrestabile” che sconvolga le sotto e le sovra strutture che alimentano questo inesorabile circolo vizioso che rende l’Albania il secondo paese europeo più corrotto secondo il Transperancy Index del 2020.