Bestiari magici e pittura selvaggia: nell’opera di Bruschini

Giovedì 21 ottobre l'inaugurazione della mostra "Scendeva simile alla notte" a Catanzaro

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bestiari magici
Una delle opere in mostra a Catanzaro

I bestiari magici di Lorenzo Bruschini graffiano la pelle del cuore della pittura. Icone di un mondo frammentario, apparizioni ai confini del sogno, galleggiano sulla superficie del quadro. Queste immagini, flash di un déjà vu della coscienza, hanno un movimento danzante, di per sé quasi musicale. Le opere dell’artista sono in mostra a Catanzaro dal 21 ottobre alla mostra “Scendeva simile alla notte”.


Lorenzo Bruschini a Catanzaro col suo mondo interiore


Cosa raccontano i bestiari magici di Bruschini?

L’artista porta alla luce dal buio frammenti, stanze isolate del silenzio. Lorenzo non si lascia ammaliare dal canto delle sirene, dal facile quanto omnipraticabile rumore stilistico della tendenza. È come se esistesse una naturale e confessata aspirazione al mutismo, un’aspirazione verso il  racconto narrato nelle tenebre solitarie. Non significa che la pittura come gesto esemplare in sé, perda valore o contenuto espressivo. Nella logica gravitazionale dell’assenza, togliendo ciò che è inopportuno, la pittura acquisisce struttura architettonica. Poco conta che la figura umana equivalga sul piano linguistico, della rappresentazione, a quella bestiale. La mimesis, la riconoscibilità nominale del mondo apparente, diviene pretesto per scardinare l’ordine del linguaggio espressivo. In una narrazione più aperta e flessibile trovano pace tutte le antitesi del mondo, gli antagonismi astratto/figurativo.

Un’arte che è indagine della propria coscienza e della collettività

Pittura nomade ed inquieta quella di Lorenzo. Espressione che volontariamente è in fuga allontanandosi da citazionismi o riferimenti stilistici univoci. Ogni tableau è un desiderio esaurito reso visibile dall’epifania di una pittura come scavata al buio. Masse, ectoplasmi, brandelli di figurazione s’affacciano al reale rivendicando la necessaria esistenza tra le cose del mondo. Graffi e lividi del profondo. È limitativo il riferimento a Freud, Lacan, a Jung, agli stessi padri storici del Surrealismo. Il giovane artista si inoltra verso direzioni del pensiero e della sensibilità che solo il suo spirito inquieto riesce a scorgere. La declinazione volutamente destrutturante dell’immagine rende compatibili oggetti e desideri antitetici. Nei lavori di Lorenzo mistero, nebbia, fuliggine, abbandono, si allungano come ombre distratte della sera. Resta fuori dalla porta la moda engagée, il trambusto pre-post-transindustriale. 

Grafismo e archetipi

Oltre Chagall, Bosch del XXI secolo, Bruschini proietta i fantasmi di un profondo collettivo su una tessitura minuta col grafismo pre-puberale. Sulla superficie del quadro umano e bestiale convivono, lasciando scorgere all’osservatore una forma d’esistenza alternativa allo scorrere del tempo. Immagini, archetipi universalmente riconoscibili, sono proiettati sul supporto, fuori dalla conformità della regola di rappresentazione di realtà. L’artista predilige horror vacui che esalta l’apparizione della frase non come elemento didascalico, ma pura forma geometrica e mentale.

La pittura selvaggia nei bestiari magici

La pittura di Lorenzo Bruschini è caratterizzata dall’essenzialità del colore bianco e del colore nero. Stesure di bianco sullo sfondo a dare massima luce ai riflessi e ai meandri più nascosti dell’inconscio. Emerge così la massima concentrazione di colori, il nero, figure e simboli del proprio mondo interiore. Le residenze d’artista gli hanno quindi permesso di approfondire il rapporto con l’arte e se stesso. Il viaggio in Grecia, a Creta, e la residenza nell’entroterra montuoso dell’isola, hanno assunto un’importanza determinante. L’esito di un richiamo che lo porta a confrontarsi con luoghi dove nasce il mito. Lorenzo è stato sempre attratto dalla mitologia, da culture antiche. Coi disegni, continui appunti del cammino, produce un particolare ‘diario’, “Scendeva simile alla notte. Viaggio a Hierapytna”. Nel lavoro di Lorenzo infatti miti e i simboli diventano una cosmogonia in cui rappresentazioni si fondono con un immaginario scaturito nei secoli.

Immagine da cartella stampa.