La visita notturna guidata al cimitero è un’idea di Andrea De Petris, un ragazzo che ho avuto occasione di conoscere casualmente e che mi ha invitato a partecipare a questo tour che può apparire molto macabro a coloro che hanno timore dei cimiteri, della notte, ma che in realtà si rivela come un viaggio all’interno della storia della nostra città, alla riscoperta di avvenimenti, usanze e storie a volte molto travagliate. Scopri come vi siano sepolte persone che non avresti mai creduto come il primo gay dichiarato della storia che venne a vivere a L’Aquila o la tomba di Francesca Chiodi una cantante che fece moto discutere di sè. Insomma può sembrare qualcosa che scaturisce da una mente strana, ma a me no. A me che sono da sempre amante dei cimiteri, li trovo bellissimi, sento che all’interno di questi stupendi giardini dedicati alla memoria dei nostri defunti si respirino una pace ed una tranquillità incredibili. Credo che l’avere paura derivi da un profondo terrore che scaturisce dal nostro rapporto con la morte, cioè nonostante la consapevolezza dell’inevitabilità, ciò che ci fa effetto è la non accettazione derivata dal non sapere cosa ci sia dopo. Quindi la fine di tutto e da ciò il terrore che ne consegue. Ma i cimiteri possono essere luoghi bellissimi se si va oltre questa visione delle cose.

Lo scorso 14 Ottobre ho partecipato anche io a questa visita guidata, per la quale mi sembra doveroso dire che Andrea mosso da passione e puro interesse personale non chiede alcun compenso. Vi illustrerò cosa ho visto e quello che ci è stato spiegato durante il tragitto.
Andrea inizia con la storia che in pochi conoscono riguardo il cimitero dell’Aquila, iniziando la passeggiata dalla Chiesa di Santa Maria del Soccorso, all’interno del cimitero. Ci spiega che si tratta della parte più luminosa più allegra e più solare della città (ovviamente prima che vi sorgesse questo luogo), perché vi veniva venerata Santa Maria del Soccorso del Popolo Aquilano che era diventata meta di pellegrinaggio. Partendo da Porta Leone e passando per via Strinella si arrivava in questo luogo dove si trovava una nicchietta, quasi una specie di San Gennaro ma tutta aquilana. Pare infatti che siano avvenuti molti miracoli per intercessione della Vergine. Persone che hanno riacquistato la vista, carestie che passavano dopo la preghiera ecc… Più o meno negli anni 70 del 1400 tre tra le famiglie aquilane più ricche, Agnifili, Notarnanni e Peticca, che sono tra l’altro sepolti all’interno, fanno una colletta per edificare questa chiesa. Per poter mantenere tutto ciò chiamarono un’ordine di monaci, un sott’ordine dei benedettini chiamati “olivetani” proprio perché si costituirono intorno al 1300 a Siena sul monte Uliveto. Questi monaci non erano stanziali bensì nomadi e andavano ovunque ci fosse bisogno del loro aiuto. Infatti nel territorio circostante la chiesa fecero molti orti, crearono mense per i poveri. Inoltre si prendevano cura di tutti i cani e gatti randagi della città. Ma no solo, gli olivetani prendevano vari quintali di vino da un’altra congregazione che stava a Picciano in provincia di Pescara, producendo un’ottimo vino rosso. Grazie a questi monaci la situazione fino al 1800 fu caratterizzata da pace, gioia e serenità. Grandi feste, mangiate, animali liberi che scorazzavano, gli aquilani venivano qui per divertirsi.

Ma dove venivano sepolti allora i defunti?

Chiaramente le sepolture avvenivano anche prima che ci fosse il cimitero, pochissimi forse sanno che la zona in cui avveniva tutto ciò è l’attuale Via XX Settembre. Non avendo all’epoca ruspe a disposizione per poter scavare in qualsiasi terreno, venivano scelti terreni abbastanza facili da scavare a mano, ed era proprio in quella zona che la situazione era ottimale. Via Campo di Fossa nasconde infatti un’eufemismo, il fatto che lì un tempo avveniva l’inumazione appunto. I più poveri che non avevano soldi venivano sepolti in quei luoghi, senza bara, in fosse comuni, e da li si spiegano i fuochi fatui che venivano avvistati. Ci sono ancora alcuni anziani che si ricordano che fino ai primi del 900 se volevi fare una prova di coraggio dovevi dimostrare che eri coraggioso andando di notte da solo sotto il ponte di Santa Appollonia. Un luogo dove ancora oggi si può percepire un’atmosfera inquietante. Le leggende raccontano di cani affamati che di notte scavavano le fosse e li si vedeva girare con degli arti umani in bocca.

Curiosità

Una ex grande fossa comune si trova anche sotto l’Attuale Mc Donald, ci fu fatta una grande fossa per via di un’emergenza, proprio accanto alla chiesa di Sant’Antonio, chiaramente non vi è rimasto nulla poiché si parla degli inizi del 700. Pare un film horror ma è la realtà. Ecco il motivo per il quale prima del 1872 non esistono tombe nell’attuale cimitero dell’Aquila. Nel 1872 l’Aquila fu una delle ultime città in italia a doversi adeguare all’editto di Saint Cloud, l’editto di Napoleone che sosteneva che non si potevano sotterrare defunti ovunque ma che bisognava creare un luogo a dovere, un cimitero appunto. L’area stabilità fu proprio quella dove stavano i frati, gli olivetani furono mandati via, i loro cani e gatti decimati (la spietatezza umana non ha limiti), e nacque così l’attuale cimitero. Per un po’ di tempo le sepolture continuarono anche a Via XX Settembre, la memoria di ciò comunque si è persa nel passato ed ora nessuno penserebbe che dove ora sorgono case prima ci fossero fosse comuni e che invece dove ora si effettuano sepolture ci fosse un posto molto allegro.

La visita continua

La visita continua tra le tombe antiche, la seconda tappa ci porta sulla tomba della persona più longeva che vi sia sepolta, il signor Giuseppe che fu, ironia della sorte, un’accanito fumatore di pipa, nella sua foto infatti porta una pipa lunghissima che arriva fino al petto, pensate che visse 103 anni.
A seguire ci fermiamo sulla tomba di due giovanissimi sposi, la moglie venne a mancare e poco dopo anche lui lasciò questa vita, a testimonianza di quanto due persone che si amavano davvero non potessero stare lontane. Romantico seppur triste. Lasciarono una bambina appena nata ma il loro cognome è introvabile attualmente.
La quarta tappa ci porta alla tomba di un ragazzo che si suicidò all’età di 24 anni, dall’epitaffio si evince che “volle morire per non aver potuto rendere la sua vita conforme al suo sogno”. Questa storia ci riempie di tristezza e ci fa capire come l’equilibrio sia precario in questa vita e quanto si soffra nel non poter essere se stessi. Successivamente Andrea ci porta sulla tomba di Carl Eric Ulrich, unica tomba sul cimitero dell’Aquila che si trova sul sito mondiale Find a Grave, dove tu digiti il nome e cognome della persona, e chiunque abbia avuto un minimo di notorietà è segnalato, vi si trovato foto della sua tomba ed informazioni. Carl fu il primo essere umano a fare outing della propria omosessualità, viveva in Germania nel 1800 circa e quando confessò di essere omosessuale fu esiliato. Scelse l’Aquila come città dove vivere e insegnare latino e grego al liceo classico. Nonostante gli aquilani siano riconosciuti come gente chiusa e bigotta, pensate che in città si sapeva benissimo che lui fosse omosessuale e vivesse con un uomo, ed ebbe comunque una vita tranquilla, accettato dalla comunità intera. Continuò anche a scrivere diverse cose sull’omofobia durante tutto il corso della sua vita. La sua tomba fu dimenticata, era infatti nascosta tra licheni e muschi, ma fu ritrovata negli anni 80 e ristrutturata da 2 professori e da alcune studententesse dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, diventando così meta di pellegrinaggio di tutti i movimenti lgbt. La donazione per la ristrutturazione è stata fatta da un’arci gay veneta.

La sesta tappa della visita ci porta alla tomba di Francesca Chiodi in arte Paolina Giorgi, una ragazza aquilana poverissima che faceva la stiratrice per famiglie nobili, mentre stirava cantava, qualcuno si accorse che aveva una bellissima voce, divenne così la cantante di cabaret più famosa di Italia divenendo molto ricca. La triste sorte volle purtroppo che la donna venisse assassinata a Genova, a soli 28 anni da uno spasimante rifiutato che le sparò per ben tre volte, era il 1911 e non esistono registrazioni purtroppo per ascoltare la sua voce, all’epoca era difficile che ci fossero delle incisioni. Lasciò un’enorme fortuna alla sua famiglia che grazie a tutti quei soldi creò la prima ditta di trasporti pubblici aquilana la Chiodi e Capranica. 10 anni dopo la sua morte Silvio Spaventa (corriere dei piccoli) scrisse un romanzo che parlava di mondanità aquilana ipotizzando una relazione di Francesca con D’ Annunzio dandogli una connotazione un po’ da vamp, fu il primo a farlo, l’identità di donna di facili costumi però non è mai stata comprovata. Negli anni 80 le è stata dedicata una serie andata in onda su Rai 2 sempre sulla storia di Paolina Giorgi e sempre riconfermando questa sua identità di donna di facili costumi ma che probabilmente è stata inventata di sana pianta.
Come penultima tappa Andrea ci porta nell’ossario, potete immaginare cosa possa significare per i più emotivi e suggestionabili entrarvi in piena notte (in realtà erano solo le ore 20:00 circa ma era ormai buio pesto). Centinaia di ossa e teschi accatastate con grande capacità a formare solide mura, effettivamente questa parte ci ha catapultati quasi all’interno di un set di un film horror ma sinceramente nemmeno li ho potuto provare il benchè minimo fastidio. In tutto il cimitero si respira davvero un’aria di pace infinita.
La visita termina con il racconto di alcuni corpi esistenti nel cimitero che non si sono decomposti e con un’idea stravagante ma meravigliosa avuta da Andrea e da due studenti (un ragazzo ed una ragazza) del Conservatorio dell’Aquila, Francoise Ndayambaje alla chitarra e Marta Ciambotti al violino che ci hanno suonato (soli 4 minuti), una ninna nanna macabra composta dal ragazzo stesso, che mi ha lasciata a bocca aperta. Essendo amante di un genere musicale particolare infatti a me è sembrata davvero un’introduzione di un pezzo di musica black metal, tanto che ho desiderato proporgli di prestarsi a una collaborazione del genere. Inoltre Andrea ha offerto vino bianco a tutti i presenti! Che dire… Vale davvero la pena di provare questa visita notturna guidata al cimitero dell’Aquila. Magari mettendo un po’ da parte paura e chiusura mentale. Potreste rimanerne sorpresi.

Link dei prossimi eventi

31 ottobre https://www.facebook.com/events/325395354912355/ 

4 Novembre  https://www.facebook.com/events/324114201743852/

Biografia di Andrea De Petris

Inizia privatamente lo studio della chitarra classica. Successivamente si iscrive presso l’Accademia Chitarristica Aquilana, dove prosegue gli studi musicali sotto la guida del M° Agostino Valente.
Nel 1993 consegue la maturità presso il Liceo Classico dell’Aquila ed intraprende la facoltà di Lettere e Filosofia con indirizzo musicale.
Nel ’95 partecipa al Corso di perfezionamento di chitarra classica tenuto dal M° Goran Listes.
Nel ’96 collabora con il pianista Carlo Grante e con la casa discografica francese “Dante”, come redattore delle note di copertina per una collana di CD dedicata alla musica per tastiera del Barocco italiano (le note sono state tradotte in 4 lingue).
Sin dall’inizio del suo percorso musicale ha avvertito il bisogno di crearsi da autodidatta una comprensione teorica dell’arte dei suoni tale da permettergli di soddisfare quella che è la sua principale ambizione artistica: comporre musica.
Nel ’94 porta a termine una Ciaccona in mi minore, per chitarra sola, che costituisce il suo primo lavoro compiuto.


Successivamente il suo interesse si incentra sugli archi e sulle loro possibilità timbriche. Dopo il Concerto a quattro in do minore “del barocco veneziano” (1995), vengono alla luce svariati altri lavori nei quali si riscontra una fusione tra il minimalismo e l’idioma armonico italiano sei-settecentesco, particolarmente veneziano.
Oltre che compositore è autore di scritture originali.
Ha inventato racconti, sceneggiature, monologhi, soggetti, fiabe, aforismi ed alcune ideazioni teatral-musicali come: “Venezia trasfigurata”, “La Coscienza Cosmica”, “Cos’è un uomo per cui Tu te ne curi”.
Dal 2015 partecipa in qualità di attore a diverse produzioni teatrali come: “Hotel Comedy”, “Notturno Noir”, “Macbeth”.

TEL: 349/0871974
E-MAIL: andrea.depetris@live.it

Presentazione della visita di Andrea in video
https://www.facebook.com/andrea.depetris.5/videos/10214101083069528/UzpfSTEwMDAwNDk5MTgyNDQ1NDpWSzoyMTMzNzA5NDIzNTU5MDgx/
Storia di Halloween 
https://www.periodicodaily.com/la-notte-halloween-commemorazione-affonda-le-sue-radici-anche-italia-storia-eventi-feste/
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