Reddito di Cittadinanza nella bufera: la peggio Italia

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Questa mattina viene resa nota una maxi operazione che porta alla luce molteplici illeciti riguardo il cavallo di battaglia del M5S. Il reddito di cittadinanza è nella bufera vista la quantità di irregolari scoperti. La buona notizia però è che sono stati identificati. La cattiva è che qualcosa, in questa misura, non funziona. Di Maio difende già il provvedimento e dichiara che si può migliorare.

Reddito di cittadinanza nella bufera: cos’è successo oggi?

L’operazione condotta negli ultimi 6 mesi in 5 regioni porta alla luce 5mila irregolari. Secondo le prime stime la truffa ammonta a circa 20 milioni di euro. Le regioni interessate sono Campania, Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata. Sono nel napoletano sono 2.441 gli irregolari e tra loro anche parcheggiatori abusivi, rapinatori, truffatori, lavoratori in nero e camorristi. Una mega insalata di onestà ai danni di chi avrebbe davvero bisogno di accedere ai fondi erogati. L’indagine avvenuta su un campione di 87.198 persone riscontra irregolarità sul 12%. Tra questi in 1.338 non aventi diritto erano già noti alle forze dell’ordine per altri motivi. Tra gli irregolari napoletani invece sono 75 le persone che risultano imparentate con famiglie malavitose. In Basilicata, invece, sono 399 le persone denunciate.

I casi più eclatanti

Il reddito di cittadinanza finisce nella bufera grazie a chi lo percepisce nonostante non ne abbia bisogno. La buona notizia è che se oggi possiamo parlare degli irregolari è perché le forze dell’ordine portano avanti delle indagini. sicuramente però ora è chiaro che servono delle modifiche al provvedimento contro i furbetti che se ne approfittano. A quanto pare il caso più eclatante è che addirittura un boss della mafia è riuscito a ottenere il reddito. Secondo Adnkronos in provincia di Avellino lo percepiva un 50enne ritenuto il reggente del clan camorristico Cavalese. A Bari invece un noto pluripregiudicato. A San Pietro Vernotico un esponente della Sacra Corona Unita. C’è poi chi risiedeva all’estero e puntualmente ogni mese tornava a riscuotere. C’è chi ha dichiarato figli inesistenti. Senza parlare di chi ha dichiarato famiglie composte anche da 15/20 persone. Infine proprietari di barche, di Ferrari, di autonoleggio con almeno 20 automobili. Questi solo quelli di più rilievo.

Di Maio difende il provvedimento

Le parole di Luigi Di Maio non si sono fatte attendere e difende la misura tanto voluta dal M5S. Come prima cosa ringrazia le forze dell’ordine per il lavoro svolto e poi chiarisce che il sussidio può aver bisogno di alcune messe a punto. Durante l’intervento a Mattino 5 dichiara: “Le misure che abbiamo fatto con il Governo Draghi trovano un’ampia convergenza perché è il primo tagliando di uno strumento che ha permesso in piena pandemia a 3,7 milioni di persone di poter dar da mangiare ai propri figli. Come tutti gli strumenti vanno collaudati e messi a punto.” E poi aggiunge: “In Germania quando hanno fatto la misura simile al reddito di cittadinanza tanti anni fa poi l’hanno cambiata quattro, cinque volte in 10 anni.” Sicuramente però le opposizioni non si faranno sfuggire l’occasione di rimarcare la negatività della misura. Ma Di Maio non attende e ribadisce subito che il reddito di cittadinanza ha preso vita perché eravamo il Paese con la povertà assoluta più alta d’Europa ed eravamo l’ultimo paese a non avere uno strumento per combatterla.

Poveri ok ma con il green pass

Intanto però vale la pena anche ricordare che per aver diritto al reddito di Cittadinanza bisogna avere il Green Pass. Infatti il provvedimento è considerato alla pari di malattia e ferie. Inoltre durante il periodo di sussidio è prevista la partecipazione ad attività formative per ampliare la possibilità di lavoro del ricevente. Ma come ogni attività di formazione richiede il certificato verde. Chi preferirà non esibire il green pass verrà considerato come un assente ingiustificato e potrà perdere il diritto al sussidio. Il Ministero consiglia già di non inoltrare la domanda per ora o di rinunciare al provvedimento fino alla scadenza del decreto che rende obbligatorio il pass. Ma sicuramente l’esempio dato dagli irregolari di oggi fa ben poco sperare sulla rinuncia degli altri. Sicuramente se lo Stato si farà restituire quanto illecitamente preso allora sì che creerà un buon motivo per mettersi in regola.


I NoVax e NoPass oltre che il Governo hanno un nuovo nemico. Vengono chiamati per comodità SiVax. Ma a quanto pare è solo la maggioranza degli italiani che si è stufata delle proteste. Cosa accade? Leggi anche: Proteste dai SiVax contro i NoVax: inizia un inverno caldo