Una Rai senza partiti è possibile?

Una Rai senza partiti è possibile? Da tempo si discute dell'influenza della politica nella Rai, ma come si può cambiare questo sistema?

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Rai senza partiti

Durante una manifestazione in ricordo di Giancarlo Siani, il Presidente della Camera Roberto Fico è tornato a ribadire uno dei suoi slogan più conosciuti: “Dobbiamo liberare la Rai dalla politica e dai partiti”.

L’obiettivo di Fico è quello di rendere il servizio pubblico immune alle influenze parlamentari e politiche. “Departizzare la Rai è fondamentale, perchè se cambia la Rai può cambiare anche il Paese”.

E’ giusto riformare la Rai?

Pochi giorni fa, Roberto Fico ha commentato le elezioni dicendo che “la questione Rai è tra i temi identitari del Movimento Cinque Stelle”. Il politico in questione non è nuovo a questa “battaglia”. E’ da anni che di tanto in tanto ribadisce questo concetto, spesso durante delle dichiarazioni pubbliche.

Già nell’ottobre del 2019, aveva annunciato che c’era seriamente bisogno di una riforma. Fico ha poi aggiunto che questo cambiamento non stava avvenendo, perché molti politici e partiti non sembravano d’accordo.

In ogni caso, l’operazione di riforma della Rai non sarebbe ne’ immediata ne’ semplice. Come verrebbe gestito il servizio pubblico? Con quali criteri di nomina? Come si riforma la Rai?

Come fare una Rai libera dai partiti

Secondo molti, l’attuale modello di governance della Rai, si presta a inefficienze e influenze politiche. Queste critiche vengono mosse periodicamente. Un esempio è Carlo Verdelli, che è stato direttore editoriale per l’offerta informativa della concessionaria pubblica.

Verdelli vede nella Rai due principali ostacoli. Nonostante ci siano degli ottimi professionisti, il loro lavoro viene intralciato dall’influenza dei partiti e da una buona dose di inefficienza. Dobbiamo inoltre ricordare che, l’azienda, è ormai da tempo in grandi difficoltà economiche. Si stima che nel 2019 aveva un debito di circa 400 milioni di euro. Secondo molti questo problema potrebbe essere risolto migliorando la qualità dell’informazione, un modo efficace per rimanere sul mercato e magari crescere.

Nel caso della Rai,il pluralismo di raggiunge distribuendo l’influenza delle varie forze politiche tra i vari canali, secondo molti questo concetto è sbagliato. Da una parte, è vero che non sarebbe giusto che tutti e 5 i canali, siano in mano a una sola forza politica. Dall’altra, ci sono altri metodi per favorire l’informazione e il pluralismo. Uno di questi può essere, ad esempio, andare verso delle scelte giornalistiche autonome e libere dall’influenza dei partiti.

La riforma della Rai

I problemi dell’azienda li abbiamo già elencati. Partendo da questi, per migliorare il contenuto dell’emittente televisiva si dovrebbe migliorare la qualità dei suoi prodotti, renderla più efficiente e organizzata. Secondo altri, è necessario inoltre eliminare tutti i contenuti commerciali, non legati all’obbiettivo del servizio pubblico.

Secondo il Foglio, il consiglio di amministrazione dovrebbe venir nominato dal Presidente della Repubblica. Il Governo gli proporrebbe quattro membri e i dipendenti Rai un ultimo membro. Anche l’amministratore delegato dovrebbe venir scelto con la stessa procedura, sempre su proposta del Governo.

Questa proposta utilizza come modello quello della BBC, in particolare la sua recente riforma. L’organizzazione del media britannico è da sempre considerato un modello di indipendenza e imparzialità.

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