Simone Bacco: Maratona e fuga dal tempo a Spinazzola

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Simone Bacco
Simone Bacco, Spinazzola. Ph Christian Mantuano

La maratona è un evento dal fascino dirompente, capace ancora oggi di attivare e paralizzare intere città coinvolgendo corridori e pubblico. Una dimensione circolare e temporanea in cui coesione sociale e competizione agonistica convivono. Partendo da queste riflessioni, Simone Bacco propone un’installazione diffusa che sfida Spinazzola con l’organizzazione di una vera e propria competizione. La gara è caratterizzata, però, dall’impossibilità di vincere.


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Come funziona l’intervento di Simone Bacco a Spinazzola?

L’installazione è interamente contenuta entro i 700 metri che definiscono il perimetro del centro storico della cittadina. Maratona si sviluppa all’interno di una scenografia che combina l’immaginario di una sagra di paese al contesto di sponsor tecnici di eventi sportivi globali. Il lavoro ha una direzione estetica utopistica e futuristica. Interessato a attivare forme di partecipazione che intersecano luoghi e comunità, Bacco fa della manifestazione uno strumento per coinvolgere la cittadinanza. Crea un processo di cui sono note le premesse, ma imprevedibili i risultati. Elementi inattesi, performativi e teatrali accompagnano l’intervento e la gestione della prova. Apre alla possibilità di barare, improvvisare e perdere deliberatamente. Maratona è sospesa tra temporalità diverse e rarefatte.

Il percorso di Maratona

Circondato da pubblicità di un futuro di cui non conosciamo i simboli, il portale di partenza e arrivo in paglia risulta dalla mietitura locale fa eco alle vicine rovine del Castello. Porte secondarie invitano a trasgredire il circuito stesso della competizione, aprendo alla coesistenza di tante esperienze quanti i partecipanti coinvolti. In questo gioco caleidoscopico di prospettive, Maratona mette al centro la questione del tempo, della competizione dei corridori, dell’attesa e del tifo. Anche l’attimo in cui ognuno di noi faticosamente insegue nell’agonismo quotidiano della nostra società. Non è allora, forse, la liberazione dall’ossessione della vita che sfugge il vero premio della gara?

Simone Bacco

Nasce nel 1995 a Roma, dove vive e lavora. “Il luogo” è l’elemento centrale della ricerca di Simone Bacco. La sua pratica si contraddistingue infatti per una particolare sensibilità nei confronti di rovine, territori abbandonati, danneggiati o dimenticati. La memoria, la fine, l’aspettativa e la temporalità sono tematiche ricorrenti e si risolvono spesso nella stessa attuazione poetica. Si diploma nel 2021 al Biennio di Pittura presso l’A.B.A. di Roma. Nello stesso anno prende parte alla mostra collettiva Carta Coreana a cura di Claudio Libero al Museo Bilotti di Roma e al progetto SCOPPIO a cura di Federico Arani in Umbria.

I progetti

Al fianco della sua sperimentazione individuale porta avanti una serie di progetti collaborativi: UNCONFORMITY–Laboratorio collettivo di modellazione del reale. Un’idea che si sviluppa da un dibattito con altri artisti sulla desensibilizzazione del periodo storico che stiamo vivendo. A PRIORI MAGAZINE, è una rivista di ricerca e coordinamento sociale, culturale e poetico tra allievi delle ABA e ISIA in Italia sviluppato in collaborazione con la Consulta degli studenti dell’istituto di Roma. FUOCHI ALLEGRI è un organismo che attraverso un lavoro di coautoraggio totale dà vita a feste itineranti, no-profit e autofinanziate. Nel 2021 co-fonda il project-space PORTO SIMPATICA, all’Urbe, insieme a 8 artisti e altri lavoratori cognitivi. Il progetto di Simone Bacco a Spinazzola è coordinato da Voga Art Project–Bianca Buccioli, Nicola Guastamacchia, Flavia Tritto.

Spinazzola

Una cittadina di circa 6.000 abitanti della provincia di Barletta-Andria-Trani, incastonata tra la Puglia e la Basilicata. Alla Sella di Spinazzola si congiungono le Murge e l’Appenino Lucano attraverso la Fossa Bradanica, solcata dal Fiume Bradano e dai suoi affluenti. La struttura urbanistica del Borgo antico medievale, un tempo fortificato e con varie porte di accesso, è a pianta pentagonale. La città si sviluppa sullo sperone della collina che si affaccia sulla Valle Ulmeta detta anche Grava dei Francesi. Agli inizi del 1700 ha iniziato a espandersi fuori le mura del borgo antico dando vita alle strade principali che oggi portano il nome di Corso Umberto I e Corso Vittorio Emanuele II.

Turismo e agricoltura

L’economia locale è basata prevalentemente sull’agricoltura, sull’artigianato, l’industria meccanica e il turismo. In particolare, soprattutto negli ultimi anni, si è investito molto sul turismo, dal rilancio delle Cave di Bauxite, i paesaggi, il ponte dei 21 Archi. Oggetto di progetti di valorizzazione le Fontane Storiche, Pilone, Raica, Dirolla, Gadone Turcitano, San Francesco, Accanata, Casalvecchio, Paredano, San Vincenzo e pure l’enogastronomia. Le realtà locali investono nella promozione di prodotti tipici del territorio come la Salsiccia a Punta di Coltello, il fungo cardoncello, i legumi. Importante anche la produzione di olio extravergine di oliva.

Immagine da cartella stampa.