Victor Fotso Nyie: carapace giunge a Rocca San Giovanni

La storia del carapace che giunge a terra è lo spunto per realizzare la scultura "Ancestor visit"

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Victor Fotso Nyie
Victor Fotso Nyie, Rocca San Giovanni. Ph. Andrea Fiordigiglio

L’intervento Tesori e meraviglie di Victor Fotso Nyie è diffuso in tutto il borgo di Rocca San Giovanni, si inserisce nell’architettura esistente. Quindi mette in relazione gli edifici storici, gli aspetti antropologici e il paesaggio marino sullo sfondo.


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Quale aspetto del borgo mette in evidenza Victor Fotso Nyie?

The Ancestor visit è una scultura in ceramica realizzata sulla base di un’esperienza reale, ossia la scoperta di un carapace sulle spiagge di Rocca San Giovanni. L’immaginazione ha portato l’artista a ricostruire la vita marina dell’essere prima del suo approdo finale sulla terra. Una metafora della storia dell’uomo. Ammirando i resta della cinta muraria medievale costruita da Oderisio I, abate del Monastero di San Giovanni in Venere, centinaia di teste in ceramica dorata si affacciano dalle cavità delle mura interne. Danno vita a una coreografia di Costellazioni. Dal cielo alla terra le sentinelle vegliano sul paese e i suoi abitanti. Come tirata da un arciere, Stella cadente è una freccia che svettando nel cielo raggiunge la meta a cui era predestinata: un luogo protetto, riparato.

Victor Fotso Nyie

L’artista camerunense è nato nel 1990 a Douala e è attivo in Italia, a Faenza. Fulcro della sua ricerca artistica è la condizione dell’uomo africano contemporaneo, alienato e sofferente a causa di un passato non concluso di asservimento e sfruttamento. Nei soggetti raffigurati la dimensione emotiva e spirituale è onnipresente e suscita un impatto visivo immediato che si contrappone all’invisibilità e al disprezzo. Attraverso l’uso di forme primarie e di suggestive vibrazioni di colori, i lavori si caricano di energie che producono un continuum spazio-temporale. Così le opere richiamano la forza generatrice della terra si fondono con altre che rappresentano in chiave metaforica il mondo globalizzato. Tra le mostre recenti: Rimembranza, Palazzo Turchi di Bagno, Ferrara, (solo, 2021), Mediterranea 19 Young Artists Biennale, School of Waters, Repubblica di San Marino, (2021). Ha esposto a Resilienza, Museo MAGA, Gallarate, (solo, 2021).

Esposizioni e concorsi

Quindi a MCZ Territorio: Victor Fotso Nyie, Museo Carlo Zauli, Faenza, (solo, 2021), MAD per Black History Month Florence 2021, Le Murate, Firenze (2021). Ha partecipato a MediTERRAneo XXVII concorso di ceramica contemporanea, Chiostro del complesso conventuale del Paolotti, Grottaglie, (2020). Era anche a: III Biennale d’Arte don Franco Patruno, Museo MAGI ’900, Pieve di Cento (BO), (2019), To begoing to, P420, Bologna, (2019). Il colore interiore, Le strade bianche, Prioria di S. Lorenzo, Montelupo Fiorentino, (2019). Ha esposto a: Banca BCC, Faenza, (solo) (2018), Galleria Artforum, Bologna, (2018), OpenTour, Accademia di Belle Arti di Bologna, Bologna, (2018). Ancora a: Biennale d’Arte Don Patruno, Cento, (2017), Terza edizione del concorso nazionale 2017 CeramicAppignano Convivium, Appignano, (2017). ArtSTORIA 5x5x5: 5 film, 5 artisti, 5 poetiche, Cinema Astoria, Ravenna, (solo) (2017). Il progetto di Victor Fotso Nyie a Rocca San Giovanni è coordinato da Andrea Croce.

Rocca San Giovanni

Un paese di circa 2.000 abitanti della provincia di Chieti, a Nord-Est di Lanciano. Fa parte dei Borghi più belli d’Italia. Sorge su un colle roccioso che si affaccia sulla splendida Costa dei trabocchi. Le origini di Rocca San Giovanni risalgono circa all’anno 1000 per volontà di Oderisio I e Oderisio II, abati dell’Abbazia di San Giovanni in Venere. Fecero costruire il castello, la cinta muraria e le tre torri per difendere i frati e gli abitanti delle zone da eventuali attacchi.

L’abitato

Il centro storico risale al Trecento e è medievale. Il borgo si sviluppa a spina di pesce, interamente cinto da mura. Oggi sono visibili solo dei resti della fortificazione insieme a una ben conservata torre merlata detta Torrione dei Filippini che si affaccia su una piacevole stradina alberata da percorrere. L’abitato ottocentesco, appena fuori le mura, si sviluppa lungo viale Mazzini sino al cimitero, poi si entra in Piazza degli Eroi con la chiesa madre e il palazzo comunale. Infine due grandi assi stradali conducono al belvedere Paolucci.

Immagine da cartella stampa.