Porto di Trieste: oltre duemila persone al presidio guerriglia in città

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Porto di Trieste

Porto di Trieste: oltre duemila persone al presidio guerriglia in città con lacrimogeni e idranti tra polizia e manifestanti no Green Pass


Le forze dell’ordine sono intervenute al varco quattro del Molo 7 del Porto di Trieste per sgomberare il presidio dei lavoratori No Green Pass con gli idranti. Una decisione presa dalla Procura di Trieste e già anticipata in vie non ufficiali nella giornata di ieri. I manifestanti inveiscono contro le forze dell’ordine.

In questi minuti le forze dell’ordine stanno sgomberando il varco 4 del Molo 7 del Porto di Trieste con gli idranti. Lo sgombero è stato deciso dalla Procura di Trieste e l’imminente intervento delle autorità era già nell’aria: il porto stava continuando a lavorare, ma il presidio impediva il normale svolgimento delle attività. I sindacati avevano chiesto ai manifestanti di liberare il varco 4 già due giorni fa per permettere il passaggio dei camion che comunque, nonostante le difficoltà, non si è mai fermato. I manifestanti ancora presenti al molo hanno inveito contro le forze dell’ordine al grido di “libertà” mentre qualcuno ha cercato di costruire un dialogo.

Alcuni dei manifestanti hanno continuato a resistere al getto degli idranti, restando seduti sull’asfalto. I No Green Pass vorrebbero portare avanti il presidio almeno fino al 20 ottobre, dieci giorni prima dell’incontro a Roma del 30 ottobre. Per resistere alle forze dell’ordine che stanno tentando lo sgombero, i manifestanti si sono inginocchiati a terra nel tentativo di creare una catena umana. Secondo le prime indiscrezioni, un portuale sarebbe a terra dopo essere rimasto ferito. L’uomo, del tutto cosciente, avrebbe preso l’acqua dell’idrante a distanza ravvicinata ed è stato portato via dall’ambulanza.

I manifestanti non arretrano. Nonostante gli idranti, i manifestanti no vax non arretrano all’ingresso del Molo 7. Sono ormai pochissimi i portuali presenti al Molo di Trieste. “Libertà, libertà” gridano all’indirizzo della polizia. Gli agenti in assetto antisommossa sono usciti dai mezzi. “Non siamo violenti, togliete gli scudi e arretrate” urlano i manifestanti ai poliziotti schierati al varco 4 del porto. “Le forze dell’ordine sono dalla nostra parte – asserisce un manifestante -. Anche loro non vogliono vaccinarsi, noi lo sappiamo. Non possiamo arretrare perché cosa potrebbero mai dirci i nostri figli se lo facessimo?”. I civili presenti stanno invitando i giornalisti a sedersi a terra con loro.

Presente anche Stefano Puzzer, ex portavoce dei No Green Pass. “Siamo qui, siamo stati tranquilli e non abbiamo fatto del male a nessuno – ha detto seduto a terra tra i manifestanti – sto accanto a persone che tremano per la paura. Siamo qui, non vogliamo far niente, stiamo pregando”. Stefano Puzzer si era dimesso nella giornata di ieri dopo che aveva detto ai portuali di interrompere le proteste in vista dell’incontro con le autorità a Roma per il 30 ottobre. Dopo esser stato aspramente criticato, ha rassegnato le proprie dimissioni. Prima di dimettersi, ha fatto emettere un comunicato in cui i manifestanti sono stati invitati a continuare il presidio “ad oltranza” fino all’abolizione totale del Green Pass.

Portuali trattano fine presidio, i manifestanti resistono. Sembrerebbe che i portuali di Trieste stiano cercando di trattare la fine pacifica del presidio o comunque di alleggerire la tensione ponendosi tra le forze di polizia e il resto dei manifestanti No Green Pass. La piazza però non vuole arretrare e la polizia ha iniziato con le prime manganellate. I lavoratori hanno creato un cordone davanti alle forze dell’ordine e di fatto stanno avanzando prima ancora degli agenti. Il coordinamento dei lavoratori sta chiedendo ai manifestanti di arretrare. C’è stato un breve diverbio tra Stefano Puzzer, ex portavoce dei portuali, e i No Green Pass. “La nostra preoccupazione – ha detto ponendosi tra la polizia e la folla insieme agli altri lavoratori – è che la gente si faccia male”. Ha poi invitato i No Green Pass a sgomberare il porto. Alcuni dei presenti sono stati fermati dalla polizia nel corso dei tafferugli al porto di Trieste. Lo ha confermato all’Agi un dirigente delle Forze dell’Ordine.

Nuovo tentativo di mediazione dei lavoratori coi manifestanti In questi minuti i portuali stanno cercando di far arretrare i manifestanti No Green Pass il cui numero è cresciuto visibilmente in queste ore. Sono riusciti a convincere la folla ad arretrare di qualche passo, ma non a disperdere la protesta. Ancora attimi di tensione tra manifestanti e polizia che nel frattempo ha fermato altre due persone. Il numero dei presenti è visibilmente aumentato dopo il passaparola sui gruppi Telegram dei No Green Pass

Sgomberato il varco 4 del Porto di Trieste e il parcheggio adiacente. Le forze dell’ordine hanno utilizzato i lacrimogeni nel tentativo di disperdere i manifestanti. Il sit-in di protesta è stato disperso ma i manifestanti non demordono. I No Green Pass non vogliono lasciare il porto: i disordini si sono spostati nei pressi del varco. I manifestanti stanno rispondendo al lancio di lacrimogeni con alcune bottiglie. Per ostruire il passaggio agli agenti delle forze dell’ordine, i No Green Pass hanno gettato a terra alcuni cassonetti della spazzatura.

La polizia ha seguito i manifestanti anche lungo i Campi Elisi. Gli agenti avanzando con le camionette hanno continuato ad esplodere decine di lacrimogeni e ad attivare gli idranti. Un migliaio di persone si trova lungo i Campi Elisi, tuttavia i manifestanti continuano a scandire slogan come “La gente come noi non molla mai” e “No Green pass”. Qualcuno piangendo, invece, è stato portato via. Un gruppo ha invitato a raggrupparsi in piazza Unità d’Italia.

Una lunga fila di manifestanti è entrata in piazza Unità d’Italia ma non si è fermata in presidio e ha continuato a proseguire il suo cammino. Dopo aver attraversato la piazza, ha raggiunto l’adiacente piazza della Borsa fino ad arrivare in via Carducci e di qui si sta nuovamente dirigendo lungo le Rive. L’impressione è che il corteo non abbia ancora una meta oppure non abbia concordato con le autorità dove sia possibile raggrupparsi. In testa al corteo, tra le varie persone, è stato notato un piccolo gruppo di persone con sciarpe e cappucci neri e con caschi in mano.

Il corteo di manifestanti è tornato in piazza Unità d’Italia, dove in molti, in silenzio, si sono seduti a terra. Tra loro, alla testa c’è anche Stefano Puzzer, che intenderebbe fare una breve conferenza stampa per illustrare le azioni da intraprendere. Piazza Unità d’Italia è gremita di manifestanti, almeno duemila persone. Seguendo le indicazioni di Puzzer – che a questo punto è divenuto il loro leader dopo essersi dimesso dalla carica di portavoce del Coordinamento dei lavoratori portuali – tutti si sono seduti a terra e sono rimasti in completo silenzio. 

“Vediamo se hanno il coraggio di caricarci anche in piazza Unità d’Italia” ha detto Puzzer alla testa del corteo in piazza Unità d’Italia. In piazza in questo momento ci sono passanti e turisti. Anche alcuni presidi delle forze dell’ordine.

NELLE ALTRE CITTA’:

Bologna, sul fronte dei trasporti tutto procede con regolarità. Al momento, per quanto riguarda la Stazione centrale, per oggi sono previsti tutti i treni regionali di Trenitalia e anche quelli di Tper, l’azienda di trasporto pubblico. Inizio di mattinata senza criticità anche per gli autobus in servizio nel territorio della Città metropolitana di Bologna. 

Nessun presidio stamane, all’apertura del primo turno, ma lo sciopero contro il Green pass continua nello stabilimento della San Benedetto di Scorzè, a Venezia. Lo rende noto un rappresentante della usb, sigla che copre circa 85% degli operai. Mercoledì e venerdì sono annunciati nuovi presidi fuori dai cancelli dalle 10 alle 14. E’ presumibile che ad astenersi dal lavoro saranno gli stessi dipendenti di venerdì, anche non si può escludere che qualcuno abbia nel frattempo fatto il tampone per entrare. “E’ presto per dirlo – conferma la fonte sindacale – bisogna attendere quello che accadrà nell’arco della giornata”.

Dopo una mattinata tutto sommato tranquilla, con il presidio dei No green pass e di un gruppo di portuali a varco portuale di Ponte Etiopia, a Genova i manifestanti hanno deciso di bloccare definitivamente varco Albertazzi, che porta sia a uno scalo mercantile che al terminal traghetti, da dove fino a poco fa passavano persone e merci deperibili. Gli agenti del Reparto mobile della polizia, che in un primo momento sono stati schierati in assetto antisommossa, si sono tolti i caschi e la tensione è calata. Secondo quanto appreso, nelle intenzioni dei manifestanti il blocco del varco dovrebbe durare fino alle 14. Le merci vengono fatte passare da altri varchi portuali.

Un sit-in di portuali in solidarietà ai colleghi Trieste si è radunato dalle 7 circa al porto di Ravenna. Secondo quanto appreso, si tratterebbe di qualche decina di persone e il presidio si sarebbe già sciolto, senza alcun impatto sull’operatività del porto. L’appello a partecipare era partito ieri da chat su Telegram e chiamava a raccolta non solo portuali ma anche lavoratori di “Enichem, Eni-Versalis, Marcegaglia, Unieuro, Polynt, Her, Dock cereali porto, Vigili del fuoco Ra, Teorema e Cooo e del comitato di libera scelta Ravenna”. L’azione, si leggeva nella nota, ha l’obiettivo di dare un “contributo territoriale” a un’iniziativa nazionale “che vede nei porti i punti di aggregazione, ma che raccoglie il malessere di tutte le categorie di lavoratori, dai sanitari agli insegnanti passando per ogni attività privata, stanchi di ricatti e imposizioni”.

Primo lunedì mattina nei luoghi di lavoro con l’obbligo del Green Pass anche per Perugia e provincia dove la tenuta del sistema sembra confermarsi. A quanto pare, quindi, non si registrano particolari difficoltà. Nessuna segnalazione è arrivata di prima mattina con ingressi che si sono svolti con regolarità. “Tutto tranquillo” commentano da Confindustria, relativamente alle aziende e imprese e vista anche l’autonomia nell’organizzare i controlli. Pure nei luoghi istituzionali, fanno sapere in particolare dalla Regione Umbria, un inizio di giornata e di settimana ordinato, dopo che venerdì mattina si erano verificate code agli ingressi degli uffici del Broletto e anche qualche difficoltà, per adeguarsi con i dispositivi di controllo, nella sede di Palazzo Donini.

Nessuna particolare criticità è stata segnalata finora dall’Ente Autonomo Volturno in merito alle linee vesuviane e flegree gestite dall’azienda di trasporto in Campania. In particolare il servizio della Circumvesuviana non ha fatto registrare finora disservizi come quelli che la settimana scorsa hanno inciso notevolmente sulla programmazione dei treni, comunque non dipendenti dalla introduzione della certificazione obbligatoria. Trasporto pubblico regolare a Napoli. Dall’inizio del servizio non si registrano inconvenienti o disagi sulla tratta della linea 1 della metropolitana né per quanto riguarda le funicolari. Per quanto riguarda il servizio su gomma c’è qualche ritardo su alcune linee a causa di personale che risulta in malattia. 

Ancora code nella prima mattinata di oggi ai varchi di ingresso dell’ex Ilva di Taranto per i controlli sui green pass, anche se meno lunghe rispetto a quanto accaduto nel primo giorno di entrata in vigore dell’obbligo della certificazione sui luoghi di lavoro. Nel frattempo aumenta il numero di vaccinati sia tra i dipendenti diretti che tra gli operai delle ditte terze (sotto il migliaio i non immunizzati in entrambi i casi, senza contare però i 400 lavoratori “sociali” in cassa integrazione per impianti fermi da tempo, che non hanno ancora comunicato la loro situazione).

Traffico regolare anche stamani nel porto di Livorno: dalla mezzanotte alle nove di stamattina sono state una decina le navi in ingresso e in uscita tra traghetti, cargo e portacontenitori, spiegano dall’Avvisatore Marittimo di Livorno da dove al momento non si segnala alcun problema legato alle proteste per l’obbligo del Green pass per i lavoratori.

Roma anche questa mattina le aziende che erogano i servizi di trasporto pubblico e igiene urbana, l’Atac e l’Ama, non riscontrano criticità particolari legate al Green pass obbligatorio sui luoghi di lavoro. In mattinata si è registrato un problema tecnico alla stazione Re di Roma della metro A.

Sono 20 i portuali rifiutati stamattina ai tornelli d’ingresso del porto di Gioia Tauro perché non in possesso del certificato o dell’esito negativo del tampone. Anche per quanto riguarda gli autisti dei tir in entrata non si registrano difficoltà, al momento un solo conducente è stato respinto perché privo sia della carta verde che che del tampone. Dati minimi anche rispetto a venerdì quando, in corrispondenza con l’introduzione dell’obbligo, nei primi turni di lavoro dello scalo vennero rimandati indietro in 60 circa. Da domani, secondo quanto si è potuto, apprendere dovrebbe partire il servizio messo a disposizione dal terminalista Mct per l’effettuazione del tampone gratuito che sarà attivo per i prossimi 15 giorni. L’attività di transhipment all’interno del porto va avanti regolarmente e senza alcun problema. Non ci sono attese e non si registrano file nemmeno al gate utilizzato degli autotraportatori.

Milano i mezzi pubblici di superficie, tram e bus, e le metropolitane proseguono regolarmente il loro servizio. In Atm, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico cittadino, grazie alla riorganizzazione dei turni, i lavoratori assenti perché sprovvisti di Green pass vengono sostituiti e quindi non ci sono impatti sulla circolazione. Secondo gli ultimi dati comunicati dall’azienda venerdì scorso, quando è partito l’obbligo di esibire il Green pass, erano 272 i dipendenti sprovvisti di certificato verde, un numero che potrebbe essere leggermente migliorato, mentre le malattie hanno subito un incremento del 15/20% circa. Al momento le assenze di chi non possiede il certificato non impattano sul servizio.