mercoledì, Giugno 12, 2024

Sharenting, genitori che condividono contenuti dei figli sui social

Lo sharenting è un fenomeno molto diffuso ai giorni d’oggi, figlio dell’era tecnologica. Rappresenta la condivisione online costante da parte dei genitori di contenuti che riguardano i propri figli, come le foto, i video, le ecografie e le storie. Può generare dei rischi, ad esempio violazione della privacy, furto di identità, adescamento online, pedopornografia.

Sharenting

Lo sharenting rappresenta la condivisione online costante da parte dei genitori di contenuti che riguardano i propri figli/e, come le foto, i video, le ecografie e le storie.

Deriva dalle parole inglesi ‘share’, cioè condividere, e ‘parenting’, cioè genitoriale. Quindi, è la pratica di pubblicazione di foto, video e altri contenuti sui figli da parte dei genitori. In buona fede, trasportati dalla gioia di un momento da condividere, si pubblicano immagini dei propri figli. Il rischio è dietro l’angolo. Esso è direttamente legato all’immoderata e costante sovraesposizione sui social network. Si apre, chiaramente, una riflessione sul “tema della protezione dello sviluppo della personalità del minore nello spazio virtuale”.

Le nuove tecnologie ed essere sempre connessi portano a percepire la condivisione sui social come qualcosa che fa parte della propria identità.

I rischi

I rischi che possono verificarsi sono molteplici. Spesso, i genitori non ne sono al corrente. Come pure non se ne rendono conto. Non ne hanno proprio la percezione.

Ma questi rischi sono reali e concreti. Infatti, da studi è emerso che le immagini condivise online dai genitori sono state trovate nel web, all’interno di siti pedopornografici. Infatti, i pedofili possono non aspettare altro per rubare le immagini. Come pure, lo sharenting può far conoscere informazioni sulle abitudini e gli spostamenti della famiglia del sovraesposto. In tal senso, il rischio maggiore è di adescamento. Quindi, i dati sensibili dei figli, come le passioni, lo sport, la scuola e le abitudini forniscono una base per l’avvicinamento e l’adescamento online.

Il National Center for Missing and Exploited Children nel Regno Unito ha effettuato ricerche ed è emerso che circa la metà delle immagini che si trovano sui siti pedopornografici, sono stati inizialmente pubblicati dai genitori sui profili dei social network.

Già questo dato dovrebbe portare ad evitare di pubblicare le foto dei bambini.

Il Garante della Privacy

Il Garante della Privacy favorisce la conoscenza del rispetto dei dati personali. Questo organo collegiale ha posto dei suggerimenti per limitare la diffusione online di foto e video di minori. Sottolinea che la privacy non può essere violata e deve esserci la riservatezza dei dati personali e sensibili. I minori, inoltre, sono protetti dal diritto alla privacy anche grazie alla Convenzione dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Effetti della violazione dei diritti alla privacy

La mancata tutela dell’immagine può avere, tra i più piccoli, conseguenze a livello psicologico. Fino a minarne il benessere.

Non si conosce cosa ne sarà delle immagini condivise. Inoltre, tali immagini possono essere modificate ed essere trasformate in materiale pedopornografico.

Consigli pratici

Per evitare il riconoscimento dell’individuo, si possono mettere in pratica accorgimenti precisi. Ad esempio, renderne irriconoscibile il viso, sgranando l’immagine, o coprendo il viso con una ‘emoticon’.

Seguire le ulteriori indicazioni del Garante può essere un modo per consentire di aggirare i rischi.

Infatti, il Garante suggerisce di permettere soltanto alle persone che si conoscono, o a quelle affidabili di vedere le immagini sui social network.

Inoltre, si deve concordare con i parenti e gli amici di non pubblicare o ricondividere immagini dei figli senza permesso.

Meno sharenting, più comunicazione

La gioia di condividere immagini e video dei propri figli sui social network può far cadere nell’eccessiva pubblicazione, che abbiamo visto essere una pratica pericolosa.

Intanto, è interessante e valido educare anche i figli ai pericoli e ai rischi della condivisione dei contenuti online. Creare un clima di dialogo e di ascolto, in vista della propria protezione e affinché il web sia uno spazio sicuro in cui muoversi.

Conclusioni

Recentemente, per prima, la Francia ha preso provvedimenti contro lo sharenting. Infatti, è stata approvato dall’Assemblea Nazionale un ‘progetto di legge per garantire ai bambini e alle bambine il rispetto del diritto alla loro immagine’. Esso ha l’obiettivo di far comprendere ai genitori che sono i maggiori responsabili della protezione della privacy dei propri figli. Ciò perché permette ai più piccoli di sviluppare benessere emotivo e sano equilibrio.

E’ necessario sensibilizzare rispetto alla pratica dello sharenting. Anche attraverso il coinvolgimento delle istituzioni e degli enti pubblici. Come pure, attraverso campagne di comunicazione, convegni, seminari dedicati all’analisi del fenomeno e all’importanza della tutela della privacy sul web.

E’ importante che i genitori acquisiscano consapevolezza rispetto al fenomeno, imparando anche ad utilizzare i social network in maniera funzionale e personalizzata.

https://www.periodicodaily.com/smartphone-e-computer-non-devono-essere-usati-al-di-sotto-dei-3-anni/

Donatella Palazzo
Donatella Palazzo
Psicologa individuale, familiare e di coppia, e scrittrice. Sessoanalista (Istituto Italiano di Sessoanalisi e Dinamiche Sessuali). Specialista delle Risorse umane. Progettista in ambito sociale e scolastico. Membro dello Staff della Casa Editrice Noitrè. L'attività comprende, tra l'altro, la valutazione dei contributi di prossima pubblicazione, l'organizzazione degli eventi da presentare al pubblico e altro in ambito culturale.

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