lunedì, Marzo 4, 2024

Tribù maori contro i NoVax: chi rimarrà a sostenerli?

Ultimamente non passa giorno dove qualcuno non si dissoci dalle manifestazioni NoVax. Se fino a pochi giorni fa abbiamo assistito alla raccolta firme dei cittadini piuttosto che alle proteste dei commercianti per i danni causati dalle manifestazioni oggi è il giorno della tribù neozelandese Ngati Toa. La tribù maori si schiera contro i NoVax per limitare l’uso del loro famoso rituale “Ka Mate”, diventato famoso nel mondo sopratutto grazie agli All Blacks.

Perché la tribù maori si schiera contro i NoVax?

La tribù Ngati Toa è ufficialmente riconosciuta dal parlamento neozelandese come la custode della Ka Mate con una legge del 2014. Questo rituale nell’ultimo periodo è stato utilizzato nelle manifestazioni dei NoVax per protestare contro le restrizioni messe in atto ad arginare la pandemia. Seppur la legge non preveda sanzioni per chi abusa del rituale la tribù maori si schiera contro i NoVax e in una nota chiede di non utilizzarlo. “Ngati Tao condanna l’uso della haka Ka Mate per promuovere messaggi contrari alla vaccinazione anti-Covid 19. Insistiamo affinché i manifestanti smettano immediatamente di usare il nostro taonga”. Questa è la dichiarazione rilasciata alla tribù con sede vicino a Wellington e riportata da ANSA questa mattina.

La situazione in Italia

Anche in Italia la minoranza NoVax inizia a infastidire altre categorie e si dissocia. L’esempio su tutti è stata la raccolta firme dei triestini contro le manifestazioni dei portuali. Migliaia le firme raccolte in poche ore, segno di un divario sempre più ampio tra chi ha accettato le norme anti Covid e chi invece non le tollera. Senza contare poi le proteste che si stanno sollevando in tutta Italia da parte dei commercianti che vedono limitate le loro entrate a causa delle manifestazioni di ogni weekend. Ma ora c’è un altro motivo che sta facendo infuriare i cosiddetti SiVax e la spiega al meglio Luigi Bartoletti, capo delle USCAR (unità speciali anti Covid della Regione Lazio): “Sa qual è il paradosso? Stiamo usando, con buoni risultati, gli anticorpi monoclonali per i pazienti a rischio, quasi sempre non vaccinati con più di 65 anni. Chi non si fida della scienza viene salvato dalla scienza”. Praticamente chi sta rifiutando i vaccini e contribuendo al perdurare della pandemia viene curato con la cura più costosa.

Rischio chiusure?

Negli ultimi giorni le notizie si susseguono alla velocità della luce e a ogni ora ci sono nuove proposte sul tavolo. Al momento il Governo lavora per assicurare un Natale con meno restrizioni possibili. Lavoro comunque arduo vista l’impennata di ricoveri del 24%. Si inizia a vociferare anche dei primi rifiuti da alcuni ospedali per cure mediche non Covid a causa di molti posti letto occupati da pazienti positivi al virus. I numeri però rimangono ben più bassi rispetto al 2020. Per fare un paragone: in Lombardia oggi sono ricoverati in terapia intensiva 50 pazienti, esattamente l’anno scorso erano 817. Segno che per quanti difatti possano avere i vaccini stanno funzionando e hanno più benefici che rischi. Il Governo sembra più intenzionato a rendere più rigide le regole per il Green Pass piuttosto che puntare di nuovo alle chiusure. Infatti ora si parla di una riduzione del tempo di validità del Green Pass e di una stretta sulla validità dei tamponi che daranno accesso solo al posto di lavoro. Comunque rimane in vigore il coprifuoco per le zone arancioni e rosse. Le prossime settimane ovviamente saranno decisive.

In arrivo la pillola anti Covid

Intanto sembra che una nuova arma si stia per aggiungere alla lotta contro la pandemia. Gli esperti precisano che il vaccino è al momento l’unico modo per prevenire l’aggravarsi della malattia ed è importante non far passare in secondo piano la campagna vaccinale. Ma per quei casi che si dovessero aggravare è in arrivo una pillola che sembra marginare i rischi dopo il contagio. Al momento ha superato tutti i test e l’Ema sta lavorando per le procedure di autorizzazione ma, intanto, i singoli Paesi possono autorizzare il farmaco in modo autonomo. Aifa sembra che darà il parere favorevole entro inizio dicembre e poi tutto sarà in mano al Ministero della Salute per la scelta finale.


E se la tribù maori si schiera contro i NoVax intanto a Milano trovano un nuovo sostegno. Leggi anche: Robert Kennedy Jr. a Milano si unisce alle proteste NoVax


Jari Girardi
Jari Girardi
Giornalista non giornalista. Scrivo per diletto ma provo qualcosa nel raccontare la verità. Ironico, a volte troppo. Non so farne a meno e continuerò. Sarcastico quanto basta. Polemico costruttivo, di distruzione ce n'è ormai troppa. Ho passione per la batteria, la chitarra, la musica in genere, gli animali e la mia moto. Convivo con la mia ragazza, una tartaruga, una gatta e un cane. Nel tempo libero ho un lavoro fisso ma niente di serio.

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