Scade la convenzione di Tirrenia: l’ennesima ferita

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convenzione di tirrenia

La Sardegna è la prima regione italiana a passare alla zona bianca. La notizia sta ormai facendo il giro del mondo. Tant’è che sono sempre più numerosi i post di facebook che si danno alla boutade. Inventando scuse per stabilirsi nell’isola. Eppure, pare che sia arrivato anche il famoso bastone tra le ruote. Scade la convenzione di Tirrenia riguardante i viaggi verso la Sardegna e le Isole Tremiti.

Convenzione di Tirrenia: quali saranno le conseguenze?

La data ufficiale della scadenza è lunedì primo marzo 2020. Dunque, meno di ventiquattro ore ci separano dal famigerato giorno. Sono molti i viaggiatori e le viaggiatrici che temono di rimanere bloccati/e nelle isole. Separati/e dalla meta desiderata dall’acqua marina. Nella quale si rispecchiano sogni e speranze. Quei principi che si sentono sempre più forti in questo periodo di pandemia. E che, purtroppo, in molti casi, sembrano sfumare giorno dopo giorno. In particolare, i timori più concreti sono quelli coloro che devono percorrere le tratte Civitavecchia-Cagliari, Cagliari-Palermo, Cagliari-Napoli, Genova-Olbia e Termoli-Tremiti. <<Il collegamento via mare tra il porto di Termoli (Campobasso) e le Isole Tremiti (Foggia) proseguirà>>. Afferma il sindaco delle Isole Tremiti Antonio Fentini, dopo aver parlato con i funzionari e le funzionarie del ministero.

“E c’è anche forte preoccupazione per l’occupazione qualora venisse presa in considerazione la clausola sociale. E poi non ha aiutato e non aiuta l’atteggiamento attendista della Regione, che non consente all’isola di avere certezza di collegamenti marittimi di frequenze e di tariffe”. Prosegue l’uomo. Di certo la situazione non appare come rassicurante. Soprattutto in un periodo caotico come quello che stiamo vivendo. Tuttavia, nulla verrà lasciato al caso. E nessuno/a rimarrà isolato/a. A tal proposito, Ansa afferma che si sta mettendo a punto un bando per quanto riguarda la tratta Civitavecchia-Cagliari e Termoli-Tremiti. Tale provvedimento scadrebbe il 20 aprile. Dunque, un lasso di tempo abbastanza lungo per far fronte alla situazione.


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“Fernweh”

Il significato di questa parola tedesca è attinente al periodo che da ormai un anno fa parte della nostra normalità. Letteralmente, “Fernweh” significa “Nostalgia dell’altrove”. Dunque, il termine descrive quel sentimento di malinconia che si prova nel sentirsi limitati in uno spazio ristretto. Quella voglia e quel bisogno di viaggiare, d’esplorare, che però non può essere soddisfatta. Mai come in questo periodo tutti/e noi possiamo comprendere appieno questa sensazione. Da dodici mesi a questa parte il nostro fluire vitale sembra essersi limitato. Frenato. Circoscritto in uno spazio i quali bordi sono ben delineati. Il tutto in nome di una battaglia che stiamo ancora combattendo. E che dobbiamo vincere a ogni costo. Anche per tutte quelle vite che sono già state portate via.

Tuttavia, dobbiamo riconoscere il problema per quello che è. A trecentosessanta gradi. Sarebbe infatti ipocrita limitarci a descrivere il tutto come “Norme alle quali ci stiamo abituando”. Perché è vero, l’essere umano è un animale di facile adattamento. Tuttavia, rimane un essere dalla memoria conservatrice. Il quale custodisce il ricordo di un bagaglio a mano. Di un biglietto acquistato all’ultimo momento. Con l’unica preoccupazione di scegliere tra un hotel più economico e un altro più comodo. Nonché la libertà di muoverci altrove per studio o per lavoro. O semplicemente per interesse. Ecco perché anche la notizia riguardante la convenzione di Tirrenia riesce a destabilizzarsi. Poiché, malgrado le rassicurazioni delle istituzioni, questo appare come l’ennesimo schiaffo. Come l’ennesima ferita da rimarginare. Uno dei tanti sintomi di questa “Nuova normalità”.