TORINO, MUSEO EGIZIO: “ARCHEOLOGIA INVISIBILE”

Sapere umanistico e sapere scientifico uniti nella ricerca del mondo invisibile degli oggetti dell’Antico Egitto

Il museo (luogo sacro alle Muse), si sa, è uno spazio circoscritto di conservazione e di fruizione della cultura materiale antica, moderna o contemporanea, ma è anche l’ambiente ideale per la ricerca e per la conoscenza di nuovi aspetti del patrimonio in esso conservato.

Museo Egizio Torino
“Archeologia invisibile”, Museo Egizio, Torino

Ed è proprio da questa idea di museo, come contesto attivo e dinamico, che nasce l’idea della mostra “Archeologia invisibile” (Museo Egizio dal 13 marzo 2019 al 6 gennaio 2020), una selezione di alcuni reperti archeologici della collezione del Museo Egizio di Torino, analizzati non solo dal punto di vista umanistico – archeologico, ma anche scientifico – tecnologico.

Cofanetto "Archeologia invisibile" mostra temporanea Museo Egizio di Torino
Cofanetto decorato con scena di vita quotidiana e relativa analisi dei colori usati

“Oggi ci troviamo immersi nella cosiddetta rivoluzione digitale che ha già profondamente trasformato il nostro approccio cognitivo ed il modo di lavorare – spiega Christian Greco, direttore del Museo Egizio e membro del progetto scientifico della mostra – In ambito archeologico la fotogrammetria e la modellazione 3D mettono in grado gli archeologi di documentare l’intero processo di scavo e di ricostruire contesti anche dopo la rimozione. Lo scienziato e l’umanista devono lavorare sempre di più assieme per cercare di dipanare la complessità del mondo contemporaneo”.

papiro egizio, mostra "Archeologia invisibile"
Antico papiro egizio su cui sono state condotte analisi degli inchiostri e del papiro

La mostra “Archeologia invisibile” conduce i visitatori alla scoperta della “biografia” di alcuni manufatti dell’Antico Egitto: dal sito archeologico in cui sono stati rinvenuti alla loro funzione, dal materiale con cui sono stati realizzati al loro stato di conservazione.

mummia di cane
Mummia di canide avvolta in bende

La ricchezza e la precisione dei dati raccolti sono resi possibili grazie all’ utilizzo di tecnologie scientifiche moderne non invasive che consentono una conoscenza approfondita, oltre il visibile, del reperto senza alterarne l’integrità.

Attraverso questo congiunto metodo di ricerca, umanistico e scientifico, è stato possibile, ad esempio, approfondire la conoscenza del cospicuo corredo funerario della Tomba di Kha che giunse nella collezione del Museo Egizio oltre un secolo fa. Oggi l’azione sinergica di analisi radiografiche e TAC ha permesso di scoprire le mummie di Kha e della sua sposa Merit, eseguendo un vero e proprio sbendaggio virtuale, scoprendo così che questa coppia di oltre 3400 anni fa, per il suo viaggio nell’ aldilà, venne ornata con gioielli di fattura raffinata, quali anelli, bracciali, collane, orecchini e uno “scarabeo del cuore”, monili che, oggi, si possono vedere grazie alla modellazione 3D.

L’indagine multispettrale ha permesso di raggiungere fondamentali scoperte sulla chimica dei colori usati nell’ Antico Egitto, come il “blu egizio”, il primo colore sintetico nella storia dell’umanità.

Sarcofago scriba reale di Butehamon
Una delle fasi del video mapping sul modello in scala 1:1 del sarcofago dello scriba reale di Butehamon

L’innovazione tecnologica è applicata anche ai metodi espositivi museali. Ad accogliere il visitatore nell’ultima sala è infatti un’interessante e affascinante installazione in video mapping, la proiezione su un modello in 3D in scala 1:1 del sarcofago dello scriba reale di Butehamon, che rappresenta il clone digitale dell’originale esposto in sala. Con questa metodologia, estremamente chiara, viene descritta la storia del sarcofago: dalla sua realizzazione alla sua musealizzazione, dalla sua prima decorazione, al suo invecchiamento al suo restauro finale.

Video mapping sarcofago scriba reale, Torino, Museo Egizio

Una delle fasi del video mapping sul modello in scala 1:1 del sarcofago dello scriba reale di Butehamon

“Percorrere la mostra permette così di sondare un ulteriore livello di invisibilità dell’archeologia – afferma Enrico Ferraris, egittologo del Museo Egizio e coordinatore scientifico dell’esposizione – in quanto ne svela anche lo stretto legame con aree scientifiche apparentemente lontane, ma senza il cui contributo oggi sapremmo molte meno cose sull’ Antico Egitto”.

– Progetto scientifico: Christian Greco, direttore del Museo Egizio, ed Enrico Ferraris, egittologo del Museo Egizio.

– Coordinamento scientifico: Enrico Ferraris, egittologo del Museo Egizio.

– Catalogo mostra a cura di Caterina Ciccopiedi, edito da Franco Cosimo Panini Editore.

Museo Egizio di Torino
Locandina mostra “Archeologia invisibile”, Torino, Museo Egizio

INFO:

“ARCHEOLOGIA INVISIBILE” dal 13 marzo 2019 al 6 gennaio 2020

Museo Egizio, via Accademia delle Scienze n. 6 – Torino –

tel. + 39 011 4406903

info@museitorino.it

www.museoegizio.it

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