Temporali di calore: perché piove sempre alla stessa ora?

Tra qualche giorno cade il solstizio d’estate, che segna ufficialmente il passaggio dalla primavera alla stagione estiva. Mentre la bella stagione, quella meteorologica, è iniziata con il mese di giugno, che adesso sta regalando giornate calde, con punte di temperatura massima anche poco superiori ai 30°. Tuttavia, fino ad una settimana fa, si è verificato un fenomeno particolare, definito ‘temporali di calore. Vediamo di cosa di tratta.

Temporali di calore

Ecco cosa sono i ‘temporali di calore’, detti anche ‘termoconvettivi’: giornate che iniziano col sole e cielo terso. Nemmeno una nuvola nella volta celeste. Temperatura gradevole. Tutto lascia presagire che sarà una giornata di tempo bello. E poi, all’improvviso, ogni pomeriggio, alla stessa ora, per diversi giorni, il cielo inizia ad annuvolarsi e assume un colore grigiastro, fino a verificarsi forti rovesci. E’ successo anche a Roma, certamente per tutti i primi giorni di giugno, alle 17. La puntualità dei temporali corrisponde proprio al fenomeno definito ‘temporali di calore’. Si tratta di un fenomeno meteorologico usuale nei caldi mesi estivi.

Infatti, è tipico della stagione calda. Si manifesta tra la primavera, a partire da aprile e maggio. Come pure in estate e nella prima parte dell’autunno. Questo si verifica solitamente nel pomeriggio-sera. Infatti, nel primo pomeriggio i temporali si iniziano a formare sull’appennino reatino. E poi arrivano verso la pianura. Quindi, anche Roma.

Caratteristiche

Le piogge si formano durante il pomeriggio in prossimità degli appennini. Pur brevi, possono produrre fenomeni intensi. Dal punto di vista barometrico, il temporale di calore è costituito da una ‘punta’ situata nella curva barometrica. Essa è definita ‘naso del temporale’. Coincide con lo sfondamento dell’aria fredda discendente. Cessa il temporale e la pressione riprende il suo valore normale. La temperatura torna a salire.

Perché piove sempre alla stessa ora?

Intanto, il temporale di calore si manifesta anche in altre zone d’Italia. Così come è avvenuto nel Lazio, si sono verificati in altre regioni italiane, come ad esempio la Campania e la Puglia, rispettivamente sempre allo stesso orario in ogni zona.

Il temporale di calore è generato dall’aria calda che tende a salire. Il terreno è riscaldato dai raggi del sole e, appunto, l’aria calda sale verso l’alto, sotto forma di bolla d’aria calda. Più questa bolla sale, più l’aria si raffredda e inizia a condensare, mancando l’alta pressione. Raffreddandosi, si iniziano a formare le nubi che diventano via via più imponenti. A questo punto, appaiono gocce e nuvole. Infatti, le correnti ascensionali alimentano i temporali. Le gocce iniziano a muoversi su e giù nella nuvola. Si crea tensione. Questa verrà scaricata attraverso l’acquazzone o il temporale.

Fase di maturazione di un temporale di calore

‘Dalla parte superiore sfuggono dei filamenti fibrosi che vengono chiamati “falsi cirri”, stratificazioni nuvolose. Qualche volta, in presenza di cumulonembi molto intensi, i “falsi cirri” possono formare un velo di cirrostrati attorno l’incudine del cumulonembo’. Il cumulonembo è la nube tipica dei temporali. E’ costituita da un denso cumulo di grandi proporzioni. Si valuta per le caratteristiche di compattezza, estensione e colore. Tecnicamente, così gli esperti di meteorologia spiegano come si originano i temporali di calore .

Dal cumulonembo, ha inizio il temporale. Trascorsa circa un’ora, a volte due, la nube tende a diminuire di volume. Le piogge terminano. Come terminano i tuoni e i fulmini.

La fase finale e la morte di un temporale di calore

Quando inizia un temporale, con le prime gocce di pioggia che cadono al suolo, si origina una corrente discente. La sua velocità aumenta e, per correnti divergenti dell’aria, finiscono i moti ascendenti. Si crea un moto discendente che perdura fino alla fine della temporale.

Cosa è accaduto a Roma

Nello specifico, a Roma e nel Lazio, come in altre parti dell’Italia, per ben tre settimane ci sono state correnti continue provenienti da Nord Est. Quindi il temporale di calore che avviene sull’appennino reatino e della zona del frusinate, si spinge verso la pianura romana.

Ciò poiché la circolazione atmosferica è bloccata, proprio per via di queste correnti.

A trubbéa d”e ccerase è il temporale di calore a Napoli

I napoletani hanno visto arrivare, a giugno, sempre alla stessa ora, per diversi giorni consecutivi, ‘a trubbéa d”e ccerase’. E’ l’espressione in dialetto napoletano che indica il temporale di calore. Cioè il repentino cambiamento delle condizioni del tempo.

Questa espressione deriva da ‘trubbéa’, che si origina dal greco ‘tropaía’, cioè ‘tempesta’, e ‘cerase’, che in singolare corrisponde a ‘ciliegia’. ‘Cerase’ deriva dal latino ‘cèrasum’, e dal greco ‘Keràsion’, associato alla città di Cerasunte, da dove si pensa siano arrivate le ciliegie.

La trubbèa è un violento ed improvviso temporale. Il riferimento alle ciliegie è dovuto alla maturazione del frutto che avviene a maggio. Si indica, con questa espressione, piogge torrenziali e temporali, per cui a metà giornata, e dopo una mattinata di caldo intenso, si manifestano precipitazioni intense. E poi termina, facendo rispuntare un bel sole.

https://www.periodicodaily.com/e-alluvione-si-rischia-di-battere-il-record-di-pioggia-storico/

Donatella Palazzo
Donatella Palazzo
Psicologa individuale, familiare e di coppia, e scrittrice. Sessoanalista (Istituto Italiano di Sessoanalisi e Dinamiche Sessuali). Specialista delle Risorse umane. Progettista in ambito sociale e scolastico. Membro dello Staff della Casa Editrice Noitrè. L'attività comprende, tra l'altro, la valutazione dei contributi di prossima pubblicazione, l'organizzazione degli eventi da presentare al pubblico e altro in ambito culturale.

Related Articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Stay Connected

0FansLike
0FollowersFollow
0SubscribersSubscribe
- Advertisement -spot_img

Latest Articles