Romani decapitati a Somersham: esecuzione di gruppo

Le sepolture di 17 persone presentano la testa posizionata sotto i piedi. Un intero nucleo parentale è stato giustiziato

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Appartengono ai componenti di una famiglia i corpi dei Romani decapitati a Somersham che l’Università di Cambridge ha studiato. La rivista “Britannia” ha pubblicato il risultato delle ricerche che hanno interessato una fattoria del I secolo d.C.


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Perché le sepolture di Romani decapitati a Somersham destano interesse?

Le tombe si trovano in un centro di produzione agricola probabilmente collegato a un centro di rifornimento romano. In una necropoli che sorge nei pressi della fattoria c’erano 52 sepolture, di cui 17 con corpi decapitati. La testa non è collocata sul collo, ma ai piedi del defunto. Gli archeologi che hanno effettuato gli scavi hanno quindi messo in relazione le morti a un atto violento, un’aggressione o un’esecuzione di gruppo.

Il contesto geografico in sorge la fattoria

Il complesso agricolo di Somersham è costruito su un preesistente insediamento dell’Età del ferro ancora in uso nel 3°-4° secolo. Era collegato a Camp ground e Langdale hale nella rete di approvvigionamento delle truppe romane in Britannia. Poi nel Medioevo l’area è frequentata per la presenza del fiume, una risorsa per la pesca. Negli anni Settanta del Novecento la fattoria è oggetto di interventi edilizi che hanno portato alla distruzione del corpo centrale. Restano tuttavia i cimiteri perché la scoperta delle sepolture ha fermato i lavori.

Lo studio delle sepolture dei Romani decapitati a Somersham

Un gruppo di archeologi dell’Università di Cambridge si è occupato delle ricerche sulle tombe. Fin da subito gli studiosi hanno notato la presenza rilevante di decapitati e corpi sepolti in posizione prona. Una zona di confine presidiata dai legionari potrebbe far pensare alla presenza di schiavi o a rivolte sedate nel sangue. Però le prove portano altrove. Infatti, per punire i servi i Romani usavano altri metodi, la crocifissione, e in caso di rivolta i corpi non sarebbero stati tumulati. Quindi la teoria che trova maggiori riscontri è la punizione a una famiglia che aveva una forte influenza sul territorio. Gli esperti ritengono che i soldati romani abbiano giustiziato le persone che vivevano nei pressi della fattoria. I parenti delle vittime hanno così potuto seppellire i congiunti uccisi, ma l’onta li segnava. Un’altra ipotesi riguarda l’aspetto rituale e simbolico dell’assassinio e dunque sacrifici umani, legati alla religione dei druidi.

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