Vertice dei diplomatici asiatici: Myanmar e Taiwan all’O.d.G.

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Vertice dei diplomatici asiatici

Myanmar: fermare escalation violenze è al vertice dei diplomatici asiatici. L’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (ASEAN) di 10 Paesi si è riunita oggi nella capitale della Cambogia. Per intensificare gli sforzi – finora infruttuosi – per riportare la pace in Myanmar. E per affrontare altre questioni regionali urgenti e spesso divisive. La scorsa settimana aveva condannato l’esecuzione da parte della giunta militare al potere, di quattro attivisti pro-democrazia.

Vertice dei diplomatici asiatici: di cosa discuteranno?

La Cambogia detiene attualmente la presidenza di turno dell’ASEAN, che comprende anche Filippine, Malesia, Indonesia, Laos, Singapore, Thailandia, Vietnam e Brunei. Oltre al Myanmar. I ministri degli Esteri dell’ASEAN – incontrati faccia a faccia per la prima volta dalla pandemia, discuteranno della mancanza di progressi dei “cinque punti di consenso” del blocco regionale sul conflitto in Myanmar. Concordato nell’aprile dello scorso anno. Il piano prevedeva la fine immediata della violenza. E incentivava il dialogo tra la giunta e gli oppositori del colpo di stato. In Myanmar lo scorso anno un colpo di stato, ha lasciato il Paese nel caos. La cacciata di Suu Kyi ha innescato proteste pacifiche diffuse. Che sono state violentemente represse. Tuttavia si sono evolute in una resistenza armata, e il Paese è scivolato in quella che alcuni esperti delle Nazioni Unite definiscono una guerra civile. Con il bilancio di una brutale repressione militare sul dissenso, che secondo i gruppi per i diritti umani ha superato le 2.100 vittime.

Qual è il consenso in cinque punti dell’ASEAN sul Myanmar?

Il consenso in cinque punti si concentra sulla fine immediata della violenza in Myanmar. Sul dialogo tra tutte le parti interessate, e sulla nomina di un inviato speciale. Nonchè sulla fornitura di assistenza umanitaria da parte dell’ASEAN e una visita dell’inviato speciale del blocco in Myanmar per incontrare tutte le parti. Nonostante abbia accettato il consenso, la giunta militare al potere non ha rispettato nessuna delle disposizioni stabilite. E ha continuato la sua brutale repressione della resistenza, senza sosta, secondo Human Rights Watch.

La visita di Pelosi a Taiwan

Le tensioni in corso nel Mar Cinese Meridionale con la visita a Taiwan della presidente della Camera degli Stati Uniti Nancy Pelosi, saranno un altro tema caldo all’ordine del giorno. Mentre la Cina avverte di “azioni militari mirate” in risposta alla visita di Pelosi nell’isola autogovernata, che Pechino rivendica come parte del suo territorio, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e l’alto diplomatico statunitense Antony Blinken stanno entrambi volando nella capitale cambogiana questa settimana. Oltre a Wang e Blinken, anche il ministro degli Affari esteri russo Sergey Lavrov si recherà in Cambogia alla riunione dell’ASEAN. Alla fine di questa settimana. Dopo la tappa in Myanmar per colloqui con la giunta. Dove ha elogiato i militari per aver “stabilizzato” il Paese. Mentre Josep Borrell dell’Unione europea partecipà agli incontri con le controparti dell’ASEAN nel corso della settimana.