Voto a 16 anni, si bipartisan. Monti: “serve una Greta del debito pubblico”

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Voto a 16 anni.

Grande convergenza delle forze politiche sul tema dell’estensione del diritto di voto ai ragazzi dai sedici anni in su.

L’idea è tornata in auge dopo l’intervista rilasciata dall’ex Premier Enrico Letta a Repubblica, il quale ha affermato che è una priorità quella di consentire ai giovani di votare, perché esiste un “problema di sottorappresentazione delle loro idee”.

Ampio dunque il consenso tra gli schieramenti con Di Maio, leader dei 5 stelle che su Facebook scrive : ” E’ una proposta che portiamo avanti da sempre e che sosteniamo con forza…i giovani vanno messi al centro della nostra politica”.

Nicola Zingaretti, segretario del Partito Democratico affida ad un tweet il suo pensiero:

” sono da sempre favorevole al voto ai sedicenni…ora è tempo”.

Dello stesso avviso è anche il Premier Conte, che precisa come ” i nostri ragazzi abbiano tutta la maturità per votare”.

DISSENSO DI MARIO MONTI. A fare da voce fuori dal coro, ci pensa l’ex Presidente del Consiglio e senatore a vita Monti, che ai microfoni di Radio Capital, interrogato sulla proposta afferma: ” il voto ai sedicenni? Mi sembra demagogico cavarsela dicendo che bisogna mettere i giovani al centro delle politiche…bisogna invece fare politiche Youth Friendly favorevoli ai giovani, più che dare loro un contentino”.

“UNA GRETA DEL DEBITO PUBBLICO”. Interessante poi il richiamo del senatore Monti, alla giovane leader dei movimenti di protesta contro il cambiamento climatico.

“I giovani crescono sotto due ipoteche, quella ecologico ambientale del cambiamento climatico che vale per tutti e ovunque, ed invece in alcuni paesi soltanto sotto quella del debito pubblico…ci vorrebbe una Greta del debito pubblico”.