Russia: le sanzioni iniziano a colpire l’economia

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Polonia: bisogna continuare ad imporre sanzioni alla Russia

La governatrice della Banca centrale russa lancia l’allarme: “Le sanzioni iniziano a colpire l’economia della Russia”. Ma il presidente Putin nega: “L’economia russa si sta stabilizzando”. Intanto, prosegue la guerra in Ucraina e giungono nuove scoccanti notizie. Secondo le autorità ucraine, 5mila bambini sarebbero stati “deportati con la forza” da Mariupol in Russia.

Le sanzioni iniziano a colpire l’economia della Russia?

La governatrice della Banca centrale russa, Elvira Nabullina, in un discorso alla Duma, ha affermato che le sanzioni imposte dall’Occidente “hanno colpito in un primo momento il mercato finanziario anche se ora avranno un impatto forte sull’economia russa”. Nebullina ha poi sottolineato che “il periodo in cui l’economia possa vivere di scorte è limitato”. “La Banca centrale non proverà ad abbassare l’inflazione a ogni costo perché questo limiterebbe l’adattamento dell’economia alla nuova situazione caratterizzata dalle sanzioni. La Russia deve affrontare nel secondo e nell’inizio del terzo trimestre cambiamenti strutturali della sua economia a seguito delle sanzioni imposte dopo il conflitto in Ucraina, cambiando il suo modello di business”, ha affermato la governatrice della Banca centrale.  

Arriva però subito la smentita da parte del presidente russo Vladimir Putin, il quale afferma che la situazione economica in Russia “si sta stabilizzando”. Putin ha poi sottolineato che anche l’inflazione si sta stabilizzando, con il rublo che torna ai livelli di prima dell’inizio della guerra in Ucraina. Il presidente russo ha infine aggiunto che il “blitzkrieg economico” lanciato dall’Occidente contro Mosca attraverso le sanzioni è fallito.  

Deportati 5mila bambini ucraini

Mentre in Russia Putin smentisce la governatrice della Banca centrale, dall’Ucraina giungono nuove notizie scioccanti. Secondo quanto riferito dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, circa 5mila bambini sarebbero stati deportati dalla regione di Mariupol in Russia. Il Crimean Human Rights Group ha reso noto che i militari russi hanno portato via con la forza da Mariupol circa 150 bambini. La maggior parte dei bambini erano ricoverati negli ospedali per curare le ferite e non erano orfani. Il sindaco di Mariupol, Vadym Boichenko, ha affermato che le forze russe hanno deportato illegalmente circa 40mila civili. Boichenko ha detto che i numeri sono stati “verificati attraverso il registro municipale”, sebbene debbano ancora essere verificati in modo indipendente.

La Polonia nega l’aborto alle profughe ucraine

Anche dalla Polonia non giungono notizie incoraggianti. La Polonia è diventata il paese simbolo nell’accoglienza dei rifugiati ucraini. Secondo i dati, ha infatti accolto oltre 2 milioni di profughi, di cui il 90% sono donne e bambini.  Ora, però, l’attivista di “Aborto senza frontiere” Justyna Wydrzynska, ha denunciato che la Polonia nega l’aborto alle profughe ucraine stuprate dai soldati russi.  Le donne in fuga dall’orrore ora si trovano a dover combattere per i loro diritti. Si sono infatti trovate in un Paese roccaforte dell’ultracattolicesimo, dove si può abortire in pochissimi casi.


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