PC4U: l’idea per chi vuole donare un computer

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pc4u didattica a distanza

La didattica digitale è un diritto di tutti. Una recente indagine ISTAT dice che il 33,8% delle famiglie italiane non ha un pc o un tablet in casa, e che il 57% dei ragazzi deve condividere un solo computer in famiglia. Durante il periodo del Covid-19, dei ragazzi di Milano hanno compreso che molti studenti non potevano seguire la didattica a distanza perché a casa non avevano le tecnologie necessarie. I ragazzi hanno fondato così PC4U, una piattaforma in cui si può donare o richiedere gratuitamente un pc usato.

Come è nata l’iniziativa PC4U?

Quattro ragazzi di Milano, Jacopo Rangone, Matteo Mainetti, Emanuele Sacco e Pietro Cappellini hanno creato PC4U. Una piattaforma web che mette in collegamento gli studenti che hanno l’esigenza di avere un dispositivo per la didattica digitale con persone o aziende dotate di dispositivi usati funzionanti da donare. L’idea è nata durante il lockdown quando si è capito che molti studenti non potevano seguire le lezioni a distanza perché a casa non avevano né un pc, né un tablet. I quattro amici hanno così cominciato a ritirare dispositivi da coloro che li donavano spontaneamente. I ragazzi ritirano i dispositivi al domicilio dei donatori, in seguito procedono con un controllo del corretto funzionamento del dispositivo e con una nuova inizializzazione. Infine i dispositivi vengono consegnati ai giovani studenti che ne hanno bisogno e ne fanno richiesta sulla piattaforma di PC4U. La necessità di azione dei giovani era dettata sia dalla loro esperienza personale che dai numeri. Infatti anche in Lombardia i numeri sono alti. Il 14% degli studenti non possiede un computer, circa 2.600 ragazzi che in questi mesi non sono riusciti a seguire le lezioni a distanza.

I risultati

In questi primi mesi di attività hanno consegnato oltre 100 dispositivi ad altrettante famiglie bisognose. Sono riusciti a farlo grazie, oltre al loro impegno quotidiano, al supporto di alcune aziende e associazioni che li hanno aiutati: Informatici Senza Frontiere, For-Te, TIM e Huawei. Ma adesso la missione è in espansione, poiché i ragazzi stanno ricevendo moltissime richieste e anche molte donazioni. Proprio queste donazioni sono arrivate circa a 11.000 euro. Attraverso la piattaforma, semplice e intuitiva, chiunque può donare o richiedere un dispositivo. Nella schermata appare subito il pulsante dona o ricevi. Una volta cliccato, si accede ad un form da compilare con le informazioni necessarie. Saranno poi i ragazzi stessi a prendere in carico la richiesta e ritirare l’apparecchio, per poi imballarlo e consegnarlo al destinatario, dopo la formattazione operata da un tecnico. Per ora operano tra Milano e hinterland, ma vorrebbero ampliare il progetto. Sperano di allargare il loro team di volontari e magari un giorno coprire una zona più vasta, con l’aiuto di corrieri per le spedizioni.

Non solo PC4U

Esistono anche altre iniziative solidali riguardo la possibilità di donare un computer e la conseguente possibilità di allargare la fruizione di didattica a distanza per tutti. Per esempio tramite la piattaforma unpcperlascuola, si può donare direttamente alla scuola che poi provvederà a dare il dispositivo al ragazzo in difficoltà. La solidarietà non ha età, infatti non solo gli studenti sono i destinatari di computer usati. A Roma, la Fondazione Mondo Digitale propone invece di sviluppare le abilità informatiche degli anziani, i quali possono godere di un invecchiamento attivo stimolato appunto dall’uso delle nuove tecnologie. Un altro progetto di recupero è quello di PCofficina, dove oltre al computer si possono donare anche monitor LCD, Hard Disk, RAM, tastiere e mouse. A Torino è nata un’altra iniziativa, simile a quella di PC4U. Si chiama tutticonnessi, la quale vuole dare l’opportunità a sempre più studenti di non perdersi nemmeno una lezione online. La scuola, non solo a causa Covid, sarà sempre più digitale e gli studenti avranno sempre più bisogno di supporti tecnologici per poter studiare. Il crescere, dunque, di tali iniziative fa ben sperare per un futuro sempre più solidale e più inclusivo.